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Home Attualità Territorio

La Questura di Vicenza è stata condannata dal Tar per i ritardi nelle richieste d’asilo

7 Aprile 2026
in Territorio, In primo piano
3
La Questura di Vicenza è stata condannata dal Tar per i ritardi nelle richieste d’asilo

Il Tar del Veneto ha pubblicato la sentenza che condanna la Questura di Vicenza per i ritardi gravi e strutturali nella gestione delle domande di protezione internazionale. Entro novanta giorni dalla comunicazione della sentenza (pubblicata lo scorso 18 marzo, ndr), il Ministero dell’Interno dovrà “porre rimedio alla situazione di inefficienza mediante l’adozione degli opportuni provvedimenti”.

I giudici del Tar hanno dunque accolto il ricorso presentato dall’Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione (Asgi) e dalla Camera degli avvocati per i diritti umani e degli stranieri (Cadus) per l’accertamento della “sistematica violazione” da parte della Questura di Vicenza “del termine per la formalizzazione e la registrazione della domanda di protezione internazionale”, tale da provocare una “lesione diretta, concreta e attuale dei diritti e degli interessi delle persone straniere” che si vedono esposte “al rischio di respingimento o di rimpatrio” e di venire private “di diritti fondamentali come l’accesso al lavoro e alle tutele socio-sanitarie”.

La legge fissa in “tre giorni lavorativi dalla manifestazione della volontà di chiedere protezione internazionale” il termine per la formalizzazione della richiesta. “In presenza di un numero elevato di domande, il termine può essere prorogato fino a dieci giorni lavorativi”. A Vicenza, però, le associazioni ricorrenti hanno registrato ritardi pari a cento giorni, scesi a sessanta dopo una prima diffida del Tar.

Il Ministero dell’Interno ha replicato che “le criticità lamentate dalle associazioni ricorrenti sarebbero state determinate da fattori oggettivi, quali l’elevato numero di pratiche gestite dall’Ufficio Immigrazione della Questura di Vicenza e la limitatezza di risorse umane disponibili, sottolineando, altresì, di aver adottato misure organizzative volte a migliorare l’efficienza del servizio”. Una replica smontata dalla sentenza del Tar che peraltro afferma: “Soltanto la Questura di Vicenza ha prodotto una relazione di chiarimenti”, mentre il Ministero dell’Interno “ha completamente omesso di adempiere alle richieste del Tribunale”. Lasciata sola dall’Amministrazione centrale, la Questura di Vicenza non è comunque stata in grado di depositare una relazione “idonea a dimostrare il superamento della disfunzione denunciata con il ricorso”. Non solo, i dati indicati dalla Questura “mettono in luce che, nonostante l’incremento del personale impiegato, il numero di domande formalizzate nel 2025 (pari a 1.204) risulta inferiore rispetto a quelli degli anni precedenti”. Ma soprattutto, “le risultanze istruttorie confermano che la formalizzazione delle domande di protezione internazionale continua ad avvenire in tempi eccedenti a quelli previsti dalla legge”. Infine, secondo i giudici del Tar, “neppure la carenza di personale, genericamente invocata dalla Questura di Vicenza, può ritenersi di per sé sufficiente ad escludere la configurabilità della disfunzione organizzativa accertata”.

Ministero dell’Interno e Questura di Vicenza hanno dunque novanta giorni di tempo per ridurre i tempi di presentazione delle domande e di conclusione dei procedimenti, ridurre in misura significativa l’arretrato e assicurare “stabilmente” una gestione efficiente del procedimento di presentazione delle domande.

«Queste pronunce – commenta l’Asgi in una nota – aprono un varco, anche e soprattutto in termini di replicabilità, nell’oblio che negli anni ha generato la mala gestio dei procedimenti di asilo in tutto il territorio italiano, cui, purtroppo, sembrava quasi essersi abituati, al punto che le richieste di efficientamento parevano esorbitanti pretese senza possibilità di riscontro». Il Ministero dell’Interno ha ora la possibilità di ricorrere entro trenta giorni presso il Consiglio di Stato.

