La scrivania di don Arrigo Grendele è insolitamente vuota. Normalmente, chi aveva occasione di andare a trovare il direttore dell’ufficio missionario diocesano, che da settembre cederà il posto al laico Agostino Rigon, lo trovava dietro ad un tavolo tappezzato di ritagli di giornali, riviste missionarie e copie dell’Osservatore Romano o Avvenire, diligentemente ordinati sulla scrivania, con gli articoli sottolineati in giallo. Anche il telefono, nel lunedì pomeriggio in cui lo incontriamo, squilla solo una volta. Ci sono giornate, invece, in cui don Arrigo è costantemente impegnato ad alzare la cornetta, per parlare con un missionario in America Latina, con un amico vescovo africano o con un fidei donum di ritorno a casa, dopo tanti mesi di missione. E se non è il telefono, ci sono le lettere: quelle che i missionari vicentini, e sono tanti, scrivono continuamente, per aggiornare le loro comunità, i familiari, gli amici e, tra questi, don Arrigo. Nel lunedì pomeriggio in cui lo abbiamo incontrato, tutto questo sembra essere andato in ferie. Forse, è un segnale del cambiamento che diventerà effettivo tra pochi giorni, dal primo settembre.
Una nomina “lampo”
«Sono contento – racconta don Arrigo -. Quindici anni sono tanti». È dal 2003, infatti, che don Arrigo ha assunto l’incarico di direttore della pastorale missionaria. E subito i ricordi vanno a quei giorni, giorni difficili e tristi per la Diocesi. «Don Giacomo Bravo, allora direttore dell’ufficio, era appena morto nell’incidente d’auto in Sudan, assieme a don Antonio Doppio – ricorda don Arrigo -. Il Vescovo Nonis era in attesa che le sue dimissione venissero accolte, e c’era l’urgenza di nominare un nuovo direttore, altrimenti il posto sarebbe stato vacante fino all’arrivo del nuovo Vescovo. Io ero già stato indicato da don Valentino Grolla, prima che venisse nominato don Giacomo Bravo, ma all’epoca ero appena diventato coparroco nell’unità pastorale Valli Beriche, e non se ne fece niente. Quando arrivò la nomina, invece, ero parroco di San Lazzaro. Nonis annunciò la decisione il giovedì santo di quell’anno. A fine giugno salutai la parrocchia e il primo luglio ero in ufficio».
Una ricchezza per la Diocesi
In quindici anni, don Arrigo ha incontrato e conosciuto figure straordinarie, «da dom Helder Camara ai Vescovi delle Diocesi che hanno accolto i nostri missionari – racconta -. Persone difficili da dimenticare, veri pastori, santi. Ma sono soprattuto i nostri missionari la ricchezza più grande che ho ricevuto. Per i luoghi e le situazioni che vivono, per come si spendono e si mettono a disposizione. Nelle baraccopoli, nelle carceri, nei villaggi abbandonati. Ho visto alcuni di questi luoghi, sono gironi danteschi. E poi i laici, una quantità impressionante, che segue i missionari, che va ad aiutarli sacrificando le ferie, che segue progetti di cooperazione. Grazie a loro, credo che nessuno dei nostro missionari si senta solo. Questa è stata la ricchezza più grande che ho ricevuto. E ai missionari ho sempre cercato di far capire che sono una risorsa della nostra Chiesa, tesori preziosi, stimati e amati». Una ricchezza che, da settembre, sarà affidata a un laico, Agostino Rigon. «Rimarrò come collaboratore per un periodo, voglio evitare al mio successore le fatiche che ho vissuto io all’inizio – spiega don Arrigo -. Finalmente potrò provare anche io “il gusto della seconda fila”, come diceva don Lodovico Furian proprio sulla Voce di qualche mese fa. Ringrazio il coraggio del Vescovo per la nomina di un laico. È una scelta che apre una strada che se non percorreremo per scelta, dovremo farlo per necessità».
Una Chiesa missionaria
E la strada è ancora lunga. «Papa Francesco chiede a tutti noi una conversione missionaria. Tutta la Chiesa deve essere missionaria. Purtroppo abbiamo ancora una visione ferma a quarant’anni fa, quando i missionari erano in prima linea e noi dovevamo garantire i rifornimenti. Non è più così. Oggi siamo noi che dobbiamo imparare da loro a essere noi stessi missionari qui, dove viviamo».
L’articolo completo è pubblicato sul numero di domenica 26 agosto


