A volte le idee più belle nascono dall’osservazione di un bisogno concreto. È quanto accaduto a San Giorgio in Brenta, dove un gruppo di volontari legati al Circolo Noi e alla Caritas locali ha trasformato una semplice intuizione in un’esperienza di solidarietà che continua a crescere anno dopo anno.
L’iniziativa è nata nel 2022, in un periodo ancora segnato dalle conseguenze della pandemia. Alcuni volontari, impegnati quotidianamente nei servizi della Caritas, si trovavano spesso a confrontarsi con situazioni di fragilità e con la necessità di valorizzare risorse che altrimenti sarebbero andate sprecate.
Da questa riflessione è nata una domanda semplice: perché non mettere a disposizione tempo, energie e competenze per coltivare direttamente prodotti da destinare a chi ne ha bisogno?
Grazie all’impegno di numerosi volontari è nato così l’orto solidale “Orto amico, progetto per il sociale”. Nel corso delle stagioni, il terreno si è riempito di coltivazioni diverse: pomodori, zucchine, fagioli, patate e molte altre varietà di ortaggi, curati, raccolti e preparati grazie al lavoro condiviso di chi dedica parte del proprio tempo a questo progetto.
«Siamo partiti da un bisogno e abbiamo cercato di attivare qualcosa di utile per rispondere a quel bisogno», racconta Angelo Peenuzzo, responsabile coinvolto fin dall’inizio.
È una filosofia che continua a guidare il gruppo anche oggi: osservare le necessità presenti sul territorio e mettere a disposizione ciò che si può offrire, senza protagonismi ma con spirito di servizio.
Gli ortaggi donati alle realtà della Caritas
Tutta la produzione viene infatti donata gratuitamente a realtà impegnate nel sostegno delle persone in difficoltà. Nel tempo, i prodotti dell’orto hanno raggiunto la Mensa Santa Lucia della Caritas di Vicenza, l’Emporio Solidale della stessa Caritas, la Mensa della Solidarietà San Giacomo di Romano d’Ezzelino e l’Emporio di Cittadella, contribuendo a sostenere numerose famiglie e persone fragili.
Accanto all’aiuto concreto, l’orto solidale porta con sé anche un forte valore educativo e culturale.
«Il lavoro della terra richiede pazienza, collaborazione e capacità di programmare nel tempo», continua Peenuzzo. «Ogni raccolto è il risultato di un impegno condiviso che coinvolge persone diverse, unite dalla volontà di costruire qualcosa per gli altri».
In questo senso, l’esperienza diventa anche un’occasione per promuovere relazioni, favorire la partecipazione e rafforzare il senso di comunità.
Il legame con il Circolo Noi
Il legame con il mondo del Noi nasce proprio da questa comunanza di valori.
«Alcuni volontari erano già impegnati nelle attività della parrocchia e del circolo, collaborando in diverse occasioni», conclude Peenuzzo. «Ne condividiamo lo stile fondato sulla gratuità, sull’accoglienza e sull’attenzione alle persone. L’adesione ha rappresentato, in questo senso, un naturale punto di incontro per dare maggiore continuità e spessore all’esperienza».
Guardando al futuro, il gruppo desidera continuare a crescere nel servizio e sviluppare nuove collaborazioni. Tra le prospettive c’è anche quella di favorire percorsi di inclusione sociale attraverso attività semplici legate alla lavorazione dei prodotti agricoli, valorizzando le capacità di ciascuno e creando ulteriori occasioni di partecipazione.
L’orto solidale di San Giorgio in Brenta dimostra così come da un gesto semplice possa nascere qualcosa di prezioso. Un terreno messo a disposizione, alcune persone disponibili a rimboccarsi le maniche e il desiderio di condividere ciò che si ha diventano così semi di speranza.
Federico Vaccari
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