• Chi siamo
  • Dove acquistare
  • Edizione digitale
  • Contatti
venerdì 28 Agosto 2026
No Result
View All Result
Edizione Digitale
La Voce dei Berici
Il periodico di informazione della Diocesi di Vicenza
  • Editoriali
  • Chiesa
    • Parrocchie
    • Diocesi
    • Missioni
    • Vaticano
  • Attualità
    • Territorio
    • Italia
    • Mondo
  • Liberamente
    • Cultura
    • Spettacoli
    • Sport
  • Abbonamenti

Nessun prodotto nel carrello.

La Voce dei Berici
  • Editoriali
  • Chiesa
    • Parrocchie
    • Diocesi
    • Missioni
    • Vaticano
  • Attualità
    • Territorio
    • Italia
    • Mondo
  • Liberamente
    • Cultura
    • Spettacoli
    • Sport
  • Abbonamenti
No Result
View All Result
La Voce dei Berici
No Result
View All Result
Home Attualità

Salute digitale, come gli schermi influenzano vista, postura e concentrazione

27 Agosto 2026
in Attualità, In primo piano
0
Salute digitale, come gli schermi influenzano vista, postura e concentrazione

Free stressful business woman working with laptop image, public domain CC0 photo. More: View public domain image source here

Computer per lavorare, smartphone per comunicare, tablet per studiare, piattaforme digitali per organizzare attività e servizi. La digitalizzazione ha semplificato una parte importante della vita quotidiana, ma sta contemporaneamente modificando il rapporto tra corpo, movimento, vista e carico cognitivo. Non si tratta più soltanto di quanto tempo trascorriamo online: il punto è come il nostro organismo vive le molte ore passate davanti agli schermi.

In Italia il fenomeno interessa ormai la grande maggioranza della popolazione. Secondo i dati Istat relativi al 2025, l’83,1% delle persone di almeno sei anni ha utilizzato Internet nei tre mesi precedenti l’intervista. La percentuale supera il 95% tra gli 11 e i 44 anni, raggiunge il 98% circa tra i 15 e i 24 anni e arriva al 93,6% tra i 45 e i 54 anni.

Occhi affaticati e mal di testa: il peso degli schermi

Uno degli effetti maggiormente studiati riguarda la vista. Una revisione sistematica e meta-analisi pubblicata sul Journal of Optometry, che ha analizzato 103 studi e 66.577 partecipanti, ha stimato una prevalenza complessiva della Computer Vision Syndrome (CVS) del 69%. Il dato saliva al 76,1% tra gli studenti universitari. Gli autori avvertono tuttavia che gli studi utilizzano criteri non sempre omogenei, con una forte variabilità delle stime.

Una più recente meta-analisi sull’astenopia, pubblicata nel 2026 e costruita su 63 studi, ha stimato una prevalenza complessiva dei sintomi del 51%, che raggiungeva il 90% tra gli utilizzatori di dispositivi digitali e il 77% tra chi lavora al computer. Tra i sintomi rilevati figuravano stanchezza oculare nel 65% dei casi, affaticamento visivo nel 47%, bruciore o irritazione nel 43%, ma anche mal di testa nel 50% e difficoltà di concentrazione nel 44%.

«Occhi secchi, bruciore, difficoltà di messa a fuoco e mal di testa non dovrebbero essere liquidati come il prezzo inevitabile della modernità – osserva Roberto Feroli, project manager di Salute.it –. Se compaiono con continuità significa che occorre interrogarsi sulle ore trascorse davanti ai dispositivi, sulle pause, sulla distanza dallo schermo, sull’illuminazione e sulla postazione utilizzata».

Collo, spalle e schiena: quando la postura diventa un rischio

Il secondo fronte riguarda l’apparato muscoloscheletrico. L’indagine europea Esener 2024 di Eu-Osha mostra che il 64% dei luoghi di lavoro europei segnala il mantenimento prolungato della posizione seduta come fattore di rischio, mentre il 63% indica i movimenti ripetitivi di mani e braccia. Sono i primi due fattori rilevati dall’indagine.

Parallelamente, la quota di imprese che dichiara la presenza di dipendenti al lavoro da casa è passata dal 13% del 2019 al 23% del 2024. La stessa meta-analisi del 2026 sull’astenopia ha rilevato, accanto ai sintomi oculari, dolore cervicale nel 45% e dolore alle spalle nel 30% dei soggetti analizzati.

Il problema non è quindi riconducibile esclusivamente allo schermo, ma all’intero ecosistema fisico del lavoro digitale: altezza e distanza del monitor, posizione di collo e schiena, appoggio degli avambracci, seduta, immobilità prolungata e ripetitività dei movimenti.

