Mamme con bambini piccoli, o interi nuclei di famiglie con minori, risiedono anche da tre anni assieme ai senzatetto nell’Albergo Cittadino di Contra’ San Marco a Vicenza. «È una scelta che abbiamo fatto in emergenza, consapevoli che questa soluzione abitativa non è l’ideale – dichiara l’assessore alle Politiche Sociali Matteo Tosetto -. A fine gennaio prevediamo di spostare questi nuclei con minori nel nuovo stabile di viale D’Alviano sequestrato alla criminalità organizzata: finalmente è pronto per essere utilizzato. Utilizzeremo questi spazi e sette appartamenti per il social-housing».
Nei giorni immediatamente precedenti al Natale un gruppo di volontari ha raccolto e consegnato una cinquantina di pacchi regalo con dei giocattoli alla struttura di San Marco. «Gli operatori li hanno dati ai bambini e alle bambine – osserva una volontaria del gruppo, che ha scritto una lettera a La Voce dei Berici (pubblicata nel periodico dell’11 gennaio) – troviamo grave che nel 2026 in questa struttura siano ospitati anche dei minori, è vergognoso in una città ricca come Vicenza. Sono spazi in cui entrano in contatto con persone in condizioni di marginalità e non c’è certo posto per giocare. Bisogna dare una casa a queste famiglie».
Per quel che riguarda i numeri, il coordinatore della gestione nella struttura di San Marco Roger Bonin (cooperativa Cosmo) precisa che «attualmente sono una cinquantina i componenti di nuclei con minori ospitati in questo stabile, compresi i genitori». Con figli di età molto variabili, dai quasi diciottenni ai pochi mesi di vita: il 22 dicembre scorso una donna nigeriana ha dato alla luce un bimbo, ora vivono entrambi all’Albergo cittadino
«L’idea che molti hanno dell’albergo cittadino come di luogo terribile per i bambini deriva probabilmente dalla conoscenza di via Giordano, perché quella struttura non si prestava per nulla – sottolinea l’operatore della Cosmo –. L’ex studentato di San Marco è un posto di emergenza, non è adatto ai nuclei, ma è comunque un luogo dignitoso. Posso garantire che in questi anni si è mantenuto un ambiente tranquillo e sereno i nostri operatori si prendono cura degli ospiti, compresi i più fragili, e non abbiamo mai avuto bisogno di chiamare la polizia per risse o fatti simili».
Per Samanta e i suoi due bambini, dopo oltre tre anni trascorsi all’Albergo cittadino, è finalmente arrivata la possibilità di alloggiare in un appartamento tutto loro. «È una gioia grandissima, ci è stato fatto un regalo di Natale » racconta sorridente la donna, 40 anni, nata in Tunisia e arrivata in Italia a vent’anni. «Ho sempre lavorato, ho fatto di tutto, non mi tiro indietro – racconta –. Per un periodo ho vissuto in Francia con mio marito, ma non stavo bene, ho voluto tornare qui a Vicenza, dove avevo un appartamento di proprietà, condiviso con mia sorella. Quando sono tornata dalla Francia ero diventata mamma di due bambini: il più grande aveva due anni, la piccola sei mesi. Eravamo stati sfrattati, non potevo nemmeno entrare in casa. Siamo venuti qui e per me è stato difficilissimo all’inizio. Vivere in una stanza sola, senza cucina, senza spazi per sé… è stato molto duro. Ho smesso di lavorare, non potevo lasciare i bambini a nessuno. Poi mi sono detta: questa è la situazione, così devo andare avanti. E oggi ringrazio tutti, perché avere un tetto sulla testa non è cosa da poco».
«C’è molta solidarietà tra le famiglie che ospitiamo – confermano due operatrici della cooperativa Cosmo, Emma Pauletto e Tania De Soghe –. È da qualche anno che famiglie con bambini continuano a essere presenti all’Albergo cittadino, anche se non si tratta della struttura più adatta alle loro esigenze. Sono la conferma che la soglia della povertà si è abbassata. Un tempo, come cooperativa, ci occupavamo solo di tossicodipendenti, il massimo della marginalità erano loro. Poi sono arrivati i senza fissa dimora, e ora le famiglie».
Andrea Alba
Andrea Frison
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