Si è tenuta nei giorni scorsi la settimana della raccolta dei farmaci che nel Vicentino ha registrato un rilevante incremento rispetto all’edizione dell’anno scorso. Su questa realtà si è espresso anche papa Leone in un messaggio, sottolineando che “in Italia mezzo milione di persone vive in condizioni di povertà sanitaria, e un modo concreto per aiutarle nelle cure è donare medicinali in occasione delle giornate di raccolta del farmaco promosse dal Banco Farmaceutico”. Nel testo si specifica che i medicinali raccolti vengono consegnati a più di duemila realtà caritative e assistenziali in Italia, per distribuirli a chi ne ha bisogno.
Dal 2000 l’iniziativa si ripete ogni anno a febbraio e vede coinvolti migliaia di volontari che invitano i cittadini a donare uno o più farmaci da banco destinati alle organizzazioni benefiche del territorio. In 24 anni questa iniziativa ha permesso di raccogliere quasi 8 milioni di medicinali, per un valore di circa 30 milioni di euro. L’ultima edizione ha coinvolto oltre 5.600 farmacie in Italia e oltre 25.600 volontari. Dei 588.000 farmaci raccolti hanno beneficiato almeno 430.000 persone, assistite dai 2.000 enti convenzionati con il Banco Farmaceutico.
«L’anno scorso nel Vicentino avevano aderito 49 farmacie, raccogliendo oltre 4.600 farmaci da banco, senza bisogno di prescrizione medica, per un valore di circa 41.000 euro – spiega Giorgio Montolli, volontario del banco farmaceutico – . Quest’anno in tutta la provincia sono 51 le farmacie coinvolte, due in più, 13 delle quali nel Comune di Vicenza. Circa 5.000 le confezioni raccolte, con un incremento del 7%, per un valore di circa 44.000 euro, più 9%».
Saranno poi 16 le organizzazioni aderenti al servizio che lavorano in collaborazione con le farmacie vicentine per distribuire i farmaci raccolti. Tra queste ci sono la Croce Rossa di Vicenza e Bassano, la comunità Papa Giovanni XIII, il centro Aiuto alla Vita di Bassano, la fondazione di partecipazione S. Gaetano di Vicenza e altre realtà di Schio, Breganze e Marostica.
Nel sito dell’Ulss 8 Berica si legge che chiunque può restituire o donare medicinali inutilizzati, ancora validi, integri e correttamente conservati.
Devono riportare in modo visibile la data di scadenza e il lotto di riferimento oltre a contenere il foglietto illustrativo. Sono esclusi i medicinali da conservare a temperature controllate, mentre quelli di esclusivo impiego ospedaliero possono essere riutilizzati solo se restituiti alle strutture sanitarie autorizzate. I cittadini possono donare le confezioni inutilizzate anche alle organizzazioni non lucrative con finalità di assistenza umanitaria e sanitaria e nelle farmacie pubbliche e private convenzionate che aderiscono alla raccolta. Le confezioni donate devono avere un periodo di validità residua non inferiore a 6/8 mesi.
Esiste anche un’altra modalità per donare farmaci, ma in questo caso si tratta di medicinali che richiedono prescrizione medica. «Si chiama
Recupero Farmaci Validi e al momento solo poche farmacie svolgono questo servizio in collaborazione con l’associazione Salute Solidale e sotto controllo medico – aggiunge Montolli – . Si tratta di un ente che ha l’obiettivo di dare assistenza a chi non può curarsi per difficoltà economiche. Questa modalità è valida tutto l’anno e riguarda ad esempio quei casi in cui c’è un decesso oppure un cambio di cura per cui i farmaci prima usati non servono più alla persona».
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