Le origini della ceramica di Nove risalgono al secolo XVIII, quando la Repubblica di Venezia promuove la nascita di manifatture del settore per contrastare l’importazione da altri centri come Lodi, Faenza e Genova.
A Rivarotta, tra Angarano e Nove, nel 1719 fu stipulato il patto societario tra Giovanni Battista Antonibon e Giovanni Maria Moretto, al fine di organizzare un “negozio di cristallina” e usare i suoi mulini a Rivarotta. Il Museo della Ceramica, inaugurato nel 1995, è collocato nel palazzo già sede della Regia Scuola d’Arte voluta da Giuseppe De Fabris. Lo scultore novese fu direttore generale dei Musei e delle Gallerie Pontificie. La sua carriera fu strettamente legata alla produzione di opere religiose e monumentali, che gli valsero numerosi riconoscimenti. Uno dei suoi lavori più noti è il monumento funebre a papa Leone XII nella Basilica di San Pietro, realizzato tra il 1835 e il 1836.
Dalla metà del ’900 arrivarono le prime donazioni di ceramiche, finché negli anni ’90 si decise di istituire il Museo Civico della Ceramica.
La collezione spazia dal ’700 ai giorni nostri. Di particolare interesse è il nucleo di opere premiate ai Concorsi del Salone Internazionale della Ceramica dal 1949 al 1975, concesse dall’Ente Fiera di Vicenza. Il percorso museale si articola su tre piani, iniziando dall’alto con le ceramiche del ’700, per passare all’Ottocento, concludendo il percorso con le opere del XX secolo e contemporanee. Il trionfo dello stile neo-rococò dell’Ottocento è documentato dagli splendidi vasi delle manifatture Antonibon e Viero, decorati con motivi floreali resi con estrema vividezza, con applicazioni plastiche con putti a tuttotondo o con elementi fitomorfi e rocaille a rilievo.
Nel museo sono esposti molti esemplari di “piatti popolari”, tipici dell’artigianato industriale dell’Ottocento. Con questi prodotti si tenta di arginare l’invasione delle terraglie inglesi offerte a prezzi competitivi rispetto alle maioliche e alle porcellane. Il piatto popolare viene realizzato con l’unico scopo di essere utile, pratico, semplice nella forma e piacevole nel decoro.
Tra i pezzi di grande pregio che si possono ammirare, il Genuflessorio Vaticano, Manifattura Viero 1887-88: grande inginocchiatoio formato da 44 pezzi in maiolica modellati da Alessandro Piazza. Riproduzione dell’Immacolata Concezione del Tiepolo, dipinta da Giovanni Gottardi. Decorazione floreale di Angelo Comacchio e Silvio Righetto. Donato a Leone XIII dalla diocesi vicentina in occasione dell’Esposizione Vaticana del 1887-88, Logge Vaticane, Roma.
Di particolare interesse il vaso di Pablo Picasso. Il “Grande Vaso con nudi femminili” in terracotta e ingobbio riporta all’interno del collo l’iscrizione “Vallauris Maj 1950”.
Nell’ingresso del museo si possono ammirare opere di Pompeo Pianezzola (1925-2012) e di Alessio Tasca (1929-2020), esponenti di spicco dell’arte della ceramica novese. Molto interessante anche la proposta del Museo Diffuso: un tour gratuito con audioguida. Camminando per le vie e le rogge, si possono visitare i siti più significativi delle ceramiche novesi ascoltando in cuffia le spiegazioni direttamente dallo smartphone.
Per visitarlo
Il museo si trova a Nove in piazza De Fabris 5. Orari di apertura: giovedì 14,30 – 18; venerdì 9–13; sabato 9 – 13; domenica e festivi 14,30 – 18,30. Ingresso intero: 7 €; ridotto: 5 €. Riduzioni: ragazzi (10 – 18 anni), studenti fino 26 anni, maggiori di 65 anni, militari con tesserino, soci associazioni culturali riconosciute (FAI, TCI, UNPLI, Nove Terra di Ceramica) e gruppi. La proposta didattica del museo coinvolge i partecipanti in attività teorico-pratiche con diversi percorsi di lettura: gli operatori sono disponibili per realizzare progetti dedicati, su richiesta degli insegnanti. Per prenotare scrivere a didattica@scatolacultura.it oppure chiamare la segreteria al 348 383 2395www.museonove.it museo@comune.nove.vi.it tel. 0424 597 542
Piero Maestro
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