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Il Vicario generale: «Un buon cristiano si vaccina, è un dovere»

La chiesa vicentina invita alla vaccinazione. Non ha mandato note ufficiali, ma il messaggio è chiaro. Mons. Zaupa: «A sentire certi discorsi mi sembra di essere tornato missionario in Africa».
di Marta Randon

Linea dura sui vaccini. Mattarella è stato chiarissimo, Draghi perentorio: “L’appello a non vaccinarsi è un appello a morire”, Confindustria chiede il green pass per entrare in ufficio, le Ulss locali hanno cominciato a sospendere il personale, i presidi alzano la voce con i professori. Anche la diocesi di Vicenza non ha dubbi sul dovere della vaccinazione. «Un buon cristiano dovrebbe sentirsi in obbligo con se stesso. Vaccinarsi è un dovere verso la propria salute e quella degli altri. È un dovere nei confronti dei medici e infermieri, la negligenza di qualcuno mette a repentaglio il lavoro di mesi e mesi» commenta senza mezzi termini don Lorenzo Zaupa, vicario generale, che ha già fatto entrambe le dosi. 

La Chiesa vicentina non ha diffuso nessuna nota ufficiale, ma indirettamente è stato mandato un messaggio chiaro a sacerdoti, uffici, gruppi e associazioni diocesane. «Ci siamo organizzati per tempo chiedendo la collaborazione delle 4 Ulss del nostro territorio perché ci dessero una mano con la vaccinazione dei preti, in particolare quelli anziani, in base all’età e alle condizioni di salute – continua mons. Zaupa -. Ovviamente senza corsie preferenziali e privilegi, senza scavalcare nessuno, solo per una maggiore organizzazione». Qualche sacerdote non si è presentato all’appello: «Si contano sulle dita di una mano. C’è qualcuno che non si è vaccinato per gravi patologie pregresse, un paio per volontà. Di fronte a questa scelta c’è solo una parola: irresponsabilità. Lo stesso papa Francesco dice che vaccinarsi è un dovere, ma poi le teste sono tante – continua mons. Zaupa -. Ho sentito certi discorsi che mi è sembrato di tornare missionario in Africa. Laggiù le dicerie sono tante: “Voi bianchi vaccinate i nostri figli per sterilizzarli perché non volete che ci riproduciamo”, “Ci iniettate gli spiriti cattivi” ne ho sentite di tutti i colori. In Italia non è molto diverso». 

In Africa i missionari convincono i genitori a vaccinare i loro piccoli puntando sul senso di responsabilità. Responsabilità che in Italia non tutti hanno: «Non si può obbligare nessuno legalmente, però moralmente chiediamo la responsabilità della maturità cristiana. Questa mancanza di consapevolezza mi stupisce molto». La Santa Sede ha tranquillizzato anche chi aveva il dubbio che per la realizzazione dei vaccini ci fosse stato l’utilizzo di feti umani. «La Congregazione per la salute del Vaticano l’ha escluso» precisa mons. Zaupa. Anche il vescovo Pizziol ha già ricevuto entrambe le dosi. «Da un pezzo» conclude il Vicario generale.