Ibisogni delle persone in difficoltà economica non sono diminuiti, anzi per certi versi sono aumentati. O per usare un termine più adatto, si sono cronicizzati. È il quadro della situazione registrato dalla Caritas Vicentina per l’anno 2017. Un’indagine condotta sui dati provenienti da 74 Centri di Ascolto e Accompagnamento (su un totale di 104) e che hanno coinvolto 1487 volontari e 40 conferenze della San Vincenzo.
Sono 25.853 le persone aiutate lo scorso anno in aumento rispetto alle 22.713 del 2016. In crescita anche i generi alimentari distribuiti che da 450.517 kg sono passati a 491.763.
In calo, invece, l’importo degli aiuti economici erogati che dagli 857.245 euro di due anni fa è sceso a 745.969 euro (383.440 euro dai Centri di Ascolto e Accompagnamento e 362.529 dalla San Vincenzo). Un dato che a una prima lettura può sembrare positivo, ma che invece nasconde una forte criticità. «Nell’ultimo anno gli aiuti erogati dai Centri di Ascolto sono diminuiti del 22 per cento, passando da un importo medio di 38 euro a persona a 29 euro – spiega Nadia Gasparella, coordinatrice dei 14 sportelli S.t.r.a.d.e che contano 160 volontari in Diocesi -. Questa flessione, però, si è tradotta in un incremento del 21 per cento per i servizi di micro-credito, sostegni di vicinanza e affitti sociali sicuri. Ciò significa che c’è un aumento della complessità delle situazioni di difficoltà, che richiede un aiuto più strutturato». E, infatti, l’importo medio erogato è aumentato da 692 euro a 835 nonostante il numero di casi seguiti si sia ridotto da 363 a 301.
Emergenze quotidiane
«Assistiamo quotidianamente a situazioni di cronicizzazione della povertà con famiglie sovra indebitate che non riescono a trovare una via d’uscita da questa condizione – prosegue Gasparella -. Il percorso di accompagnamento, quindi, si fa più lungo e tortuoso e alcuni casi rimangono in carico ai nostri servizi per un periodo di tempo molto maggiore rispetto ad alcuni anni fa».
Gli strumenti
Cinque gli strumenti a disposizione di S.t.r.a.d.e: micro-credito etico sociale, affitti sociali sicuri, sostegni di vicinanza, convenzione Aim e Fondazione anti-usura.
Per quanto riguarda il micro-credito nel 2017 sono stati erogati 26 prestiti a fronte di un importo di 72.356 euro. Un numero sensibilmente inferiore rispetto agli oltre 250 prestiti erogati tra il 2009 e il 2010. «Questo non vuol dire che siamo di fronte a un miglioramento delle condizioni economiche delle famiglie o che lo strumento del micro-credito non sia più efficace – precisa la coordinatrice di S.t.r.a.d.e -, bensì che negli ultimi anni è aumentata l’incertezza economica causata dalla difficoltà di trovare un posto di lavoro stabile e di conseguenza è venuta meno la possibilità da parte di chi si trova in uno stato di bisogno di restituire i prestiti erogati».
Altro discorso, invece, quello relativo agli affitti sociali sicuri. Anche gli interventi a sostegno di inquilini e proprietari che prevedono il dimezzamento o una riduzione significativa del canone di locazione e l’erogazione di un contributo per un massimo di un anno fino a 250euro mensili a carico del Comune competente (per il 60%) e della Caritas (per il restante 40%) sono in calo, ma per altri motivi. «Quando abbiamo istituito questo strumento, nel 2014, grazie a un accordo con le amministrazioni locali e la Prefettura abbiamo registrato più di 40 affitti sociali sicuri, mentre per il 2017 ne abbiamo contati meno della metà – spiega la Gasparella -. Una diminuzione dovuta forse alla poca conoscenza di questa opportunità proprio da parte degli attori coinvolti. A breve, infatti, promuoveremo un’azione di sensibilizzazione a riguardo anche per interessare un maggior numero di Comuni».
A testimoniare, infine, che i numeri in decrescita dei servizi non significano necessariamente un miglioramento delle condizioni di vita delle persone aiutate anche i dati relativi ai sostegni di vicinanza. Sono 56 in meno le famiglie aiutate nel 2017 rispetto al 2016, ma l’importo di aiuti erogati è pressoché simile. «L’anno scorso grazie alla generosità di 132 persone abbiamo elargito più di 160mila euro, mentre due anni fa poco meno di 166 mila euro. Una differenza minima se si pensa alla diminuzione notevole di famiglie beneficiarie – conclude la Gasparella -. In sostanza, possiamo dire che gli aiuti a fondo perduto sono i più richiesti proprio per il maggior grado di complessità delle situazioni di disagio economico».

