La laica ha messo su carta alcune delle sue esperienze in Azione cattolica.
Domenica 8 maggio, l’Azione Cattolica diocesana ha ricordato la storia di Bertilla Boscardin con una festa al Teatro Comunale di Vicenza, dedicata agli “adultissimi”, per la fedeltà e testimonianza associativa.
Voglio ringraziare quanti, assieme a Dino Caliaro e ai membri della presidenza, hanno programmato e organizzato questo splendido evento, che ha rappresentato anche l’occasione per motivare tutta l’A.C. al grande pellegrinaggio di settembre con la salita al monte Summano. L’evento è quantomai significativo, nella centenaria memoria dell’ascesa che i giovani di tutte le parrocchie fecero, accogliendo la proposta del vescovo Rodolfi, nella volontà di ricostruzione della grande croce come impegno alla Pace, in quei tempi, dopo la fine della prima guerra mondiale, di particolare tensione e difficoltà.
Per quell’appuntamento è piuttosto significativo si sia voluto affidare a ogni parrocchia o Up un testimone legato all’Associazione, ricordando così la loro opera come un prezioso e rinnovato messaggio di impegno ed esempio per tutti.
Alla nostra presidenza è stata affidata Bertilla Antoniazzi, una giovane nata il 10/11/1944, a S. Pietro Mussolino. All’età di 8 anni Bertilla si è ammalata di endocardite reumatica, una malattia che allora non lasciava possibilità di guarigione, a causa della quale ha trascorso gran parte della sua breve vita in ospedale, venendo a mancare il 22 ottobre 1964.
Bertilla, iscritta fin da piccola all’A.C., quando la sua salute glielo permetteva, partecipava agli incontri nella parrocchia. Era felice di ricevere il libretto formativo, le piaceva leggerlo, in particolare era attratta dal sussidio delle aspiranti: “Voglio farmi santa!” trovandone sostegno e forza per la sua crescita spirituale. La sua sofferenza era vissuta come offerta e vocazione all’amore di Gesù. La si vedeva spesso pregare con il Rosario in mano, affidando alla Vergine Maria le sue intenzioni, che poi trascriveva in un piccolo diario.
Tra di esse, in varie date, pregava per l’Azione Cattolica, che le stava molto a cuore.
È singolare quanto Bertilla riporta in uno scritto, descrivendo la sua paura prima e la contentezza poi per il superamento degli esami A.C. sostenuti a casa. In un’altra lettera raccontava la gioia provata una domenica sera quando, dopo una festa in parrocchia, alcune giovani di Azione Cattolica si erano recate da lei, nella sua camera, portando “le paste” e scrive all’amica: “Come sai anch’io sono un’associata e loro sono state buone e gentili a venire. Hanno fatto poi qui da me un piccolo teatrino, mi hanno fatto morire dal ridere, non ero degna di tanto favore… Anche questa, che mi venga gente a trovare, è una grazia del Signore e lo debbo ringraziare sempre”.
È l’allegria coinvolgente delle occasioni di incontro e di festa nella semplice relazione fraterna, che Bertilla ha saputo cogliere nel “lavoro di Ammalata”, come definiva la sua condizione; la vocazione rivolta all’incoraggiamento verso tutte le persone che ha incontrato, con semplicità donando assieme al suo dolce sorriso, coraggio e speranza in un eroico cammino sostenuto dalla preghiera.
Una piccola semplice pagina di storia associativa, ma ricca di Fede e di Amore verso il Signore Gesù che merita di essere conosciuta per la varietà di valori e carismi che l’A.C. diffonde e indica a ogni aderente.



Bom dia.
Sou Antoniazzi e moro no Brasil.
Meus bisavós vieram para o Brasil e m 1885.
Somos descendentes de:
1. Giuseppe Antoniazzi.
Tive dois filhos:
2. Ângelo e Francisco.
Ângelo teve 6 filhos
3. Francisco teve 4 filhos.
Agostino, filho do Ângelo veio para o Brasil.
Tenho um livro dessa História.
Gostaria de saber se temos parentesco.