«Io invece non ti dimenticherò mai». Papa Leone sceglie un versetto del profeta Isaia per parlare alla comunità cristiana dei nonni e degli anziani. Vicinanza, cura, attenzione e memoria: l’appello del Pontefice affronta così un fenomeno, quello degli anziani soli, sempre più diffuso.
In Veneto, come nel resto d’Italia, la quota di popolazione anziana è in costante aumento. I dati di Azienda Zero, la struttura della sanità regionale, attestano all’inizio del 2025 la presenza di 1 milione e 208 mila over 65 in regione, a fronte di circa 570 mila bambini e ragazzi tra 0 e 14 anni.
Il rapporto è di 212 anziani ogni 100 bambini, secondo l’indice di vecchiaia. Un dato che negli anni Ottanta era pari a 62 e che nel 2000 era già salito a 136.
Il progressivo invecchiamento del Vicentino
Il fenomeno è evidente anche nel Vicentino. Nel territorio dell’Ulss 8 Berica, che comprende Vicenza e hinterland, Valdagno e l’Ovest vicentino, a fine 2024 si contavano circa 492 mila residenti. Gli over 65 rappresentavano il 23,6% della popolazione, mentre gli under 14 erano il 12,5%.
Situazione simile nel territorio dell’Ulss 7 Pedemontana, che comprende l’Alto Vicentino e il Bassanese: su circa 361 mila residenti, il 24,3% aveva più di 65 anni, mentre gli under 14 erano il 12%.
I dati attestano dunque un progressivo invecchiamento della popolazione che, almeno per ora, non sembra destinato a invertirsi. Ma le parole di Leone vanno oltre i numeri e parlano soprattutto al cuore.
L’invito del Papa: «Non dimenticate i vostri nonni»
Nel messaggio scritto in occasione della festa dei santi Gioacchino e Anna, i nonni materni di Gesù, e della Giornata mondiale dei Nonni e degli Anziani, il Papa invita a riprendere la «bella abitudine» di visitare i nonni e gli anziani della famiglia, ma anche quanti «non ricevono alcuna visita».
A loro, scrive Leone, occorre portare «con questo messaggio e la vostra presenza, la vicinanza e l’affetto del Papa».
Sono parole rivolte in particolare ai giovani, a partire proprio dalla voce del profeta Isaia e dal gesto del «non dimenticare». Un invito che riguarda i tanti nonni e nonne che vivono da soli, ma anche coloro che, pur ospitati in strutture per anziani, sperimentano una solitudine «di fatto» perché non ricevono visite o attenzioni sufficienti da parte dei familiari e delle persone care.
Sono persone che vivono lo smarrimento «di chi ha l’impressione che la propria vita non rivesta interesse per nessuno e venga trascurata» oppure avvertono «la dolorosa sensazione di essere dimenticati», scrive Leone.
Gli anziani non sono un peso
Ma gli anziani non sono un peso, avverte il Papa. La Chiesa, sottolinea, ne conosce la sofferenza e «sa bene che troppo spesso si guarda a loro con pregiudizio».
Un’economia incentrata sul profitto, osserva Leone, può «indebolire i legami familiari», mentre molti anziani «vengono lasciati dai figli costretti a migrare o, in alcuni casi, a combattere in guerra».
A chi vive gli ultimi anni della propria esistenza il Pontefice rivolge quindi l’esortazione a «non provare vergogna della fragilità che emerge» e a comprendere che «tutti, sempre, siamo bisognosi gli uni degli altri e mendicanti di attenzione e di cura».
Infine, rivolgendosi a quello che definisce il «nuovo popolo», riprendendo una riflessione di papa Francesco sul fatto che «il numero di persone avanti con l’età non è mai stato così alto nella storia umana», Leone invita gli anziani a interrogarsi sulla propria vocazione anche quando «la fragilità, compagna dell’uomo fin dalla nascita, sembra prendere il sopravvento».
Andrea Alba
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