«Andate a votare. Non lasciate che arrivi un commissario, facciamo sì che vengano portati a termine i cantieri iniziati in questi anni a Recoaro». È un appello “alla presenza”, quello di don Mariano Ciesa, parroco di Recoaro. Il riferimento va alla particolare situazione del Comune montano: a Recoaro si è candidato un solo aspirante sindaco ed è l’uscente Armando Cunegato. Ma se non andrà a votare il 50 per cento più uno dei 6.308 elettori chiamati alle urne, il borgo di montagna non avrà un primo cittadino ma direttamente un commissario prefettizio.
Cunegato, in precedenza sindaco a Valli del Pasubio, è sostenuto da una lista partecipata anche da assessori uscenti: “Recoaro Terme 2030 – Cunegato sindaco”, composta da Luca Antoniazzi, Paolo Asnicar, Sonia Benetti, Stella Giorgia Bruni, Cristina Camposilvan, Giorgia Cecchellero, Stefano Modesto Cornale, Ilaria Sbalchiero, Francesca Sella, Enrico Storti, Antonello Tomasi, Daniele Turcato. E la particolarità nel municipio ai confini con il Trentino e il Veronese è appunto che per il sindaco uscente non c’è nessuno sfidante. Il parroco non si esprime a livello politico, interviene sul tema del possibile commissariamento. «Per evitarlo, bisogna
convincere la gente ad andare a votare – riprende don Mariano – sono stati iniziati molti cantieri con fondi Pnrr e non sono ancora stati ultimati. L’attuale compagine amministrativa è quella che li ha fatti partire, è anche quella giusta per terminarli. Personalmente penso sia meglio che continuino loro quello che hanno iniziato». Il riferimento va al programma di valorizzazione sostenuto dal Piano Nazionale Borghi, finanziato appunto con fondi europei del Pnrr per il quale il Comune ha ottenuto uno stanziamento di 20 milioni di euro. Prevede il restauro di edifici storici, la riqualificazione delle terme con un centro wellness e medico, il riassetto di viabilità e spazi pubblici. «I lavori sono andati avanti con una certa lentezza, anche a causa di ritardi da parte delle imprese. Siamo ad un punto in cui vanno finiti, a tutti i costi. Chi è all’opposizione, in città, dice al contrario che sarebbe meglio se arrivasse un commissario prefettizio – continua il parroco – io non sono di questa idea. E non sappiamo chi arriverebbe».
Peraltro secondo il sacerdote nel piccolo borgo montano non mancheranno emergenze da affrontare, nei prossimi cinque anni. «Avevamo un’accoglienza diffusa che è stata cancellata da una delle amministrazioni precedenti, e va ripresa in mano. Si deve poi intensificare l’attività sociale: la Caritas, che collabora coi servizi comunali, vede casi in aumento. La povertà è cresciuta, anche qui, gli stranieri faticano ad ottenere i documenti per poter lavorare e la popolazione è molto invecchiata. L’assistenza agli anziani – conclude don Mariano – è uno dei temi che andrà assolutamente affrontato».
Andrea Alba
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