Il lavoro digitale aumenta anche il carico cognitivo

C’è poi una conseguenza meno immediatamente visibile: l’intensificazione cognitiva. Notifiche, e-mail, messaggistica, videoconferenze, software gestionali, piattaforme e richieste che arrivano contemporaneamente possono frammentare l’attenzione e aumentare la percezione di dover essere costantemente disponibili.

L’Osh Pulse, realizzato su oltre 28mila lavoratori nei Paesi dell’Unione europea, oltre a Islanda, Norvegia e Svizzera, ha analizzato specificamente il rapporto tra tecnologie digitali, rischi psicosociali e salute mentale. I dati europei mostrano che, tra i lavoratori che utilizzano tecnologie digitali, il 48% afferma che queste determinano la velocità o il ritmo del proprio lavoro, il 30% segnala una riduzione della possibilità di decidere come svolgere il lavoro e il 28% un aumento del carico lavorativo. Per l’Italia le percentuali riportate dall’indagine sono rispettivamente 57%, 49% e 31%.

La cultura dell’«always on» e il bisogno di staccare

La ricerca sottolinea inoltre come la digitalizzazione possa produrre vantaggi in termini di organizzazione, automazione ed ergonomia, ma possa anche contribuire a intensificazione del lavoro, riduzione dell’autonomia e cultura dell’«always on», se l’innovazione non viene accompagnata da adeguate misure organizzative.

«Il cervello non è una macchina capace di passare senza conseguenze da una notifica a una riunione, da una mail urgente a una piattaforma e poi di nuovo a un’attività che richiede concentrazione profonda – evidenzia Feroli –. La salute digitale passa anche dal diritto a recuperare attenzione, a interrompere il flusso delle sollecitazioni e a distinguere il tempo del lavoro dal tempo personale».

Dopo il computer, lo smartphone: il rischio della sedentarietà

La questione non termina quando viene spento il computer di lavoro. Dopo ore trascorse seduti davanti a un monitor, una parte significativa del tempo libero continua infatti a essere occupata da smartphone, streaming, social network e altri dispositivi.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ricorda che livelli elevati di comportamento sedentario sono associati negli adulti a un maggiore rischio di mortalità generale e cardiovascolare e di insorgenza di malattie cardiovascolari, tumori e diabete di tipo 2.

L’inattività fisica, più in generale, è associata a un rischio di morte superiore del 20-30% rispetto a quello delle persone sufficientemente attive. Il problema ha dimensioni globali: secondo l’Oms, nel 2022 circa 1,8 miliardi di adulti, pari al 31% della popolazione adulta mondiale, non raggiungevano i livelli raccomandati di attività fisica. In assenza di un’inversione di tendenza, la quota potrebbe raggiungere il 35% entro il 2030.

Più movimento e una migliore ergonomia per prevenire i disturbi

La prevenzione deve quindi diventare multidimensionale. Significa interrompere regolarmente la posizione seduta, alternare le attività, curare l’ergonomia della postazione, evitare distanze troppo ridotte dallo schermo e recuperare movimento nella vita quotidiana.

Una revisione sistematica sui giovani utilizzatori di dispositivi digitali ha associato esposizioni superiori alle 4-5 ore al giorno e parametri ergonomici inadeguati a una maggiore sintomatologia da affaticamento visivo. La stessa revisione non ha invece trovato prove sufficienti per considerare i filtri per la luce blu una soluzione preventiva alla Digital Eye Strain.

La salute digitale passa anche dalle pause

Sul fronte dell’attività fisica, l’Oms raccomanda agli adulti almeno 150-300 minuti settimanali di attività aerobica moderata, oppure 75-150 minuti di attività vigorosa, associando attività di rafforzamento muscolare almeno due volte alla settimana.

In una quotidianità sempre più digitale, quindi, la prevenzione non significa rinunciare alla tecnologia, ma imparare a utilizzarla senza dimenticare le esigenze del corpo e della mente: fare pause, cambiare posizione, muoversi, curare la postazione di lavoro e recuperare momenti liberi dalle continue sollecitazioni degli schermi.

