Territorio

Anche in Veneto è crisi dei camici bianchi

di Lorenza Zago

Il dado è tratto. Durante la settimana dal 13 al 19 maggio la Giunta Regionale ha approvato le schede ospedaliere che ridisegnano la dotazione di posti letto, reparti e primariati della sanità pubblica veneta. Per Bortolo Simoni, direttore generale dell’Ulss 7 Pedemontana, «la Regione ha fatto un buon lavoro per quanto riguarda il nuovo assetto di Bassano, Santorso ed Asiago. Sarà la disponibilità dei medici, però, a fare la differenza».

La crisi dei camici bianchi, infatti, si fa sentire anche nel Vicentino. «Non abbiamo superato il livello di guardia, ma con le ferie estive ormai alle porte dobbiamo tenere sotto controllo la situazione». A scarseggiare, in particolare, sono cardiologi, pediatri e ortopedici. Calo del personale medico a parte, dopo mesi di polemiche e tensioni con l’approvazione delle scede ospedalieri da parte di Palazzo Balbi il futuro dell’Ulss 7 non è più incerto. Almeno sulla carta.

A Bassano i servizi che erano a rischio taglio sono stati mantenuti. L’unità operativa complessa di oncologia è stata confermata (con una specializzazione in oncoematologia), così come l’emodinamica h24 e il reparto di psichiatria con 16 posti letto. Il San Bassiano, poi, diventerà centro regionale per la protesica mininvasiva di anca e spalla con 40 posti letto per il reparto di ortopedia e sarà riferimento per tutta l’Ulss per quanto riguarda la chirurgia vascolare e l’urologia con 16 posti letto e primario. È prevista, inoltre, un’unità operativa complessa di nefrologia. Perde, invece, l’apicalità di anatomia e istologia patologica che diventano unità semplice dipartimentale e il primariato del laboratorio di analisi che viene unito a quello degli altri due ospedali. In tutto i primariati al San Bassiano, previsti dalle schede, sono 21 con un aumento di posti letto che va 376 a 378 e con le vecchie lungodegenze trasformate in ospedali di comunità (20 posti all’ex ospedale di Marostica e 24 al San Bassiano) e in unità riabilitative territoriale (20 posti a Marostica).

Come a Bassano anche a Santorso i primariati sono 21. Otorinolaringoiatria, però, è stato aggiunto all’ultimo momento. I posti letto, invece, scendono da 406 a 400 mentre nella prima versione delle schede ospedaliere risultavano 410. Rimane l’emodinamica h24 per il trattamento delle sindromi coronariche acute, è previsto un primariato per le malattie infettive e 4 posti letto per terapia intensiva neonatale per tutta l’Ulss Pedemontana. Primario e 15 posti letto vanno a chirurgia senologica e si aggiunge un’unità semplice di chirurgia plastica ricostruttiva. A Santorso il laboratorio di analisi, anatomia e istologia avranno una funzione di coordinamento per tutta l’azienda ospedaliera. L’ospedale dell’Alto Vicentino, però, perde urologia ridotta a unità semplice con 8 posti letto così come nefrologia. Ridotta anche psichiatria con 16 posti letto, ma con un pronto soccorso ad accesso diretto. Ortopedia rimane, ma solo come centro trauma. L’ospedale di Asiago, infine, diventerà centro di riferimento dell’azienda ospedaliera per quanto riguarda le cure riabilitative.

Se nel territorio dell’Ulss 7 la questione schede ospedaliere ha provocato non pochi scontri, così non è stato per l’Ulss 8 Berica. Il dirigente Giovanni Pavesi e il presidente della Conferenza dei Sindaci Marino Montagna si dicono soddisfatti di come si è chiusa la partita. Tra Vicenza come hub e gli ospedali spoke di Arzignano, Lonigo, Montecchio, Noventa, e Valdagno i posti letto salgono da 1459 a 1478. Le novità principali del San Bortolo sono il potenziamento del reparto di cardiochirurgia, l’introduzione di 18 posti letto per la medicina d’urgenza, un’unità dipartimentale di emodinamica interventistica, 12 letti in più per la stroke unit anti ictus di neurologia, un centro di riferimento per l’epilessia e 4 posti letto in più per l’ematologia. Ad Arzignano-Montecchio l’ortopedia diventa centro trauma di zona e la senologia reparto autonomo. Restano gli altri reparti, ma oncologia e radiologia e il laboratorio analisi si trasformano in semplici unità dipartimentali. A Lonigo, poi, la cardiologia riabilitativa diventa unità operativa complessa con alla guida un primario.

A Valdagno sono stati confermati i reparti di medicina generale, geriatria, chirurgia generale, ostetricia-ginecologia e soprattutto il punto nascite. Si aggiungono 12 posti letto per l’Unità riabilitativa territoriale, che è l’unica presente nell’Ulss 8 così strutturata. A Noventa con 76 posti letto, tra reparti e primariati di medicina generale e chirurgia generale elettiva, si aggiungono 24 posti|di ospedale di comunità.