Che senso ha andare a Roma per farsi una sfacchinata? Una domanda che ha accompagnato la scelta dei giovani della nostra diocesi, un centinaio, che hanno deciso di partecipare al prossimo Giubileo di fine luglio nella formula “flash”, in una due giorni intensissima dal 2 al 3 agosto. Per molti la scelta è stata obbligata per mancanza di ferie, altri perché hanno preferito una formula breve in sé, per altri ha inciso l’aspetto economico… Per tutti certa mente è stata una scelta.
«La prima motivazione che mi spinge è che accompagno un gruppetto di “partenti scout” della parrocchia di Chiampo dove sono in servizio. Per loro sarà l’occasione anche per pensare a come continuare il loro cammino di vita, se negli scout o in altro modo», racconta don Emanuele Billo, 30 anni, che ha alle spalle molte Giornate Mondiali della Gioventù, compresa l’ultima di Lisbona del 2023. «L’altro motivo è il desiderio di vivere un’esperienza forte di Chiesa, che va ben oltre la parrocchia e la diocesi», aggiunge don Billo che viaggerà nel pullman 2 della proposta flash. Qui la maggioranza dei ragazzi proviene dal vicariato Val Chiampo, come Maria e Caterina, sorelle di 25 e 22 anni, entrambe studentesse, rispettivamente di scienze della formazione primaria a Padova e scienze infermieristiche a Vicenza. Hanno deciso di partecipare «per vivere un momento spirituale e di pellegrinaggio sotto il simbolo della speranza che, come giovani, a volte perdiamo nell’incertezza del futuro. A Roma incontreremo anche la nostra terza sorella, Rachele, capo pullman per la proposta lunga. Ci aspettiamo di incontrare tanti giovani, uniti dallo stesso spirito con cui vivere dei momenti di riflessione e spiritualità», raccontano entusiaste.
Anche Davide, studente di ingegneria chimica, ed Alice Zordan, di 22 e 18 anni originari della Val Restena, parteciperanno al Giubileo nello stesso pullman, una proposta che hanno accolto subito con curiosità e come possibilità da vivere con tanti altri coetanei. «Mi aspetto di vivere giornate e confronti nuovi, come non mi è ancora capitato di vivere», spiega Alice, che frequenterà l’ultimo anno al liceo economico-sociale.
Valentina Segato, 30 anni di Torrebelvicino, parteciperà con la proposta flash invece cercando una qualità di tempo più che una quantità, per nutrirsi di speranza e «per respirare una Chiesa più ampia, come nella GMG del 2016, dove i giovani e i giovani adulti siano considerati una parte integrante, una parte di persone con cui si può condividere un cammino e sognare insieme».
Naike Borgo
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