I due furgoni carichi di gruppi elettrogeni, materiale sanitario e pannoloni partiranno dalle parrocchie di Valdagno e Trissino nei giorni immediatamente precedenti la Pasqua. «Non è una gita turistica – avverte Giuseppe Longo, volontario vicentino della Comunità Papa Giovanni XXIII – si sale in quattro persone per ogni mezzo per darci il cambio alla guida, con la previsione di fare seimila chilometri in sette giorni».
La destinazione è infatti l’Ucraina: il gruppo di volontari – almeno otto – farà più tappe passando da un orfanotrofio vicino al confine polacco, quindi Zaporizhzhia e Mykolaiv, a 140 chilometri da Odessa.
«Per me sarà la quinta volta in Ucraina – riprende Longo –. Ci appoggiamo al Lions Città Metropolitana di Milano e in particolare a Dino Rinaldi e Luigi Urlenghi: i nostri furgoni partono insieme ai loro».
La spedizione in un gruppo più ampio garantisce ai volontari vicentini la possibilità di far arrivare a destinazione gli aiuti. «Il trasporto costa 1.300 euro, ma c’è anche un costo di assicurazione e bisogna avere una richiesta formale da parte di un’associazione interna all’Ucraina. È un accorgimento che adottano alla frontiera per evitare il fenomeno del mercato nero», spiega Longo.
Il volontario assicura che anche adesso, a quattro anni dall’inizio della guerra, la solidarietà da parte dei vicentini non è venuta a mancare. «Conta anche il fatto che, nell’alta valle dell’Agno, tanti conoscono il mio operato in una casa famiglia della Papa Giovanni – spiega – così quando iniziamo la raccolta tramite le parrocchie e il vicariato, abbiamo un buon riscontro. Chiaro, bisogna metterci la faccia».
Con Operazione Colomba da tempo si lavora a un progetto «per un forno per il pane, per dare da mangiare agli sfollati. Il forno è stato già portato su con una spedizione l’anno scorso; ha collaborato anche Erri De Luca, che ormai ha fatto decine di viaggi. E l’anno scorso a Pasqua abbiamo portato un’ottantina di gruppi elettrogeni. Solo che erano piccoli: per il forno da pane serve un gruppo da 380 volt. Quest’anno vorremmo portare anche una macchina impastatrice: ci stiamo confrontando con i volontari che sono là per definire esattamente cosa serve».




