Missioni

Suor Gabriella Marchesin in Albania per annunciare il Vangelo e… la buona cucina

di Alessandro Scandale

Albania, Paese a noi vicino ma per molti aspetti estremamente diverso. Qui una religiosa vicentina, suor Gabriella Marchesin, originaria di Dueville e appartenente alla congregazione missionaria delle Domenicane della Beata Imelda, lavora da anni per sostenere giovani donne nel loro percorso di crescita sociale e professionale. A Bathore, frazione di Kamez a 6 km dalla capitale Tirana, suor Gabriella assieme alle sue consorelle si è presa particolarmente a cuore la situazione delle giovani donne locali e da anni organizza per loro corsi per imparare un lavoro e al tempo stesso emanciparle da una situazione di inferiorità sociale in cui sono spesso relegate.

«Qui la popolazione è mediamente molto giovane e il livello di emigrazione è alto – racconta la religiosa -. La disoccupazione è elevata e per questo molti giovani vanno all’estero, anche in Italia, sperando di crearsi un futuro migliore e di poter aiutare le famiglie con i loro guadagni». Per questi motivi suor Gabriella ha lanciato un nuovo progetto, chiamato Crescere Donna, con il quale vuole insegnare alle giovani l’arte della buona cucina, affinché possano trovare un lavoro come aiuto cuoca o cameriera in qualche ristorante o locale del posto e rimanere nel loro Paese. Contando sul fatto che la comunità cattolica vicentina ha già sostenuto in passato altri corsi di taglio e cucito per giovani donne da lei organizzati, suor Gabriella si rivolge ancora alla loro generosità, chiedendo un aiuto finanziario. «Il corso – aggiunge – è tenuto da una docente qualificata, che insegna alle partecipanti a realizzare varie ricette, non solo tradizionali. Le corsiste imparano a conoscere gli ingredienti necessari, li preparano e cuociono i cibi. Imparano anche le norme fondamentali dell’igiene e della corretta conservazione degli alimenti. Abbiamo per questo una cucina attrezzata».

Questi corsi continuano ad essere richiesti e molto frequentati, un elemento che fa comprendere come le giovani albanesi vogliano imparare un mestiere per evitare l’emigrazione. Le partecipanti contribuiscono alle spese in piccola parte, secondo le possibilità di ognuna. ‘Perciò – conclude – chiediamo aiuto a persone generose per far fronte alle spese necessarie, come pagare l’insegnante e comperare le derrate crude che servono a realizzare le ricette».

Quello di suor Gabriella è un progetto condiviso e sostenuto anche dall’Unione Pastorale di Dueville, Vivaro, Passo di Riva e Povolaro, come racconta Elisa Berdin, tra i responsabili del gruppo missionario locale: ‘ci siamo posti l’obiettivo di raccogliere 2000 euro da versare nel fondo di solidarietà per poi farli arrivare in Albania. Nelle nostre chiese abbiamo predisposto delle cassette in cui chi vorrà potrà depositare un’offerta, leggendo anche i dettagli del progetto. Crediamo molto in questa iniziativa che aiuta le donne con una vera formazione, un modo concreto di dare dignità alle persone e anche un incentivo a restare nella propria terra d’origine, perchè molto spesso l’emigrazione significa anche indebolire i legami familiari ». Nella comunità albanese ci sono anche tante persone di varie età che chiedono di imparare la lingua italiana per poter comunicare con i parenti in Italia. Per questo motivo la religiosa ha iniziato a tenere anche dei corsi di lingua italiana completamente gratuiti. Un altro esempio di come si possano costruire ponti di solidarietà per facilitare i rapporti tra i popoli.