Ulss 8 Berica, il 2025 va in “rosso” per 43 milioni di euro. Un passivo dovuto soprattutto a maggiori costi del personale e rincaro dei farmaci: lo riporta la stessa azienda sanitaria, che nei giorni scorsi ha deliberato una richiesta all’azienda Zero regionale per il ripianamento integrale. «Ritengo che buona parte di questo maggiore esborso derivi dall’impiego di forza lavoro di cooperative. Come RSU abbiamo chiesto uno “stop” alle esternalizzazioni, a cui rimaniamo contrari. L’azienda, finalmente, sta raccogliendo delle manifestazioni di interesse per l’inserimento di medici in Pronto Soccorso » dichiara Federico Zanin della Cisl Fp, rappresentante sindacale nell’azienda sanitaria vicentina.
Sulla proposta di copertura della perdita sul bilancio d’esercizio ad oggi l’Ulss, interpellata, non ha rilasciato dichiarazioni. Nella delibera 765 del 30 aprile scorso l’azienda sottolinea che il “rosso” è a fronte di un patrimonio netto comunque positivo per oltre 329 milioni di euro e parte dai dati di bilancio: il finanziamento regionale per il 2025 (deliberato dalla Regione Veneto) per l’Ulss che copre il territorio di Vicenza è pari a 965,6 milioni di euro, con un valore della produzione in creti scita di quasi 20 milioni. Parallelamente, i costi sono appunto aumentati di 43,9 milioni di euro, corrispondenti alla passività di esercizio. Nella delibera l’azienda sanitaria elenca le cause: non «un deficit di tipo strutturale » ma una «conseguenza della fase di instabilità» degli ultimi anni e in particolare della «dinamica inflattiva». L’Ulss sottolinea che c’è stato un «aumento dell’attività svolta, in per la riduzione delle liste di attesa delle prestazioni specialistiche e di ricovero». A far “sforare” sono in particolare due voci. Quella «con il maggior aumento è il costo del personale – si legge – che è aumentato di 22 milioni, seguito dal costo dei farmaci in aumento di circa 11 milioni».
Stato di agitazione
Il tema si accompagna al “braccio di ferro” in corso or-mai da mesi al tavolo sindacale dell’azienda con le organizzazioni rappresentative del personale sanitario, per la limitazione delle esternalizzazioni di parte del servizio a cooperative di medici. A cavallo fra 2025 e 2026 l’azienda sanitaria aveva allontanato 18 medici impiegati tramite cooperativa, in seguito alle criticità riscontrate in particolare in occasione della loro assegnazione al servizio ambulanze e soccorso stradale di Arzignano, Valdagno e Noventa. La presenza di personale medico esterno, per coprire le carenze dovute a ferie dei medici assunti, aveva scatenato la protesta delle sigle sindacali e in particolare della Rsu aziendale, che aveva dichiarato il 4 febbraio scorso uno stato di agitazione poi sospeso in seguito ad un incontro con la controparte in prefettura.
Il 4 marzo scorso l’Ulss 8 sanitaria ha infatti dato garanzie alle varie sigle di «adottare strumenti e strategie per reinternalizzare i medici», assicurando al contempo che «non esiste alcuna ipotesi all’orizzonte di esternalizzazione del personale infermieristico, che è e continuerà ad essere composto al 100 per cento da dipendenti dell’azienda socio- sanitaria».
La carenza di medici
La scorsa settimana i vertici aziendali e la Rsu hanno avuto un nuovo confronto. «Al tavolo, l’Ulss ha quantificato una carenza di 30 medici, perché si parla di 96 turni mensili da coprire – spiega Zanin, Cisl – attualmente sono coper con i medici di cooperativa i cui appalti durante l’estate andranno in scadenza. Siamo ancora in una fase interlocutoria, tuttavia l’Amministrazione ci riporta di aver avviato cinque iniziative al fine di reclutare un numero di personale sufficiente allo scopo di ridurre e se possibile eliminare il ricorso alle cooperative. I 5 punti essenziali del programma sono: indizione del concorso pubblico; contratti libero professionali; bando interno per medici interessati; bando di Azienda Zero su medici stranieri che non hanno ancora il riconoscimento del titolo ma che a seguito dell’interlocuzione con gli ordini professionali interessati saranno sottoposti a verifiche di competenza; utilizzo di graduatorie di altre specialità con la possibilità di assunzione diretta se interessati». Fra risposte ai bandi e manifestazioni di interesse interne si è raccolto qualche possibile spostamento nei Pronto Soccorso, ma si tratterebbe ancora di poche unità. Per il sindacato questa è la strada da seguire, anche per ridurre la possibilità di ulteriori passività in bilancio: «L’aumento del disavanzo non è dato da rinnovi contrattuali, ma da maggiori esborsi con le cooperative – conclude l’esponente Cisl -. Sono esborsi non preventivati inizialmente, perché la scelta della cooperativa viene fatta in modalità “tampone” per garantire comunque la copertura di turni a fronte di medici che vanno via».
Andrea Alba
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