Tullio Maruzzo, Olga Gugelmo, Elia Dalla Costa: sono i volti di alcuni santi vicentini, testimoni di quella “Chiesa in uscita” che verranno ricordati nell’incontro “Santità che cambia il mondo”, in programma sabato 24 marzo alle 9 nella sala teatro del Seminario vescovile.
Si tratta della seconda edizione dell’iniziativa promossa per la prima volta lo scorso anno con lo scopo di dare visibilità alle testimonianze di santi del territorio vicentino, e che coinvolge numerose realtà diocesane: l’Ufficio di spiritualità della Diocesi di Vicenza, la Pia Società San Gaetano, le Suore Orsoline scm, le suore Dorotee, le suore della Divina Volontà, il gruppo Mamma Rosa, il gruppo Bertilla Antoniazzi, le suore Figlie della Chiesa e i Frati francescani.
«L’idea era partita dalla Pia Società San Gaetano, successivamente abbiamo coinvolto anche altre realtà religiose, con la volontà di fare rete, anziché festeggiare ognuno per sé il “suo” santo. La Chiesa è fatta così, c’è comunione di vocazioni». A parlare è don Luciano Bertelli, della congregazione fondata dal venerabile don Ottorino Zanon. «Lo scorso anno c’è stato un clima particolare di partecipazione, sia di laici che di religiosi – racconta don Luciano -, che ha portato ad approfondire la santità, intesa non come una mèta per supereroi, ma come una chiamata per noi, gente comune».
Un punto, questo, centrale all’interno della Lumen Gentium, la seconda delle quattro costituzioni dogmatiche del concilio ecumenico Vaticano II, come ricorda don Giandomenico Tamiozzo, direttore dell’Ufficio di spiritualità della Diocesi di Vicenza: «La santità oggi è tanto valida quanto in passato – commenta don Giandomenico Tamiozzo -. Forse è più nascosta, ma richiede sempre fedeltà al Vangelo. È una sorta di lealtà a una vocazione avuta nel battesimo, perché è il battesimo che ci ha santificati. Si tratta di diventare quello che siamo, a tutte le età. Oggi non si parla di santità in maniera così esplicita, ma il desiderio di unabontà di vita, di una carità perfetta c’è in tanta gente. Rimane vero quello che affermava S. Antonio di Padova, ossia che solo desiderare la santità è già, di per sé, santità».
Ad aprire i lavori del 24 marzo saranno tre testimonianze evangeliche fiorite in terra vicentina: Tullio Maruzzo, originario di Lapio, missionario francescano, morto martire, che sarà proclamato beato nel corso dell’anno; Olga Gugelmo, di Poiana Maggiore, educatrice e sorella dei bisognosi, impegnata nell’associazionismo cattolico vicentino, appartenente alle Figlie della Chiesa e proclamata venerabile nel 2013; Elia Dalla Costa, nato a Villaverla, cardinale arcivescovo di Firenze, pastore vicino alla gente e coraggioso difensore dei deboli, proclamato venerabile lo scorso anno. A seguire, il teologo don Dario Vivian proporrà una riflessione su “Farsi santi o santificare il mondo? Per una santità in uscita”.
«Pensiamo spesso che la santità sia una realtà non raggiungibile, ma di fatto noi dobbiamo metterci in cammino in una santità intesa come “misura alta e praticabile dell’esperienza cristiana”», afferma don Luciano Bertelli. «In fondo, la santità è tentare di imitare Gesù in qualsiasi stato di vita in cui uno si trova. La santità è una sequela per diventare quello che già siamo», conclude don Giandomenico Tamiozzo.


