A San Valentino, si sa, le reliquie spuntano un po’ ovunque. Quante ce ne siano davvero in Italia è difficile dirlo con precisione: probabilmente più degli innamorati che giurano amore eterno il 14 febbraio. Di certo, però, una reliquia di San Valentino dal 1922 si trova a Vicenza, custodita nella Basilica dei Santi Felice e Fortunato, uno dei luoghi più antichi e affascinanti della città. Un dettaglio che in pochi ricordano, ma che racconta una lunga storia di devozione, intrecciata con quella dei due santi martiri a cui la basilica è dedicata.
Secondo la tradizione, Felice e Fortunato erano due fratelli originari di Vicenza, forse soldati, che alla fine del III secolo si trovavano ad Aquileia, allora centro amministrativo e culturale della X Regio Venetia et Histria. Qui, mentre il cristianesimo iniziava a diffondersi con sempre maggiore forza, incontrarono anche la persecuzione. Durante il regno dell’imperatore Diocleziano, tra il 303 e il 304, furono arrestati, interrogati e infine decapitati per non aver rinnegato la loro fede.
A Vicenza la devozione per i due martiri prese piede molto presto, tanto da portare alla costruzione della basilica che ancora oggi porta il loro nome, considerata il più antico luogo di culto paleocristiano della città. Nel sacello del martirio sono conservate le loro reliquie, a lungo contese con Aquileia. Ed è qui che, in seguito alla sconsacrazione della chiesa di San Valentino – della quale resta ancora visibile la facciata al civico 54 di corso San Felice – è stata collocata anche una reliquia del santo più romantico del calendario.
Da oltre 500 anni, infatti, Vicenza celebra San Valentino con una tradizione che unisce fede, storia e un pizzico di curiosità.
LE ORIGINI
Ma chi era davvero San Valentino, e perché è diventato il simbolo universale degli innamorati? La risposta, come spesso accade quando si parla di santi, non è così semplice.
Il culto di San Valentino affonda le sue radici nell’epoca romana e prende forma ufficialmente nel 496 d.C., quando papa Gelasio I decise di mettere fine ai Lupercalia, antichi riti pagani dedicati al dio della fertilità Luperco. Festeggiamenti poco compatibili con la morale cristiana, che si svolgevano il 15 febbraio tra corse, frustate rituali e una certa disinvoltura dei partecipanti, soprattutto maschili.
Per “battezzare” la festa dell’amore e darle una nuova direzione, Gelasio I spostò simbolicamente l’attenzione al giorno precedente, dedicandolo a San Valentino. Un’operazione di sostituzione culturale ben riuscita, che trasformò una celebrazione sfrenata in una ricorrenza più sobria, almeno nelle intenzioni.
Il problema è che di santi di nome Valentino ce ne sono parecchi e le informazioni certe scarseggiano. I due più noti sono Valentino di Terni, nato nel II secolo e noto per aver sostenuto giovani coppie e matrimoni cristiani, e Valentino di Roma, martirizzato il 14 febbraio del 274.
A rendere definitivamente romantica la figura di San Valentino, però, non fu tanto la Chiesa quanto la letteratura. Alla fine del Trecento, il poeta inglese Geoffrey Chaucer, nei suoi celebri Racconti di Canterbury, associò San Valentino all’amore cortese, immaginando il santo come una sorta di intermediario ultraterreno tra gli innamorati. Da lì in poi, Cupido, cuori e promesse fecero il resto, e la festa dell’amore iniziò il suo lungo viaggio verso la modernità.
SAN VALENTINO OGGI
Poi arrivò il marketing, che prese quella dimensione spirituale e letteraria e la trasformò in una giornata capace di mettere seriamente alla prova i portafogli. Gioielli, fiori, cioccolatini, cene a lume di candela: San Valentino è diventato anche un’occasione economica, utile ai ristoratori nei mesi invernali e perfetta per dimostrare, almeno una volta all’anno, di non essere troppo “di braccio corto” davanti alla persona amata.
C’è chi festeggia in grande stile, chi approfitta del 14 febbraio per una proposta di matrimonio, chi lo ignora con fierezza e chi lo vive con ironia. Tra le curiosità, c’è anche chi lo festeggia con il proprio animale domestico, in un amore che non conosce specismo.
I numeri delle ricerche Codacons parlano chiaro: ogni anno nel mondo vengono spediti circa 145 milioni di biglietti di San Valentino, rendendola la seconda festa per scambio di cartoline dopo il Natale. In Italia si stima che circa il 70% delle coppie celebri la ricorrenza, con una spesa media intorno ai 50 euro a persona.
E per chi non è innamorato? Nessun problema. Basta attendere il giorno successivo, il 15 febbraio, dedicato a San Faustino e diventato negli anni la Giornata dei Single. Un’occasione perfetta per celebrare se stessi, magari senza fiori, senza cioccolatini e soprattutto senza mettere mano al portafoglio. Anche questo, in fondo, è amore.
Giada Zandonà
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