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La Superstrada Pedemontana fatica a “decollare” e intanto i veneti pagano

Gli incassi reali sono stati di 13 milioni di euro a luglio 2025; le cifre non sono sufficienti a coprire il canone annuo di 165 milioni

3 Marzo 2026
in Territorio, In primo piano
8
La Superstrada Pedemontana fatica a “decollare” e intanto i veneti pagano

Ormai, sono quasi due anni che la Superstrada pedemontana veneta è interamente percorribile. Cominciano a parlare i numeri, piuttosto che le ipotesi. Nel primo e nel secondo anno di esercizio la Superstrada non si è ripagata. Il cittadino veneto ha dovuto mettere soldi di tasca propria. I pedaggi non sostengono, per ora, il costo del canone che verseremo per 39 anni al concessionario Sis – Società infrastrutture stradali che, oltre alla costruzione, ha in carico la gestione dell’arteria e la sua manutenzione.

I numeri escono con il contagocce dalla Regione Veneto, ma si percepisce una crescita. Il traffico giornaliero medio (tgm) a maggio 2025 era di 21.603 veicoli; a luglio è diventato di 23.628: parliamo sempre di picchi massimi. Gli introiti quotidiani, ad aprile 2025, ammontavano a 523.261 euro.

Se si confrontano con le previsioni di traffico presenti nella tabella F del Terzo atto convenzionale del 2017, il tgm dovrebbe essere di 26.844. C’è un gap di circa 3 mila veicoli. Quelli che non rispondono adeguatamente sono i veicoli leggeri, mentre i veicoli pesanti percorrono la Spv in numero superiore alle previsioni. Gli incassi reali sono di circa 12 milioni a maggio 2025 e salgono a 13 milioni a luglio: una cifra non sufficiente a coprire i 165 milioni di canone del 2025, e neppure i mancati introiti dell’anno precedente. La Regione, per questo, ha messo a bilancio un’uscita di 54 milioni, per coprire il canone di disponibilità. Osservando l’allegato A del Tac, la situazione potrebbe aggravarsi nei 39 anni di durata della convenzione, perché il canone aumenterà con una progressione di circa 70, 80 milioni ogni decade.

Le buone notizie arrivano dal funzionamento delle scontistiche: dal 10 marzo 2025 è entrato in vigore uno sconto del 60 per cento per piccoli transiti di un paio di caselli. L’aumento è netto: tra marzo e ottobre sono aumentati di circa il 40 per cento i transiti nelle giornate da lunedì a venerdì; lo sconto non c’è il sabato e la domenica.

Dall’analisi dei transiti in uscita (dati gennaio 2026), risulta che i caselli maggiormente frequentati sono le interconnessioni con le reti autostradali (A4, A31, A27). Un dato che conferma il ruolo strategico della Spv nella rete autostradale veneta, che finora mancava di un efficiente attraversamento est ovest nell’area settentrionale del Veneto. Sono rilevanti le percorrenze in uscita verso le aree di Bassano del Grappa, Montebelluna e Valle Agno, che dimostrano come la Spv venga utilizzata per la relazione tra le aziende trevigiane e vicentine. I dati mostrano che la Spv è legata al mondo del lavoro e della produzione: il traffico flette nei fine settimana. La spinta maggiore al traffico è stata data dall’apertura dell’interconnessione a Montecchio Maggiore con l’autostrada A4: da allora, e fino a maggio 2025, i dati del tgm indicano un incremento del 18 per cento. A maggio 2025 la Spv aveva un tgm superiore alla A31 Valdastico e alla A23 Udine Tarvisio, ma inferiore alla A28 Portogruaro Conegliano e alla A27 Venezia Belluno, queste ultime aperte una nel 2010 e l’altra nel 1973. Campione di transiti è la tratta (brevissima) tra Spresiano e allacciamento A27, seguita da Breganze-Colceresa, Montebelluna-Povegliano- Spresiano.

Maurizio Montagnin

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Commenti 8

  1. Pier Giorgio says:
    1 mese ago

    Con il vostro ragionamento nemmeno autostrada del sole sarebbe stata fatta considerando la lunghezza ed i costi sostenuti a quel tempo……necessita anche essere un po’ lungimiranti…… aspettiamo qualche anno e poi riparliamone……..come disse qualcuno …..i pessimisti non fanno fortuna……

    Rispondi
  2. Graz says:
    1 mese ago

    Alle volte certe infrastrutture si fanno perché servono e sono UTILI ai cittadini e non solo per il loro tornaconto economico.
    Questo dovrebbe fare lo Stato.
    *
    Visto che criticate la SPV cosa ne dite di quella maledetta infame e totalmente inutile se non nociva TAV che ci devasta il territorio e la città per far passare un treno a fianco ad un altro treno parallelo che già esiste e che ce ne sono 25 al giorno.
    Magari fatevi domande su questo …
    Saluti

    Rispondi
  3. Maristella Bonisiol says:
    1 mese ago

    E pensare che bastava pretendere dallo stato 3 miliardi per avere una superstrada (qual’ è) GRATIS!!! Oltretutto con Salvini al governo!!!!
    I VENETI se lo meritavano !!!!!
    GRAZIE ZAIA!!!!

    Rispondi
  4. Gianluca says:
    1 mese ago

    Sicuramente per il costo del biglietto troppo elevato la gente preferisce altre alternative.

    Rispondi
  5. Gian says:
    1 mese ago

    Sicuramente per il costo del biglietto troppo elevato la gente preferisce altre alternative.

    Rispondi
  6. Francesco Centofanti says:
    1 mese ago

    Ma chi la voluta quedta autostrada? Quale politico?

    Rispondi
  7. mario says:
    1 mese ago

    Farei pagare i deficit a quelle teste fini (Zaia e compagnia) che hanno voluto testardamente caricarceli sulle nostre teste malgrafo tutti gli chiedessero di non farlo. Bastava investire su un intervento di adeguamento della Postumia (come fatto a Padernello) e si sarebbero raggiunti gli stessi risultati con un costo 10 volte inferiore

    Rispondi
  8. domenico pastrolin says:
    1 mese ago

    Fatela percorribile GRATIS X 6 MESI vedrete che aumenterà la clientela e poi piano piano iniziate a far pagare sempre piano piano vedrete che la clientela non se ne andrà più. Vi porto un esempio l’ austerità del 1975 (circa) tutti a piedi perché il petrolio si stava esaurendo tutte bugie, x farsi’ di aumentare il prezzo del carburante senza che il popolo si ribelli,il petrolio dopo 50 anni non è ancora finito però il prezzo è alle stelle. E x la pedemontana regalate una ciliegina che dopo vi prendete tutto l’albero!!!

    Rispondi

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