ENGLISH VERSION

Vicenza Police Headquarters Condemned by Administrative Court for Delays in Asylum Requests

The Administrative Regional Tribunal (TAR) of Veneto has ruled against the Vicenza Police Headquarters (Questura) for significant and structural delays in processing asylum applications, according to a ruling published earlier this week.

The court found that the Questura repeatedly failed to meet the legal deadlines established by Italian and EU law for formalizing asylum applications. These delays, confirmed by documentation and legal complaints, mean that many people seeking international protection were left waiting far longer than permitted, with serious consequences for their rights.

Under Italian legislation, when a person expresses the intention to seek asylum, the police authority is required to formalize the application — typically by registering the so‑called C3 form — within a matter of days. In practice, however, the average waiting time for an appointment and formalization in Vicenza has reached approximately 90 to 100 days, according to figures obtained through access to public records by legal advocates.

The legal action was brought as part of collective complaints filed in March 2025 against both the Vicenza and Venice police headquarters by a group of associations including ASGI (Association for Legal Studies on Immigration) and CADUS (Italian Chamber of Lawyers for Human Rights and Foreigners), among others. These organizations alleged that the systematic delays deprived asylum seekers of timely access to a fundamental procedure.

In its decision, the TAR accepted the claims of the associations and confirmed that the administrative organization of the police headquarters was insufficient to ensure compliance with statutory timelines. The tribunal has ordered the Questura to restore legal compliance within 90 days by reducing backlogs, improving processing efficiency, and facilitating access to the asylum procedure for applicants.

The ruling highlights that these delays have meaningful impacts on asylum seekers, who are left without effective protection for extended periods, affecting their ability to access healthcare, work, and other basic rights while waiting for formal recognition of their status.

Andrea Frison

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Commenti 3

  1. Orazio Zenorini says:
    1 mese ago

    Che i Servizi in genere e le Questure in particolare da noi facciano acqua da tutte le parti è una malattia endemica, frutto di tanti fattori, comprese negligenza e indolenza del personale addetto. Tuttavia, sollevo il dubbio che nel caso di specie, non tanto e non solo per la Questura di Vicenza, ma in generale per quanto riguarda i richiedenti asilo, vi sia anche la “manina politica” di chi è interessato a che le cose non funzionino, al fine scoraggiare i richiedenti stessi.

    Rispondi
  2. Konate issa says:
    1 mese ago

    Ciao , ho fatto impronte quasi un anno 2mesi il permesso non encora pronto

    Rispondi
  3. Kenya Marquez says:
    1 mese ago

    Io non posso che essere grata per questa denuncia verso la Questura di Vicenza. Purtroppo manca moltissimo: rispetto, educazione e soprattutto il valore umano. È inaccettabile ciò che deve subire un normale cittadino — e sottolineo cittadino, perché, nonostante la condizione di immigrato, sono tra quelli che pagano più tasse, contribuendo a riempire le tasche di impiegati inefficienti.

    Parlo con cognizione di causa, perché ho vissuto questa esperienza in prima persona. Ringrazio il funzionario responsabile che, nel mese di marzo, ha avuto la correttezza di chiedermi scusa a nome suo e dei suoi impiegati, i quali ritardano la consegna delle pratiche per puro menefreghismo o cattiveria. È anche per questo che l’ufficio è sempre affollato: personale con poca voglia di lavorare e molta nel creare disordine.

    Non è stata direttamente la mia situazione, ma mi ha riempito di rabbia vedere come venivano trattate altre persone: documenti di soggiorno lanciati in faccia a tanti immigrati, già scaduti a causa dei ritardi burocratici, nonostante la legge preveda il rilascio entro 90 giorni.

    Da anni, nella Questura di Vicenza, c’è la tendenza a consegnare i documenti di regolarità migratoria dopo quasi un anno. Di conseguenza, al momento della consegna, risultano già scaduti. E gli impiegati, con leggerezza, li consegnano dicendo: “Guarda, è già scaduto, devi fare il rinnovo.”

    È assurdo creare ulteriori problemi ai cittadini, che già vivono tante difficoltà.

    Per fortuna qualcuno se ne è reso conto e sta cercando di fare giustizia. Grazie infinite a chi lo ha fatto.

    Rispondi

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