Sarà presente anche il vescovo Beniamino Pizziol alla veglia “Migrazione senza tratta. Si alla libertà, no alla schiavitù”, giovedì 8 febbraio al Tempio Votivo di Verona. Un appuntamento in occasione della quarta Giornata internazionale di preghiera e riflessione contro la tratta di esseri umani in memoria di Santa Bakhita. Con il vescovo Pizziol, anche il vescovo di Verona Giuseppe Zenti e quello di Adria e Rovigo, Pierantonio Pavanello. La veglia, con inizio alle 20.30 di fronte alla stazione, sarà presieduta dal Patriarca di Venezia, Francesco Moraglia.
«La giornata contro la tratta è l’occasione per sensibilizzarci rispetto a un fenomeno che rappresenta una vergognosa piaga di questa società. Desideriamo dire forte il nostro no a questo attacco alla dignità di ogni persona in particolare di quelle più indifese. Come Chiesa vogliamo porci accanto, anche con la preghiera, ai bambini, alle donne, agli uomini schiavizzati, sfruttati e abusati come strumenti di lavoro o di piacere e impegnarci perché la società e la politica si adoperino per rimuovere le cause di queste brutalità – afferma Pizziol -. La Giornata per la nostra Diocesi è tanto più significativa anche perché si celebra la memoria liturgica di Santa Bakhita, la suora sudanese che da bambina fece la drammatica esperienza di essere vittima della tratta e che poi, da suora canossiana, trascorse a Schio una parte della sua vita fino alla morte».
L’iniziativa di domani è organizzata dalla Comunità Papa Giovanni XXIII, da anni impegnata contro il fenomeno della tratta e soprattutto vicina alle donne vittime del racket della prostituzione in tutta Italia. Un impegno che la Papa Giovanni porta avanti anche nel Vicentino con la sua unità di strada: «Operiamo in stretta collaborazione con le unità di Verona e Legnago – spiega Debora G. della Papa Giovanni -. Usciamo settimanalmente a incontrare le ragazze che si prostituiscono in varie zone della città. Non è semplice far in modo che abbandonino questa vita perché sono impaurite, temono ripercussioni sulla loro famiglia o semplicemente fanno parte di questo sistema da talmente tanto tempo che non sono in grado di immaginare una via d’uscita».
Con le sue unità di strada l’associazione cerca proprio di offrire un’alternativa a queste donne offrendo loro dei percorsi di inserimento in strutture protette e poi un accompagnamento verso l’autonomia. «Per un periodo abbiamo dovuto ridimensionare questo servizio a Vicenza a causa di alcune difficoltà di gestione nell’accoglienza – continua Debora -. Da qualche mese, però, abbiamo ricominciato a uscire settimanalmente, soprattutto tra la stazione, la zona industriale e la statale che porta a Montecchio. È un impegno che richiede tempo e pazienza perché di continuo veniamo a contatto con situazioni drammatiche, che meritano tutta la nostra attenzione e il nostro rispetto». Ma quello della Comunità fondata da don Oreste Benzi non è il solo progetto attivo in provincia per far fronte a questa piaga. Dal settembre del 2016 è presente Nave (acronimo di Network anti-tratta Veneto) in collaborazione con il Comune di Vicenza, la coop Equality e l’associazione Mimosa. Un progetto promosso dalla Regione per cercare di arginare il fenomeno della prostituzione. Stando ai dati raccolti alla fine dello scorso anno, gli operatori dI Nave hanno incontrato più di 300 giovani donne avviate alla prostituzione tra Vicenza e i comuni limitrofi, per la maggior parte provenienti dalla Nigeria e dall’Est europeo. E proprio per cercare di dare voce al dramma di queste donne è stato pensato l’appuntamento dell’8 febbraio, collegato anche alla campagna nazionale “Questo è il mio corpo”, ovvero una raccolta firme con cui si chiede al Parlamento di riconosce per legge il cliente fra i responsabili dello sfruttamento sessuale delle donne.
La Giornata a Vicenza
Non solo a Verona, ma anche a Vicenza si celebra la quarta Giornata internazionale di preghiera e riflessione contro la tratta di esseri umani. Due gli appuntamenti in programma nel capoluogo berico, organizzati dall’Ufficio Migrantes della Diocesi. Il primo mercoledì 7 febbraio, alle 17.30, al Palazzo delle Opere Sociali di Piazza Duomo. Un incontro con le istituzioni pubbliche e private che cercano di far fronte al fenomeno della tratta e in particolare a quello dello sfruttamento sessuale in città. «Non possiamo rimanere indifferenti di fronte a questa forma di schiavismo, che tocca anche il nostro territorio – dice padre Michele De Salvia, direttore dell’Ufficio diocesano Migrantes, che insieme all’assessore Isabella Sala introdurrà la serata –. Questo incontro è un’occasione per fare il punto della situazione sul tema delle migrazioni e della tratta, per ascoltare testimonianze di chi è in prima linea nel contrasto al fenomeno e per condividere esperienze e buone pratiche». Tra i relatori della serata il maggiore Marco Sutto del Coespu, il tenente colonnello Giuseppe Bertoli dell’Arma dei Carabinieri, la dottoressa Roberta D’Amore, referente per il progetto Nave (Network anti-tratta Veneto), Debora Grandis e Fabio Milan dell’associazione Papa Giovanni XXIII e Benedetta Sandorfi del centro di ascolto Donna chiama Donna. Il secondo appuntamento, invece, è in programma per venerdì 9 febbraio con una veglia di preghiera nella chiesa di San Pio X, a partire dalle 20.30. La veglia sarà presieduta dal vicario generale, monsignor Lorenzo Zaupa, con la partecipazione e animazione delle comunità dei Centri pastorali per i migranti della Diocesi.

