È il 3 ottobre del 2013, al largo dell’isola di Lampedusa, perdono la vita 368 migranti. È uno dei più tragici naufragi avvenuti dall’inizio delle ondate migratorie degli ultimi anni. Per tenere viva la memoria di quella tragedia e di tutte quelle che ancora confermano il Mediterraneo come il più grande cimitero a cielo aperto, è stata approvata nel 2016 la legge n. 45 che al primo articolo recita: “La Repubblica riconosce il giorno 3 ottobre quale Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’immigrazione, di seguito denominata «Giornata nazionale», al fine di conservare e di rinnovare la memoria di quanti hanno perso la vita nel tentativo di emigrare verso il nostro Paese per sfuggire alle guerre, alle persecuzioni e alla miseria”.
A partire da questa legge il Miur, negli anni scorsi, aveva coinvolto le scuole per l’occasione attraverso un bando. Quest’anno il Ministero ha deciso di derubricare la Giornata non rispondendo agli istituti che vi hanno partecipato. Qualcuno ha parlato (giustamente) di “triste naufragio educativo” che sarebbe già grave. Ma non è solo questo, è molto peggio. Sembra il tentativo di dimenticare, di rimuovere dalla memoria collettiva quelle vittime e molte altre, rispetto alle quali non possiamo non sentirci un po’ responsabili come Paesi europei.
Dal 2014 hanno perso la vita nel Mediterraneo oltre 17mila migranti. A settembre 2018 sono 8 morti al giorno, un migrante su 5, che provano la traversata. Questa Giornata ha il merito di tenere desta l’attenzione, di alimentare la memoria, di mantenere accesa la fiammella di una umanità che non dovrebbe essere né di Destra, né di Sinistra, né Populista, né Riformista ma dovrebbe essere di tutti. Non voglio credere che tutti i leghisti e i Cinquestelle davanti a questi morti girino semplicemente la testa dall’altra parte.
Qualcuno ha commentato che la decisione del Miur mostra che è cambiata l’aria. Ma non basta come motivazione. Il tentativo di cancellare e manipolare la memoria ricorda altre tristi stagioni. Alimentare la memoria è responsabilità di tutti, per questo oggi 3 ottobre, ancora di più, ciascuno di noi è chiamato a ricordare i bambini, le donne, gli uomini che sono morti e continuano a morire con la sola colpa di cercare un futuro più umano. Ricordare per continuare a essere umani, la cosa fondamentale che ci rende vicini, simili al di là del voto politico.
