Una sola devozione: per la Madre che protegge i figli sotto il suo mantello, e per la madre terra con i suoi frutti. La Madonna di Monte Berico nel santuario, e gli elementi del Creato che, come diceva papa Francesco, esprimono la «carezza di Dio». Domenica 8 novembre a Monte Berico agricoltori, allevatori e lavoratori della terra si ritroveranno nel Giubileo Mariano del Mondo Agricolo, assieme al vescovo Giuliano e ai frati Servi di Maria. «C’è un’Italia “linfatica” che non fa rumore ma tiene in vita il Paese – sottolinea monsignor Adolfo Zambon, cancelliere e assistente spirituale di Coldiretti per la diocesi di Vicenza – è fatta di prossimità, solidarietà, connessione con la natura. Merita gratitudine e apprezzamento».
L’appuntamento con il Giubileo Mariano del Mondo Agricolo è per questa domenica nell’antica chiesa eretta sul luogo delle apparizioni mariane. Al ritrovo sul sagrato, alle 10.45, seguirà la Messa presieduta dal vescovo Giuliano Brugnotto alla presenza dei fedeli, in particolare del settore primario. L’organizzazione della diocesi e del santuario, assieme ai volontari del Csv, ha infatti esteso l’invito alle associazioni Ara Veneto, Cia, Coldiretti, Confagricoltura e consorzio Grana Padano. «Ci sembrava giusto e ovvio che anche il mondo agricolo in tutte le sue parti e con tutte le persone che ne fanno parte avesse il suo Giubileo Mariano – osserva padre Gino Alberto Faccioli, dei Servi di Maria di Monte Berico – l’invito è stato esteso a tutto il mondo agricolo. Se ci pensiamo bene, sia Vincenza Pasini che il marito erano agricoltori: Vincenza saliva monte Berico per portar da mangiare al marito lavoratore nella vigna. E del resto “Giubileo”, come ci dice il Levitico, è prima di tutto riconciliazione fra l’uomo e la natura. Un evento che avveniva ogni 50 anni con il fine di ringraziare il Creato: in quell’anno, i campi non venivano sfruttati».
Terra e volontariato
Tutte le sigle e categorie sono state invitate alla giornata al santuario. «A seicento anni dalla prima apparizione, il Giubileo del mondo agricolo ci invita a riconoscere nella storia di Vincenza Pasini le radici della nostra comunità. Ricordarla con gratitudine significa dare valore ai gesti quotidiani di cura e servizio, di amore, passione e anche fatica che uniscono il lavoro della terra ed il volontariato », aggiunge Rita Dal Molin, direttrice del Csv di Vicenza. Il Centro di Servizio per il Volontariato collabora con la Comunità dei padri Servi di Maria e ha contribuito al coinvolgimento dei rappresentanti del settore primario. La presenza avverrà senza bandiere di sigle e organizzazioni, né ci saranno mezzi agricoli sul parcheggio del piazzale del santuario, per non rendere problematica la partecipazione anche a tutti gli altri fedeli. Monsignor Zambon coglie in particolare alcune sottolineature del messaggio dei vescovi per la 76esima Giornata nazionale del Ringraziamento – in programma proprio questa domenica – per comprendere appieno il senso del momento. «Questa è un’Italia che propone un modello di vita alternativo ai grandi centri urbani, spesso caotici », osserva Zambon. Luoghi, questi, in cui «l’economia agricola e l’allevamento costituiscono una risorsa che mantiene in vita il territorio, nel rispetto delle diversità e della cultura peculiare di ogni posto – riporta il messaggio della Commissione episcopale per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace -. In essi ci sono anche esperienze di accoglienza verso i lavoratori immigrati che con le loro famiglie contribuiscono a non abbandonare antiche attività». Parole in cui risuona il messaggio dell’enciclica Laudato Si’, di papa Francesco: «Suolo, acqua, montagne… tutto è carezza di Dio. La storia della propria amicizia con Dio si sviluppa sempre in uno spazio geografico che diventa un segno molto personale, e ognuno di noi conserva nella memoria luoghi il cui ricordo gli fa tanto bene».
Un anno difficile per l’agricoltura
«Tutto il mondo agricolo che si riconosce nella devozione mariana si riunisce per un momento di preghiera. Al termine di questo anno orribile, per l’agricoltura, che speriamo non si ripeta». Non usa mezzi termini Anna Trettenero, presidente vicentina di Confagricoltura. L’associazione è fra quelle che hanno aderito al Giubileo Mariano del mondo agricolo nella giornata del Ringraziamento, a Monte Berico. «Ci ritroveremo tutti ai piedi del santuario, è stato fatto un grande sforzo per coinvolgere più persone possibile» osserva l’imprenditrice. Alle spalle ci sono «i mesi più difficili che io abbia conosciuto, da quando lavoro in agricoltura. L’estate è stata un incubo ricorrente, con quel caldo che non finiva mai e la carenza di pioggia. I fiori appassivano, il raccolto è stato scarsissimo. La qualità? La vedremo più avanti, di certo il risultato è stato triste con costi esorbitanti che i consumatori stanno già vivendo quando fanno la spesa, con il caro carburanti e caro fertilizzanti. E non è ancora finita».
Proprio nei giorni scorsi infatti in una parte del Vicentino, le campagne altovicentine fra Schio e Thiene, hanno visto un’enorme diffusione di un tipo di larve di falena notturna, la Mythimna unipuncta. «È un bruco che mangia tantissimo e ha compromesso buona parte dei prati seminati. Ha trovato una serie di condizioni particolarmente favorevoli e si è diffuso in modo esorbitante: non c’è niente da fare, i prati colpiti dovranno essere riseminati – allarga le braccia Trettenero – e questo comporterà ulteriori spese».
Andrea Alba
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