«Abbiamo duemila richieste di alloggio ferme nella provincia di Vicenza. Il Covid ha aggravato una situazione già difficile, c’è una fascia “grigia” di persone con un reddito troppo alto per una casa popolare e troppo basso per l’affitto sul mercato». Valentino Scomazzon, presidente vicentino di Ater, ha voluto chiudere in modo significativo i 15 anni di guida dell’ente, scaduti nei giorni scorsi: a inizio giugno ha infatti inaugurato 48 nuove case popolari nel quartiere di Laghetto di Vicenza, progetto da 10 milioni di euro iniziato nel 2021 e ora arrivato al traguardo. Il manager uscente traccia un quadro dell’esistente e non nasconde timori per il futuro: «Se vogliamo degli alloggi Erp in tempi brevi deve entrare la mentalità che per un “piano casa” servono accordi fra pubblico e privato. Altrimenti, i tempi continueranno ad essere lunghissimi».
Presidente, qual è il bilancio che traccia a fine mandato?
«Un’esperienza importante per la quale ringrazio la politica regionale. Mi è stata data la possibilità di aiutare tante persone che avevano bisogno di una casa. Anche grazie ad una squadra – il Cda – concreta: pur provenendo da estrazioni politiche diverse, abbiamo sempre approvato le delibere all’unanimità».
Dal Covid in poi però la situazione generale è peggiorata.
«Si è fermata l’economia creando nuovi poveri, quindi le domande sono assai aumentate. Dopodiché i canoni di affitto sono molto aumentati. Questo mette in crisi le famiglie con redditi dai 25mila ai 40mila euro annui: due stipendi da 1.300 euro al mese non bastano se l’affitto costa 800 euro al mese e devi pagare utenze, auto e le necessità dei figli. Non rimane niente. La “fascia grigia” è questa».
Come verranno divisi i 48 alloggi di Laghetto?
«Qui diamo una risposta a 360 gradi. Quattro andranno al Comune per le emergenze abitative, 14 saranno case Erp, le restanti a canone calmierato per dare appunto una risposta alla fascia “grigia”. Speriamo che le assegnazioni avvengano per fine anno».
Qual è la situazione complessiva del patrimonio Erp in provincia?
«Nel Vicentino Ater ha circa 4.300 appartamenti, di cui 700 sfitti perché devono essere ristrutturati. Fra questi ce ne sono circa 250 che stiamo attualmente risistemando, ciclicamente però il problema si ripresenta».
Quanto investe Ater Vicenza ogni anno?
«Il nostro ente ha una disponibilità da 1,5 a 1,8 milioni di euro all’anno per le manutenzioni straordinarie. Ulteriori interventi sono possibili se ci sono vendite di fabbricati ex Ater o se arrivano finanziamenti dal ministero; inoltre i nostri uffici sono attivi nell’intercettare incentivi e bonus ristrutturazione per spendere meno. Lascio in eredità due progetti importanti, a Bassano e Marano: cantierabili entro l’anno».
A quanti alloggi equivalgono?
«In tutto fra i due Comuni sono circa cento alloggi, in palazzine degli anni ’40.
«Finalmente dai Comuni, dopo anni di lavoro fra passaggi in consiglio comunale e varianti urbanistiche, ci sono i via libera per la demolizione completa e la ricostruzione di nuovi edifici. Perché la spesa è minore e il risultato migliore. Ora si tratta di trovare i fondi: una bella sfida».
In che senso?
«Oggi non ci sono accordi pubblico-privato nel Vicentino. È sempre stato un tabù, perché si pensa che così si depaupera il patrimonio pubblico. Però, guardiamo a questi progetti a Bassano e Marano: l’intervento complessivo costerà almeno 10 milioni di euro, di cui 4 nel primo stralcio. Se coinvolgo i privati, posso proporre, a fronte di tempi brevi per il reperimento dei fondi e la realizzazione, che su quattro palazzine realizzate una resti a loro. Altrimenti teniamo tutto, ma per dare risposte in tempi molto più lunghi. Lascio ai posteri la risposta».
Cosa pensa del Piano Casa annunciato dalla Regione Veneto?
«Il punto importante è “partire”. Il piano può essere valido se ci sono le coperture economiche, e questo lo si vedrà; in ogni caso, 50 milioni di euro come partenza sono una cifra sicuramente interessante».
Andrea Alba
© RIPRODUZIONE RISERVATA



Salve,Se magari ater di vicenza avesse mantenuto contratti vecchi con redditi solo di stipendio mensile tanti avrebbero potuto comprar casa e poi con vostra ulterore illussione di aver scritto che avreste detratto qualche anno di affitto con valore di casa messa in vendita, come promesso a mio padre che ha fatto ora a morire senza poter comprare casa all ater avreste avuto piu soldi da investire ora….