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Home Attualità Territorio

«Sì ai minori a Hit Show ma vigileremo sul regolamento»

10 Gennaio 2019
in Territorio
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Hit Show, le armi, i minori. Questioni aperte

Due ragazzini mentre maneggiano delle pistole a Hit Show (foto La Voce dei Berici)

«I minori di 14 anni continueranno ad entrare a Hit Show ma vigileremo in maniera assoluta perché il divieto di maneggiare armi venga rispettato». A dirlo è Lorenzo Cagnoni, presidente di Italian Exhibition Group, l’ente fieristico nato dalla fusione delle fiere di Vicenza e Rimini, che martedì pomeriggio era in città per incontrare i membri delle commissioni “Controllo e garanzia” e “Sviluppo economico e attività culturali”. Un’occasione per fare il punto sulla situazione di Ieg e sul suo futuro, visti i fatti recenti che hanno fatto saltare la quotazione in borsa della società.

A margine dell’incontro, però, Cagnoni ha dedicato un paio di battute anche su Hit Show, la fiera dedicata alla caccia, il tiro sportivo e la difesa personale in programma dal 9 all’11 febbraio prossimi. Fiera che, dalla prima edizione del 2015, ha sollevato numerosi punti interrogativi tra singoli e associazioni del mondo ecclesiale e civile impegnate a vario titolo nella promozione della pace. Il punto critico fondamentale, in particolare, era l’accesso ai minori in fiera durante l’appuntamento di Hit Show (che lo scorso anno ha richiamato oltre 40 mila visitatori). Il regolamento vieta l’ingresso ai minori di 14 anni senza l’accompagnamento di un adulto e “vieterebbe” anche la possibilità di maneggiare armi. Il condizionale è d’obbligo, perché come raccontato in questi anni da numerose testate anche nazionali, l’immagine di ragazzini che impugnavano fucili e pistole era frequente tra i padiglioni di Hit Show.

Nei giorni scorsi, il tavolo che coordina le realtà che hanno sollevato la questione hanno diffuso un appello che martedì è stato consegnato allo stesso Cagnoni. Nell’appello si chiede che “ai minori sia vietato l’ingresso in una Fiera dedicata alle armi”.

Nel 2017, si legge ancora nel testo dell’appello “l’Amministrazione Comunale di Vicenza si era impegnata a farsi promotrice «presso Fiera di Vicenza dell’opportunità della predisposizione di un Codice di Responsabilità Sociale». Successivamente l’allora Sindaco di Vicenza Variati si era soffermato sull’impatto negativo sul piano educativo che l’accesso ai minori a questa fiera comporta; tanto da aggiungere, in seguito, di aver convenuto con il presidente di Ieg, Lorenzo Cagnoni, sull’opportunità di vietare l’ingresso ai minori di 14 anni a partire dall’edizione 2019. Del resto, una mozione approvata dal Consiglio Comunale di Vicenza nel Settembre 2017 e un’interrogazione del Consiglio Comunale di Rimini del dicembre dello stesso anno, impegnavano le rispettive Amministrazioni in questo senso”.

Se però la posizione del presidente Cagnoni da un lato accoglie la richiesta di far rispettare il divieto ai minori di maneggiare armi, dall’altro, però, conferma Hit Show come appuntamento al quale i ragazzi potranno partecipare, sebbene accompagnati. Scelta che però, dal punto di vista del comitato, “va contro ogni principio educativo – si legge ancora nell’appello -; nessun calcolo economico può giustificare tale scelta; nessun vantaggio può trarne una società che si vuole fondata sul dialogo e sul rispetto dell’altro, e che non somigli ad un Far West dove impera la legge del più violento”.

Un secondo punto considerato come critico dai promotori dell’appello è la presenza di figure di spicco del mondo politico alla fiera di febbraio. “Stride – recita ancora l’appello – l’assenza di alcun divieto a raccogliere, presso gli stand espositivi, firme per petizioni che hanno una chiara rilevanza politica; o a svolgere riunioni come quelle avvenute durante l’ultima edizione, documentati dai media, fra dirigenti politici di rilievo nazionale e rappresentanti di associazioni di settore, dal chiaro tenore elettorale. Tali caratteristiche e carenze connotano Hit Show come un’operazione ideologico-culturale e, ormai, anche politico-elettorale, tesa a promuovere la diffusione di armi e normative che ne favoriscono l’utilizzo, ben oltre le tradizionali attività venatorie e le discipline sportive”. Su questo Cagnoni non si è espresso, ma ha assicurato che «come Ieg, ogni volta che ci viene dato un consiglio siamo ben felici di prenderlo in esame e cercare di venire incontro alle richieste di tutti».

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