9colonne.it

© RIPRODUZIONE RISERVATA

CondividiInviaTweet
Sostienici Sostienici Sostienici

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

No Result
View All Result

Voce

  • Abbonamenti
  • Dove acquistare
  • Edizione digitale
  • radio_tower [#1019]Created with Sketch. Radio Oreb
  • Contatti

I più letti di questo mese

  • Il Nido di Marco Martalar nel bosco di Pedemonte: una nuova meraviglia da scoprire in Alta Valdastico

    Il Nido di Marco Martalar nel bosco di Pedemonte: una nuova meraviglia da scoprire in Alta Valdastico

    0 shares
    Condividi 0 Tweet 0
  • «La mia vocazione è nata e maturata in Azione cattolica». Don Andrea Peruffo saluta l’associazione e si prepara a diventare parroco

    0 shares
    Condividi 0 Tweet 0
  • A Vicenza il caldo non ferma i rider: «Pedalo fino a 200 km al giorno per mandare i soldi alla mia famiglia»

    0 shares
    Condividi 0 Tweet 0

Iscriviti alla Newsletter

Ogni settimana ti segnaleremo notizie, storie e interviste da leggere sul nostro sito.

Privacy Policy | Cookies Policy

CONTRIBUTI E SOVVENZIONI DALLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
Come richiesto dall’art. 1, commi 125 – 129, della Legge 4 Agosto 2017, n. 124 ed in ossequio alle modifiche introdotte dall’art. 35 del D.L. 34/2019 (Decreto Crescita), convertito in legge dall’art. 1, comma 1, L. 58/2019, si comunica che la Nuova Voce srl Unipersonale Codice Fiscale: 04123490247 ha ricevuto nel corso dell’anno 2024 i seguenti contributi dalla Pubblica Amministrazione: 
Soggetto erogante: Dipartimento per l’informazione e l’editoria; Somma incassata: 269.290,51 euro; Causale: Contributi diretti alle imprese editrici di quotidiani e periodici di cui al D.Lgs 15 maggio 2017, n. 70.
Come richiesto dall’art. 1, commi 125 – 129, della Legge 4 Agosto 2017, n. 124 ed in ossequio alle modifiche introdotte dall’art. 35 del D.L. 34/2019 (Decreto Crescita), convertito in legge dall’art. 1, comma 1, L. 58/2019, si comunica che la Nuova Voce srl Unipersonale Codice Fiscale: 04123490247 ha ricevuto nel corso dell’anno 2023 i seguenti contributi dalla Pubblica Amministrazione:
Soggetto erogante: Dipartimento per l’informazione e l’editoria; Somma incassata: 281.589,38 euro; Causale: Contributi diretti alle imprese editrici di quotidiani e periodici di cui al D.Lgs 15 maggio 2017, n. 70.
Come richiesto dall’art. 1, commi 125 – 129, della Legge 4 Agosto 2017, n. 124 ed in ossequio alle modifiche introdotte dall’art. 35 del D.L. 34/2019 (Decreto Crescita), convertito in legge dall’art. 1, comma 1, L. 58/2019, si comunica che la Nuova Voce srl Unipersonale Codice Fiscale: 04123490247 ha ricevuto nel corso dell’anno 2022 i seguenti contributi dalla Pubblica Amministrazione:
Soggetto erogante: Dipartimento per l’informazione e l’editoria; Somma incassata: 269.290,52 euro; Causale: Contributi diretti alle imprese editrici di quotidiani e periodici di cui al D.Lgs 15 maggio 2017, n. 70.
Come richiesto dall’art. 1, commi 125 – 129, della Legge 4 Agosto 2017, n. 124 ed in ossequio alle modifiche introdotte dall’art. 35 del D.L. 34/2019 (Decreto Crescita), convertito in legge dall’art. 1, comma 1, L. 58/2019, si comunica che la Nuova Voce srl Unipersonale Codice Fiscale: 04123490247 ha ricevuto nel corso dell’anno 2021 i seguenti contributi dalla Pubblica Amministrazione:
Soggetto erogante: Dipartimento per l’informazione e l’editoria; Somma incassata: 269.290,52 euro; Causale: Contributi diretti alle imprese editrici di quotidiani e periodici di cui al D.Lgs 15 maggio 2017, n. 70.

Nuova Voce Srl – PIVA 04123490247 – Borgo Santa Lucia, 51, 36100 Vicenza | Tel: 0444 301711

Gestisci Consenso
Per fornire le migliori esperienze, utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie ci permetterà di elaborare dati come il comportamento di navigazione o ID unici su questo sito. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.
Funzionale Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
  • Gestisci opzioni
  • Gestisci servizi
  • Gestisci {vendor_count} fornitori
  • Per saperne di più su questi scopi
Visualizza le preferenze
  • {title}
  • {title}
  • {title}
No Result
View All Result
  • Home
  • Editoriali
  • Chiesa
  • Attualità
  • Liberamente
  • Abbonamenti
  • Edizione digitale
  • Chi siamo
  • Dove acquistare
  • Contatti

Nuova Voce Srl P.IVA 04123490247  - Borgo Santa Lucia, 51, 36100 Vicenza. Tel: 0444-301711