SOS alberi di Natale: non buttiamoli via una volta passate le festività. L’appello arriva da un’associazione vicentina che si occupa di verde e di ambiente. «Ogni anno vengono acquistati per le case o per negozi e centri commerciali tanti abeti da addobbare per il Natale. Sono alberi prodotti per questo scopo, ma è un peccato lasciarli morire o gettarli via – osserva Roberto Longo, presidente dell’associazione “Alberi Felici” di Vicenza – . Il nostro appello è di tenerli con cura, dargli di tanto in tanto acqua, soprattutto se tenuti all’interno di case o negozi. Passate le feste e terminato il loro utilizzo potete portarli a noi al campo scuola in via Bellini 56 a Vicenza, nel quartiere San Lazzaro, dove ci occupiamo di ambiente e di natura e organizziamo diverse iniziative per i cittadini, soprattutto per i più giovani». Terminata la raccolta di questi abeti, ci sarà un progetto di piantumazione grazie anche alla collaborazione tra l’associazione e un vivaio di Santa Caterina di Lusiana. «Li trasferiremo nei boschi alti di Lusiana, dove si possono ancora vedere le ferite della tempesta Vaia – aggiunge Longo – . A fine gennaio o inizio febbraio ci sarà l’attività di piantumazione, meteo permettendo. Ai vicentini chiediamo di fare un passa parola di questa iniziativa per sensibilizzare più persone possibile. Il bene che facciamo a queste piante è anche il nostro bene, perché aiuta a creare un ambiente migliore».
Secondo un’indagine di Coldiretti, tra le persone che “fanno l’albero” a scegliere quello vero è il 15 per cento. Nella fascia tra i 18 e i 34 anni, tuttavia, questa percentuale raddoppia con il 30 per cento che ha usato un abete vero, a testimonianza di una nuova sensibilità verso un Natale più sostenibile. Se l’albero di plastica resta la soluzione più gettonata, non bisogna dimenticare gli alti costi ambientali: la plastica impiega oltre 200 anni prima di degradarsi nell’ambiente e per produrla vengono rilasciati nell’atmosfera 40-60 kg di anidride carbonica. Al contrario la coltivazione di un albero naturale sottrae 47 grammi di anidride carbonica dall’atmosfera.
L’albero naturale italiano concilia il rispetto della tradizione con quello dell’ambiente, essendo coltivato soprattutto nelle zone montane e collinari in terreni marginali altrimenti destinati all’abbandono. Inoltre, contribuisce a migliorare l’assetto idrogeologico delle colline e a combattere l’erosione e gli incendi. Sempre secondo Coldiretti, la produzione di alberi di Natale è in crescita del 5 per cento rispetto allo scorso anno. In Italia la coltivazione è concentrata prevalentemente in Veneto e in Toscana.
Gli abeti utilizzati come ornamento natalizio derivano per circa il 90 per cento da coltivazioni vivaistiche mentre il restante 10 per cento dalla normale pratica forestale che prevede diradamenti o potature indispensabili per lo sviluppo e la sopravvivenza del bosco.
Gli abeti ad uso natalizio vengono coltivati come una qualsiasi altra pianta ornamentale, sono commercializzati al quarto – quinto anno di coltivazione, con taglie tra il metro e venti e il metro e ottanta. Provengono da vivai autorizzati dalle Regioni con apposita iscrizione.
di Alessandro Scandale
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