Domenica 8 maggio sarà la prima volta in diocesi e anche in Italia che l’Azione cattolica organizza una festa tutta per loro, gli ultrasessantacinquenni che in Ac vengono chiamati “adultissimi”. Dalle 14.30 il Teatro Comunale di Vicenza ospiterà l’iniziativa dal titolo “Che storia. Che festa” che vuole essere un modo con cui l’associazione dice il proprio grazie alle donne e agli uomini che negli anni hanno creduto e servito la Chiesa attraverso l’Ac.
«L’idea della Festa è nata la scorsa estate – ci racconta Gina Zordan, vicepresidente diocesana del Settori Adulti – durante le visite che abbiamo fatto con il presidente diocesano Dino Caliaro ai tanti Adultissimi della nostra associazione con il “solo” obiettivo di rinfrescare il tessuto associativo di relazioni messo a dura prova dalla pandemia, ma che ha comunque resistito e ci ha tenuti insieme. Siamo andati, innanzitutto, per dire grazie a questa parte significativa e fedele della nostra famiglia associativa, a cui guardiamo con tanta gratitudine».
«Andando di casa in casa – prosegue Zordan – ci siamo chiesti perché non pensare per loro anche ad una festa? La prima festa diocesana e italiana per esprimere il nostro affetto e la nostra gratitudine a coloro che sentiamo come i nostri “fratelli e sorelle maggiori”. La loro esperienza di vita e di fede, ricche di memoria, fedeltà ed impegno, sono per tutti noi invito a continuare con coraggio e speranza il percorso insieme».
Sarà un pomeriggio speciale, dunque, in cui ci sarà spazio per la narrazione. Ma narrare a chi? «Innanzitutto, a loro stessi e poi per tutti coloro che possono essere interessati a conoscere un po’ di più l’associazione. In questo senso la festa è per gli Adultissimi ma non solo e ci sarà spazio anche per giovani e famiglie». Ovviamente il tutto nella massima sicurezza sanitaria. La scelta del Teatro comunale è avvenuta anche in questa logica: avere un luogo ampio che possa contenere molte persone in una condizione di sicurezza.
La festa sarà anche un modo per gli adultissimi per «passare idealmente il testimone. Vogliamo che questa memoria custodita – sottolinea Gina – sia affidata come testimonianza viva di fede, di Chiesa, di fedeltà e impegno non solo verso l’Ac, ma verso la Chiesa e in non pochi casi anche verso il Paese».
Ma non ci sarà il rischio di rimpiangere il tempo passato e che la festa si trasformi in un’operazione nostalgia? Niente di tutto questo. Ne è convinta la vicepresidente diocesana del Settore Adulti di Ac che sottolinea come l’8 maggio «non sarà né «un’esperienza di pura cronaca, né di nostalgia. Non a caso avremo una nonna e un ragazzo che si racconteranno e ci aiuteranno a capire il perché di una storia e come tracciare strada e non solo rileggere il passato».
In questo dialogo l’Azione cattolica mostrerà uno dei suoi tratti caratteristici: il dialogo intergenerazionale. «Insieme vivremo uno scambio tra generazioni e interrogheremo la storia per capire cosa e come custodire in questo presente». L’appuntamento dell’8 maggio in questa sua ricchezza di contenuti e di ispirazione vuole rappresentare anche l’occasione per l’associazione e non solo per ridare fiato alle relazioni e alla presenza sul territorio.
Il programma prevede tra i momenti forti la partecipazione dell’Anonima Magnagati mentre la conclusione sarà affidata al Vescovo Beniamino. Le iscrizioni sono possibili fino al 23 aprile o attraverso i referenti parrocchiali o attraverso la segreteria diocesana telefonando allo 0444/226530.


