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Il saluto della Diocesi

Pizziol con i giovani: sempre disponibile a mettersi in ascolto

Il corrente sabato 3 dicembre alle 10 il vescovo Beniamino con una celebrazione in Cattedrale festeggia i suoi 50 anni di sacerdozio e saluta la diocesi alla conclusione del suo servizio episcopale
di Emily Faggioni

Sono Emily, ho 22 anni, originaria della parrocchia di Brogliano, ma attualmente abito a casa Emmaus. Frequento da un po’ di anni il Centro vocazionale Ora Decima e la Pastorale giovanile. In queste due realtà, ho avuto diverse occasioni per conoscere il Vescovo Beniamino. In particolare, l’ho incontrato durante i campi di spiritualità che ogni anno Ora decima propone a Federavecchia. Il Vescovo ci ha sempre tenuto molto a venire a salutare i giovani che frequentano il campo, a passare qualche ora insieme, a conversare e poi pranzare con noi. Ci sono state poi altre occasioni diocesane un po’ più “grandi” in cui ho avuto possibilità di incontrarlo, come per esempio la veglia vocazionale.

Lui è stato presente e spesso ha proposto commenti alla Parola molto belli e suggestivi. Durante il campo del 2021 gli abbiamo proposto di andare insieme a lui a Roma per incontrare il Papa. Ha accolto fin da subito con grande gioia questa proposta e così a giugno di quest’anno abbiamo vissuto in sua compagnia un campo mobile nella capitale. È stato il momento in cui io ho potuto conoscerlo meglio. Di lui mi ha colpito il desiderio di mettersi in relazione con noi giovani. Ci teneva molto al confronto e al dialogo, non si è mai imposto, ma spesso piuttosto lasciava libero spazio alle nostre domande. Questa sua disponibilità e desiderio a mettersi in ascolto di noi giovani mi ha colpita molto.

Il mio rapporto con lui, all’inizio è stato staccato, istituzionale. Lui era comunque il Vescovo e io ero una ragazza che frequentava semplicemente alcuni eventi dove c’era anche lui. Poi, con il tempo, si è costruito un rapporto che è diventato un po’ più personale, a tu per tu, soprattutto nel viaggio a Roma. Lì si è creato un rapporto per cui adesso, ogni volta che ci incrociamo, ci salutiamo, lui mi chiama per nome e questo è molto bello. È un rapporto che si è creato proprio grazie all’esperienza che ci ha visti vicini per cinque giorni. In questo senso il vescovo per me è stato sicuramente un punto di riferimento e così per altri giovani. È stata una figura su cui poter far credito anche per la mia fede personale.

Ora che lui ha finito questo suo servizio e ne inizierà uno nuovo, gli auguro innanzitutto di poter continuare ad essere la figura di riferimento che è stato finora, in modalità diverse, in una realtà più piccola rispetto a quella che viveva in diocesi: con il background che ha alle spalle e con l’esperienza vissuta in tutti questi anni sicuramente potrà essere una grande risorsa all’interno di questo nuovo servizio. Inoltre, spero che questa nuova stagione di vita possa essere per lui anche un tempo in cui dedicarsi un po’ di più ad alcune attività che gli piacciono, ad alcuni hobby, ad alcune cose un po’ più personali che aveva magari tralasciato un po’ nel corso del suo servizio come vescovo.