In Veneto è allerta PM10. Lo ha comunicato questa mattina l’Arpav, divulgando una nota nella quale segnala che “alla scorsa settimana i livelli di PM10 hanno ricominciato a salire portandosi rapidamente ben al di sopra del limite giornaliero”.
Padova “maglia nera”. Nell’agglomerato cittadino “si sono registrati 10 superamenti consecutivi del valore limite giornaliero, raggiungendo così il livello di allerta 2”. Per Vicenza e gli altri centri, invece, è stato raggiunto il livello di allerta 1 (6 superamenti consecutivi a Vicenza e Treviso, 5 a Verona e Venezia). “La situazione di criticità è comunque diffusa a gran parte del territorio pianeggiante della regione – prosegue Arpav -: si sono infatti registrati 6 superamenti consecutivi a San Bonifacio, 5 a Rovigo, Adria, Legnago, Este, Monselice e 4 a Mansuè e presso la stazione di Parco Colli”.
Pioggia in arrivo. Per ripulire l’aria, sono necessarie le piogge. Ma fino a mercoledì– dice il bollettino Arpav – “non sono previste condizioni favorevoli alla dispersione degli inquinanti in quanto il tempo si manterrà stabile, senza precipitazioni, con una ventilazione molto debole e con foschie e nebbie che potranno risultare anche persistenti in pianura specie lunedì e martedì. Tra giovedì e venerdì è atteso il transito di una saccatura da nord-ovest con delle modeste precipitazioni e un probabile ricambio della massa d’aria”.
Il bollettino Arpav. Il Bollettino livelli di allerta PM10. Dal 15 ottobre al 15 aprile, il lunedì e il giovedì entro le ore 12, ARPAV emette il bollettino sui livelli di allerta PM10 per i Comuni facenti parte di un agglomerato o con più di 30.000 abitanti. Il livello di allerta è calcolato sul numero di giorni consecutivi di superamento del valore limite giornaliero del PM10: dopo 4 giorni consecutivi scatta il livello 1, dopo 10 giorni consecutivi, il livello 2. Al raggiungimento del 1° o del 2° livello di allerta, l’Osservatorio Aria di ARPAV informa con mail i Comuni.
Il rapporto di Legambiente
La nota di Arpav esce in concomitanza con l’indagine “Mal’aria 2018” di Legambiente, che fotografa una situazione di “emergenza smog sempre più cronica in Italia: aria irrespirabile nelle grandi città con un 2017 da “codice rosso” a causa delle elevate concentrazioni delle polveri sottili e dell’ozono”. Dal report emerge che, nel 2017 “in ben 39 capoluoghi di provincia italiani è stato superato, almeno in una stazione ufficiale di monitoraggio di tipo urbano, il limite annuale di 35 giorni per le polveri sottili con una media giornaliera superiore a 50 microgrammi/metro cubo. Le prime posizioni della classifica sono tutte appannaggio delle città del nord, a causa delle condizioni climatiche che hanno riacutizzato l’emergenza nelle città dell’area del bacino padano”.
Vicenza nella “top ten”. Su 39 capoluoghi, ben cinque hanno addirittura oltrepassato la soglia di 100 giorni di smog oltre i limiti: Torino guida la classifica con il record negativo di 112 giorni di livelli di inquinamento atmosferico illegali; Cremona con 105; Alessandria con 103; Padova con 102 e Pavia con 101 giorni. Ci sono andate molto vicina anche Asti con 98 giorni e Milano con le sue 97 giornate oltre il limite. Seguono Venezia 94; Frosinone 93; Lodi e Vicenza con 90.


