Oltre alla band che l’accompagna fin dagli esordi e ai suoi tanto amati strumenti musicali, in tour con Francesca Michielin anche Via Scalabrini 3. La cantante bassanese ha chiuso domenica scorsa a Firenze la tranche primaverile di concerti a supporto dell’ultimo album 2640.Sedici date, quasi tutte sold out, da Trento a Napoli, che la Michielin ha deciso di condividere con una cinquantina di ragazzi dell’Ufficio di Animazione Giovanile Interculturale dei Missionari Scalabriniani in Europa, che ha sede proprio nella città del Ponte Vecchio.
«Accompagnare Francesca nel suo tour è stata un’importante occasione per promuovere alcuni dei nostri progetti, oltre che un’esperienza molto emozionante – dice lo scalabriniano padre Jonas Donazzolo -. Abbiamo avuto la possibilità di presenziare nei club in cui si sono tenuti i concerti con uno stand, facendo conoscere il nostro impegno ai suoi tantissimi fan».

Un impegno finalizzato all’accoglienza e all’integrazione dei migranti e dei rifugiati sotto lo slogan “Più ponti meno muri”, con tanto di hashtag per diffonderlo sui social. Durante il tour Via Scalabrini 3 ha deciso di intraprendere un’azione di sensibilizzazione principalmente tre progetti, legati alla vita e soprattutto alla musica della Michelin. Il primo è Io Ci Sto, un campo estivo di volontariato tra lavoratori stagionali migranti in provincia di Foggia, a cui alcuni anni fa ha partecipato la stessa cantante. Prendendo spunto, poi, dal titolo di una canzone del suo nuovo album, Bolivia, si è scelto di promuovere il progetto scalabriniano di accoglienza de “La Casa del Migrante” nella cittadina boliviana di Cochabamba. E, infine, l’Ufficio di Animazione Giovanile ha portato in tour anche l’operato della congregazione a Bogotà, che si trova a 2640 metri di altitudine. Numero che richiama proprio il titolo del disco della Michielin uscito a inizio gennaio.
«Per il tour di Francesca abbiamo coinvolto alcuni ragazzi, provenienti da tutta Italia, che hanno preso parte alle nostre esperienze di volontariato – spiega padre Jonas –. Non è stata una semplice attività di volantinaggio, ma ognuno di loro ha dedicato una parte di sé e del proprio tempo per raccontare i nostri progetti». Progetti per i quali l’ormai affermata cantante, che ha già annunciato il tour estivo con la prima data in programma il 25 maggio a Milano, ha voluto lanciare un appello di sensibilizzazione rivolto ai suoi fan sui social network.
«Via Scalabrini 3 è sempre più attiva per abbattere muri e costruire ponti, se potete prendetevi un secondo per incontrarli» ha scritto su Facebook. Un appello che si estende anche in alcuni dei suoi brani come invito a farsi vicino al prossimo e ad aiutare chi si trova in difficoltà senza credere di poter cambiare le cose rifiutando il presente.
Ed è proprio questo il messaggio contenuto nel testo di Bolivia: “Ho visto soffiare l’aria e con il tempo costruire muri o mulini a vento. E urlare al cambiamento, rimanendo seduti sul divano di casa. Perché è un po’ tutto sbagliato? È l’umanità che fa la differenza”.

