Diocesi

Dalla Pastorale giovanile un laboratorio di capoeira per riflettere sulla formazione

di Daniele Frison

Pregare, narrare, giocare. Tre azioni familiari a chi si occupa di educazione. È nato tutto la scorsa primavera, quando la Pastorale Giovanile ha proposto tre laboratori, chiamati in questo modo, per educatori ‘a qualsiasi livello’: scout, Acr, gruppi spontanei, con o senza esperienza. «L’idea era quella di fare una formazione – spiega Laura Pigato – che portasse a riflettere su queste tre parole legate alla relazione educativa. È stato un successo, così abbiamo deciso di ideare una proposta più strutturata e lunga ». Quest’anno sono stati aggiunti quattro verbi – sfidare, comunicare, camminare e progettare -, per un totale di sette laboratori in programma da ottobre a marzo. Il primo, “Sfidare”, si è svolto sabato 22 ottobre, al Centro Diocesano Onisto a Vicenza.

«La forza di questi incontri è l’approccio laboratoriale, che prevede un’esperienza pratica seguita da un momento di riflessione. Non una lezione frontale, ma un’occasione di condivisione per cercare insieme il senso più profondo del ruolo di educatore », dice Alessia Carraro, collaboratrice dell’Ufficio di Pastorale Giovanile per questa proposta; è lei che si occupa di contattare i relatori e organizzare gli appuntamenti. «Dal sito della PG ci si può iscrivere mandando una mail e per qualche incontro è prevista una quota di partecipazione», aggiunge. Ci si può iscrivere anche ai singoli incontri che, per essere il più inclusivi possibili, non sono programmati in un giorno fisso della settimana.

Il primo verbo della serie deriva dalla constatazione che l’educazione è una sfida. «Come educatori, come ci poniamo al riguardo? La accogliamo o la evitiamo?», si chiede Pigato. Sabato 22, per restare su questi interrogativi, Alessia Carraro ha pensato «fin da subito» alla capoeira, un’arte marziale di origini brasiliane che consiste in «una sorta di combattimento danzato». «È una metafora del contesto educativo – spiega la collaboratrice -, perché due persone si trovano al centro di un cerchio formato da altre persone, ovvero la comunità, che tengono il ritmo mentre si combatte, in una maniera molto rispettosa». Ospite dell’incontro, per curare la parte pratica, è la scuola di capoeira “Bimba Meu Mestre”. Seguirà, giovedì 11 novembre, “Comunicare”, laboratorio curato dal servizio educativo del Museo Diocesano di Vicenza: «La parola non è l’unico mezzo di comunicazione possibile. Si penserà alle modalità comunicative non tradizionali che possono tornare utili in un contesto educativo», spiega Carraro. Il 7 dicembre sarà poi il turno di“Camminare”. «Un’azione che ha tantissimi legami con l’educazione: la metafora del viaggio, fare fatica insieme, saper scegliere cosa portare e cosa no nello zaino – dice Alessia -. Si camminerà lungo un percorso a tappe, riflettendo sul proprio ruolo». A febbraio 2023 gli appuntamenti saranno due: “Pregare”, in programma per sabato 4, e “Narrare”, per mercoledì 15. Il primo, curato da Pastorale Giovanile e Ora X, affronterà il tema della fede, «che è quello più complesso, difficile da gestire e che spesso mette in crisi i giovani», afferma Carraro. Durante questo laboratorio si forniranno agli educatori degli strumenti per organizzare momenti di preghiera e veglia alla luce della Parola. Per il secondo si prevede l’intervento di uno sceneggiatore: si indagherà la differenza tra comunicare e narrare, sperimentando la sceneggiatura come utile strumento educativo. Gli ultimi due laboratori sono in programma per sabato 11 e venerdì 24 marzo 2023. «“Progettare” è curato dagli animatori di comunità, che metteranno a disposizione la loro esperienza quadriennale di pianificazione. Si parlerà di come organizzare gli incontri, le verifiche, e come distribuire le attività durante l’anno », spiega la collaboratrice. “Giocare” è, come afferma Alessia, «tra i laboratori che più sono piaciuti lo scorso anno»: si concentrava sull’utilizzo dei giochi in scatola in ambito educativo. «Quest’anno, a partire da questi, si parlerà di team building e di rafforzamento delle dinamiche di gruppo», continua.

Riflettere sulla relazione educativa, occasione offerta da questa serie di laboratori, è un vero e proprio bisogno degli educatori. Ne è convinta Alessia Carraro: «È necessario fermarsi, focalizzare la propria missione educativa, ritrovare il significato di quel che si fa. Questa priorità è sempre stata presente, ma penso che la pandemia abbia accentuato il bisogno di ritrovare il senso». La proposta, che nasce dall’attenzione che la Pastorale Giovanile ha nei confronti degli educatori, va incontro anche a questa necessità. «Siamo ancora nel pieno della ripartenza – afferma Laura Pigato -. Gli educatori hanno bisogno di essere presi per mano, sostenuti e incoraggiati. Tante cose sono cambiate. I laboratori sono una dedica gratuita a loro, in questo momento difficile».