Il mese di maggio, con il profumo delle rose, richiama la devozione alla Madonna. La religiosità popolare è ricchissima di tradizioni che si tramandano in tutte le comunità. In particolare, la recita del Rosario, non solo nelle chiese, ma anche nei quartieri, nelle contrade dove sorgono capitelli. Momenti di devozione mariana, ma anche di incontro, di socializzazione. «Quand’ero bambino non vedevo l’ora che arrivasse il mese di maggio – racconta un anziano -. Non esattamente per la recita del Rosario, preghiera lunga e ripetitiva, ma per i giochi che facevamo dopo la funzione. In particolare, approfittando anche del buio (non c’era l’ora legale), le interminabili scorribande a nascondino. Solo il richiamo dei genitori che ci ordinava perentoriamente di tornare a casa, metteva fine al divertimento».
In questa direzione si colloca la proposta della parrocchia del Sacro Cuore di Schio. Luisa Minotto, che da dieci anni anima l’iniziativa, racconta come si svolge la preghiera: «Nel mese di maggio nella nostra chiesa si rinnova un appuntamento che è ormai diventato una tradizione per i più piccoli. Ci ritroviamo davanti alla statua di Maria per recitare il Rosario e poi andiamo tutti a giocare nella piastra polivalente. Si comincia sempre con un canto e poi i bambini/ragazzi leggono i misteri e le riflessioni e le preghiere associate; dopo ciascun mistero recitiamo 5 Ave Maria anziché 10 e concludiamo con un canto. A volte viene indicato un piccolo impegno da svolgere il giorno successivo. Per permettere anche ai più piccoli di seguire abbiamo riadattato i testi. A volte utilizziamo dei rosari alternativi (della samaritana, del figliol prodigo, degli amici di Gesù, della Pasqua, …). Dopo il canto finale ogni ragazzo segna la propria presenza e poi tutti corrono fuori a giocare con gli animatori».
Per ravvivare la proposta ogni anno si cambia il modo di segnare la presenza: bollini, timbri o fiori da attaccare ad un albero stilizzato su un foglio. Molto interessante il modo di comunicare a tutta la comunità quello che si sta facendo. «Sera dopo sera, costruiamo un simbolo che segnali la nostra presenza – spiega la catechista -, lo scorso anno abbiamo realizzato il logo del Giubileo con tanti pezzi come se fosse un puzzle. L’ultimo giorno i ragazzi con il maggior numero di presenze vengono premiati con una consumazione gratuita al Sacrofest, la festa della nostra comunità, che inizia proprio alla fine del mese di maggio. L’obiettivo iniziale era quello di far riscoprire ai più giovani la tradizione del trovarsi assieme per pregare Maria, associandolo ad un momento ludico. Adesso possiamo dire che ci siamo riusciti».
A Bolzano Vicentino la devozione mariana si celebra in giardino. «Da tre anni – racconta Anna Buratti – il mese di maggio ha un profumo speciale nel nostro giardino: quello della preghiera che si fa comunità. Tutto è iniziato quando abbiamo accolto la statua di Maria proveniente dalla scuola materna che mio marito frequentava da bambino, ora chiusa. Proprio per questo legame storico con l’infanzia, abbiamo voluto che il Rosario fosse a misura dei più piccoli: sono loro, spesso, ad animare le Ave Maria con la purezza della loro voce». Dal lunedì al venerdì si ritrovano dalle 20 alle 30 persone di ogni età: nonni, adulti, giovani coppie e bambini. «È commovente osservare la bellezza silenziosa con cui Maria attira a sé i cuori – conclude Anna -, trasformando un angolo privato in un cenacolo a cielo aperto. Sotto il suo sguardo materno, in questo mese a lei dedicato riscopriamo la gioia di essere comunità, uniti da un filo di grani che lega passato, presente e futuro».
Piero Maestro
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