Si rinnova l’appuntamento con la “Pentecoste con l’Africa”, in programma per domenica 20 maggio alle 11. A ospitare l’ormai tradizionale messa celebrata con le comunità africane della Diocesi di Vicenza, quest’anno, sarà la chiesa di San Paolo Apostolo ad Alte Ceccato di Montecchio Maggiore.
«Si tratta di una celebrazione pensata per riunire i fedeli africani sotto il segno dello Spirito Santo. La Pentecoste, infatti, nei loro Paesi d’origine è una ricorrenza vissuta con profondo trasporto e alla quale viene data molta importanza – spiega padre Michele De Salvia, direttore dell’Ufficio diocesano Migrantes -. La Santa Messa, poi, ogni anno, viene organizzata in una parrocchia diversa per creare occasioni di incontro e conoscenza tra i migranti e le comunità locali. Nell’immaginario comune la maggior parte degli stranieri è associata a religioni differenti dalla nostra, mentre in realtà non è sempre così. Siamo convinti che l’incontro in chiesa sia in grado di generare un ulteriore avvicinamento tra le parti».
«Per gli africani la Pentecoste
è una festa vissuta
con profondo trasporto»
Attese all’incirca duecento persone per la celebrazione che coinvolgerà tutte le comunità africane della Diocesi, sia anglofone che francofone, legate ai centri pastorali per gli immigrati cattolici. A presiedere la messa Paul Ouedraogo, arcivescovo di Bobo Dioulasso, cittadina sud-occidentale del Burkina Faso. «Ouedraogo sta facendo visita ai sacerdoti della sua Diocesi che operano in Italia e sarà nel Vicentino per incontrare don Lucien Nanama, burkinabè, responsabile del centro pastorale degli africani francofoni di Creazzo » precisa padre Michele, che segue anche la pastorale dei ghanesi e nigeriani di Bassano del Grappa. Comunità che si aggiunge a quella dei ghanesi e nigeriani di Schio, a quella dei ghanesi di Costo d’Arzignano, al centro pastorale dei nigeriani di San Pio X e a quello dei ghanesi di San Pietro a Vicenza.
La celebrazione, poi, come ogni anno, sarà animata dalle preghiere in lingua d’origine, dai canti e dai balli tradizionali delle varie comunità così da mettere in risalto la ricchezza della Chiesa nella sua diversità.
«La “Pentecoste con l’Africa” è un’opportunità per sottolineare come sia possibile una convivenza tra culture differenti – continua il direttore dell’Ufficio Migrantes -. Proprio nel giorno in cui si ricorda la discesa dello Spirito Santo ricordiamo anche l’unità della fede indipendentemente dalle tradizioni e dalla provenienza di ognuno». Al termine della messa, inoltre, le comunità africane organizzano un momento di convivialità, con pietanze tipiche e musica, aperto a tutti coloro che vorranno parteciparvi.

