«In occasione del prossimo incontro mondiale delle famiglie, ho intenzione di recarmi a Dublino, il 25 e 26 agosto. Ringrazio fin d’ora le autorità civili, i vescovi, il vescovo di Dublino, e tutti oloro che collaborano per preparare questo viaggio». Il Papa ha concluso con questo annuncio a sorpresa, comunicato direttamente ai fedeli, la prima udienza di primavera, iniziata a braccio con un augurio: «Vi auguro che questa primavera sia per voi una primavera fiorita, come sarà la Pasqua fiorita. Fiorita di buone opere, di virtù, di fare il bene agli altri». Al centro della catechesi, l’Eucaristia: «Ogni volta che facciamo la Comunione, assomigliamo di più a Gesù, ci trasformiamo di più in Gesù», ha spiegato Francesco parlando a braccio. Appena arrivato in piazza, ha fatto salire a bordo sei bambini, che si sono goduti insieme a lui lo spettacolo di una Roma in cui ha fatto capolino il sole, vincendo le nuvole e la pioggia.
«Quello che l’albero ha di fiorito viene da quello che ha di sotterrato». «Mai tagliare le radici con Gesù!», il consiglio sempre fuori testo di Francesco sulla primavera, mutuato da «un versetto molto bello» della sua Argentina.
«Non dimenticatevi: Gesù perdona sempre, Gesù non si stanca di perdonare, siamo noi a stancarci di chiedere perdono!». Nel ribadirlo a bracci, Francesco assicura: «Tutti noi siamo stati perdonati nel battesimo e tutti noi siamo perdonati, o saremo perdonati, ogni volta che ci accostiamo al sacramento della penitenza».
Nell’Eucaristia, «c’è un incontro con Gesù»: «Ogni volta che noi facciamo la Comunione assomigliamo di più a Gesù, ci trasformiamo di più in Gesù», garantisce il Papa ancora una volta fuori testo: «Come il pane e il vino sono convertiti nel Corpo e Sangue del Signore, così quanti li ricevono con fede sono trasformati in Eucaristia vivente. Al sacerdote che, distribuendo l’Eucaristia, ti dice: ‘Il Corpo di Cristo’, tu rispondi: ‘Amen’, ossia riconosci la grazia e l’impegno che comporta diventare Corpo di Cristo». «Perché quando tu ricevi l’Eucaristia diventi il corpo di Cristo: è bello questo, è molto bello!», dice sempre fuori testo: «Mentre ci unisce a Cristo, strappandoci dai nostri egoismi, la Comunione ci apre ed unisce a tutti coloro che sono una sola cosa in Lui. Ecco il prodigio della Comunione: diventiamo ciò che riceviamo!».
«Allungare po’ quel momento di silenzio, parlando con Gesù nel cuore ci aiuta tanto, come pure cantare un salmo o un inno di lode che ci aiuti ad essere col Signore». Così Francesco commenta a braccio il momento della preghiera silenziosa che segue la Comunione. «La Chiesa desidera vivamente che anche i fedeli ricevano il Corpo del Signore con ostie consacrate nella stessa Messa», spiega, «e il segno del banchetto eucaristico si esprime con maggior pienezza se la santa Comunione viene fatta sotto le due specie, pur sapendo che la dottrina cattolica insegna che sotto una sola specie si riceve il Cristo tutto intero. Secondo la prassi ecclesiale, il fedele si accosta normalmente all’Eucaristia in forma processionale e si comunica in piedi con devozione, oppure in ginocchio, come stabilito dalla Conferenza episcopale, ricevendo il sacramento in bocca o, dove è permesso, sulla mano, come preferisce. Dopo la Comunione, a custodire in cuore il dono ricevuto ci aiuta la preghiera silenziosa». Nell’orazione dopo la Comunione, con cui si conclude la liturgia eucaristica, «a nome di tutti, il sacerdote si rivolge a Dio per ringraziarlo di averci resi suoi commensali e chiedere che quanto ricevuto trasformi la nostra vita».
«L’Eucaristia ci fa forti per dare frutti di buone opere per vivere come cristiani», conclude il Papa a braccio, come aveva iniziato: «Accostiamoci all’Eucaristia, a ricevere Gesù che ci trasforma in lui, ci fa più forti: è tanto buono e tanto grande il Signore!».


