Il sindaco di Vicenza Achille Variati ha rotto il silenzio su Hit Show, la fiera dedicata alla caccia, al tiro sportivo e alla difesa personale che si è chiusa lo scorso lunedì, con un boom di visitatori.
«È una fiera importante, per l’economia del territorio e di tutta Italia – ha detto il sindaco, in un’intervista apparsa su Repubblica -. Il patrocinio era doveroso. Ma qualcosa non ha funzionato e potremmo trarne le conseguenze. Con il sindaco di Rimini Andrea Gnassi alla prossima assemblea della società chiederemo il divieto di ingresso sotto i 16 anni nei padiglioni dove sono esposte armi da difesa».
Il commento del sindaco di Vicenza era invocato e atteso da tempo, come dimostra anche l’intervento di Vicenza Capoluogo, gruppo politico che sostiene l’attuale amministrazione, e, soprattutto, perché Vicenza, assieme a Rimini, è socio di Italian Exhibition Group, società che gestisce le fiere di Vicenza e Rimini.
Commentando le immagini dei bambini che imbracciavano ogni genere di fucili, Variati ha aggiunto: «Non doveva andare così, e mi impegno perché non succeda più». «Io e il sindaco di Rimini eravamo stati chiari. Ai bambini si doveva impedire il contatto con le armi», spiega Variati. Ai giovani atleti del tiro a volo l’ingresso sarà comunque garantito, e «anche la caccia, se regolamentata, è un’attività tradizionale che accettiamo. Ma bisogna creare aree separate in fiera. Che i bambini possano maneggiare armi prodotte per sparare agli esseri umani è preoccupante».
«Troppi cittadini hanno in casa armi, che generano lutti e problemi – ha concluso Variati -. Guardiamo alla follia di Macerata, o all’episodio di Pisa, dove un motociclista ha sparato a quattro persone senza motivo. Consentire che il modello della difesa fai da te si diffonda, addirittura fra i bambini, è inaccettabile per noi pubblici amministratori».


