Spettacoli

Sanremo 2018, ascolti record e plauso generale

I vincitori del Festival Ermal Meta e Fabrizio Moro assieme a Claudio Baglioni, Michelle Hunzicker e Pierfrancesco FAvino
di Marco Deriu

Si è capito fin dalla prima serata che lo scetticismo che aveva preceduto il Festiva di Sanremo 2018 era destinato a sciogliersi di fronte ai numeri dell’audience. E così è stato: l’edizione di quest’anno, condotta da Claudio Baglioni – direttore artistico della kermesse – con Michelle Hunziker e Pierfrancesco Favino, ha raggiunto ascolti record e ha ottenuto il plauso generale anche dei critici solitamente più agguerriti.

L’inizio è stato con il botto, non tanto per l’improvvisato invasore solitario sfuggito alle maglie della sicurezza quanto per la dirompente presenza di Fiorello, bravo come sempre a gestire la scena fra istrionismo e improvvisazione, con tanto di canzone a imitare il mix di testi e toni di Baglioni e Morandi. Durante le altre quattro serate, è stato largo lo spazio concesso alla musica, come era stato promesso, in un clima meno caciarone e, al contempo, meno carico di tensione rispetto alle edizioni precedenti, complice il nuovo meccanismo di gara che – a differenza del passato – quest’anno non prevedeva alcuna eliminazione in corsa ma soltanto una classifica aggiornata sera per sera.

Dal citato Fiorello a Virginia Raffaele, da Gianni Morandi a Gianna Nannini, da Sting a James Taylor, da Laura Pausini a Giorgia, da Piero Pelù ai Negramaro, Baglioni e i suoi collaboratori hanno saputo coinvolgere artisti di forte richiamo per il pubblico, inserendo nella scaletta anche una serie di momenti dedicati a balletti, gag e apparenti “fuori programma” ben riusciti. Qualche piccolo scivolone c’è stato, ma nel complesso si è trattato di un’edizione ben riuscita.

E le canzoni, vere protagoniste dichiarate? Il livello generale tra i Campioni e le Nuove proposte è stato buono, soprattutto vario: dalla denuncia sociale all’amore tradizionale, dall’ironia alla storia di riscatto, passando per la battaglia ideologica o l’affermazione di genere e qualche nota di revival (gli ex Pooh, i riformati Decibel…), il mix generale ha intercettato gusti diversi e, quindi, diverse fasce di pubblico che si sono sommate portando al successo la trasmissione.

Molto hanno fatto i conduttori, anche se non tutti e tre sono stati sempre all’altezza del compito. Baglioni, che è e rimane fondamentalmente un cantante, ha recitato la parte del “nonno” che lascia spazio ai “nipotini”, senza però rinunciare a marcare il territorio con le proprie canzoni, da solo o in duetti ben riusciti.

Michelle Hunziker, dopo l’inevitabile impaccio iniziale, ha confermato di essere diventata una brava presentatrice e sono in molti a pensare che in un futuro non molto lontano potrebbe essere anche la padrona di casa di un programma tutto suoi. Pierfrancesco Favino è e rimane un attore. Sul palco dell’Ariston se l’è cavata complessivamente bene, ma in diversi momenti è andato sopra le righe teatralizzando troppo la sua presenza, quasi a voler trovare a tutti i costi visibilità accanto ai suoi due compagni di viaggio.

Il giudizio complessivo sulla sessantottesima edizione del Festival nazionalpopolare più amato dagli italiani è da 8 in pagella.