Le scuole paritarie vogliono rilanciare la propria presenza e scommettono su una maggiore sinergia (collaborazione) tra i diversi istituti. In diocesi le scuole paritarie (escluse le scuole dell’infanzia) sono 14. Si tratta di scuole, spesso, con storie e caratteristiche anche molto diverse: c’è la realtà presente con la sola Scuola primaria e quella che invece offre il ciclo di studi completo fino alla scuola Secondaria superiore. Questa diversità di storie e caratteristiche rappresenta una ricchezza ma anche una delle ragioni delle grandi fatiche che si registrano nel tentativo di fare sinergia e quindi sistema. Le difficoltà, soprattutto economiche, continuano a essere molte e così permane sullo sfondo il rischio di un progressivo arretramento di queste realtà formative di ispirazione cattolica, fino a una loro possibile scomparsa. Da qui l’importanza di interrogarsi su cosa i singoli istituti possono fare direttamente, in attesa di risposte da altri (lo Stato).
Due recenti incontri (il 21 giugno come Fidae – Federazione delle scuolecattoliche -, e il 7 luglio con il vescovo Beniamino) hanno aperto al riguardoprospettive interessanti che potrebbero rappresentare un segno di impegno esperanza per il futuro. Il condizionale è d’obbligo visto che già nel passato qualche tentativo simile c’è stato ma non ha avuto fortuna e che, in ogni caso, questo percorso sinergico non può essere imposto né per legge statale né per legge ecclesiastica. I passi possono essere concreti ed efficaci, peraltro, solo se c’è la consapevolezza che ragionare e muoversi come sistema, nel medio lungo periodo, conviene molto di più che andare in ordine sparso come singole scuole, magari anche facendosi concorrenza. Da qui la decisione espressa unanimemente il 21 giugno di avviare una nuova stagione di collaborazione e sinergia tra gli istituti della Fidae. La decisione è stata poi condivisa nell’incontro con il Vescovo. «La sinergia tra le diverse scuole – riconosce suor Luigina Pigozzo, delegata Fidae e vicepreside dell’istituto Farina di Vicenza – è uno dei nostri punti deboli. Le scuole che hanno dietro di sé una congregazione sono sorte come espressione del carisma di quella congregazione. Non è facile mettere in secondo piano questa identità per un lavoro comune pur importante per tutti».
La condivisione nelle linee portanti di un progetto educativo, il cercare di darsi criteri e strumenti comuni per l’assunzione dei docenti, di muoversi congiuntamente nei confronti degli uffici regionali e ministeriali, di ottimizzare una serie di attività amministrative sono le linee di azione nelle quali si è impegnata Fidae, consapevole che non tutto sarà semplice e che molto resta legato al singolo istituto. «Per la gestione economica degli acquisti piuttosto che degli immobili, per esempio, ciascun istituto manterrà la propria autonomia pur creando possibili sinergie» ammette Pigozzo. Nell’incontro di giugno «abbiamo previsto un calendario con incontri specifici in modo da poter affrontare temi che possano concretamente portarci a dai passi concreti. «L’obiettivo fondamentale – sottolinea con forza – è lavorare assieme per garantire la qualità del nostro sistema scolastico. Una famiglia manda il proprio figlio a una scuola paritaria, prima di tutto perché è di qualità, poi, forse anche perché è cattolica. Quello che per noi conta è partire dalla qualità della proposta delle nostre scuole per arrivare a condividere una visione di uomo, di vita e di valori. Una qualità che, abbiamo cercato di garantire anche durante il lockdown sotto il profilo formativo e dell’innovazione». Questo per suor Pigozzo è uno dei punti irrinunciabili. «Le famiglie che scelgono la scuola paritaria si aspettano un clima diverso. Da noi c’è una impronta ben precisa, si sente che c’è una comunità educante. Il punto forte deve essere contrassegnato dall’innovazione educativa per essere poli di eccellenza che pongono al centro lo studente». Proprio in questa prospettiva i primi passi di sinergia «riguardano l’elaborare un unico progetto formativo (il Pei) come scuole di ispirazione cattolica e una modalità comune di assunzione degli insegnanti. Per quanto riguarda questa linea operativa si andrà verso l’informatizzazione dei database, in modo che tutte le scuole possano condividere le messe a disposizione e avere criteri comuni in base ai quali scegliere i docenti. L’assunzione, ovviamente, avviene a livello dei singoli istituti a seconda del bisogno». Accanto a questo, aggiunge la delegata Fidae, «c’è anche l’impegno di arrivare a proporre una formazione comune per i nostri insegnanti. Questo per noi è fondamentale per poter garantire la qualità di cui dicevo. La disponibilità alla formazione è una delle cose che chiediamo a chi insegna nei nostri istituti».
L’incontro con il Vescovo (che tornerà per un altro incontro a dicembre) è stata l’occasione – ha raccontato Pigozzo – per condividere «le fatiche, ma anche per dirgli come guardiamo al futuro. È stato un incontro diretto e concreto – commenta -. Abbiamo ribadito il significato ecclesiale della presenza delle nostre scuole, evidenziato che ci sentiamo Chiesa e che per noi l’evangelizzazione è al primo posto». «Abbiamo ricordato cosa noi diamo alla Chiesa locale. Prioritaria è l’attenzione all’evolversi della società. Le nostre scuole si sono continuamente modificate a seconda della storia sociale, per essere più vicini alle famiglie e ai ragazzi. Vogliamo essere scuole dal carattere profetico, capaci di vedere il bisogno e in costante rinnovamento. L’impegno è la valorizzazione del messaggio evangelico, con il vangelo che continua a essere punto di riferimento fondamentale».Tra le scelte qualificanti «l’impegno consapevole si orienta verso i ragazzi con disabilità, attenzione che abbiamo potuto rafforzare anche grazie alle risorse aggiuntive che quest’anno sono arrivate dal Ministero e che speriamo siano continuative per il bene dei più fragili». Il riuscire a far sistema come scuole paritarie darebbe a questi valori e alle azioni relative una forza e una credibilità sicuramente maggiori. Su questo si gioca il futuro degli istituti e la loro capacità di incidere sul contesto sociale. È essenziale esserne consapevoli.


