Missioni

Con la famiglia in Bolivia nel ricordo di Nadia De Munari

Alberto De Munari e la moglie Anna Mensuali partono per due anni di missione con il Mato Grosso assieme alla figlia Rita di un anno e mezzo.
di Andrea Frison

Di Nadia De Munari porta il cognome. Non è suo parente, ma conosceva bene la missionaria laica di Schio uccisa in Perù. Anzi, proprio la morte di Nadia ha “spinto” Alberto De Munari e sua moglie Anna Mensuali ad intraprendere l’avventura della missione come famiglia.

Alberto e Anna, infatti, il prossimo 13 ottobre partiranno per la Bolivia, con destinazione il piccolo villaggio di Carabuco, sulle rive del lago Titicaca. Con loro ci sarà Rita, la loro bambina di un anno e mezzo. I due si sono conosciuti grazie al Mato Grosso, in Perù, dove hanno trascorso un periodo di un anno e mezzo. «Tornati a casa ci siamo cercati, fidanzati ed infine sposati», racconta Alberto, 32 anni di Bolzano Vicentino, mentre la moglie Anna, 30 anni, è originaria del pisano. «Sposandoci – riprende Alberto – abbiamo anche deciso che saremmo stati disponibili ad andare in missione e regalare un pò della nostra vita agli altri, come famiglia. Così come prima esperienza, lo scorso anno, abbiamo trascorso tre mesi in Valtellina, dove esiste una casa del Mato Grosso che ospita ragazzi e giovani per svolgere lavori e organizzare campi». Poi è arrivata la decisione di partire per la Bolivia, decisione nella quale ha avuto un peso l’uccisione di Nadia De Munari. «Conoscevamo Nadia molto bene, quando tornava a casa c’era sempre qualche occasione per incontrarla – racconta Alberto -. Sembra un paradosso, ma la sua morte ci ha dato la spinta per partire perché ci ha fatto capire la serietà del cammino dell’Omg. 

Il momento in cui vedi che una persona arriva a regalare tutto, capisci che la missione non è un gioco ma una faccenda seria. Ora tocca a noi, a me e Anna, fare un passetto in più: finora ci siamo occupati di ragazzi, ora tocca a noi dare il nostro contributo alla missione». A Carabuco Alberto e Anna troveranno un piccolo villaggio di cinquecento abitanti dove l’Omg ha avviato, da diversi anni una cooperativa di falegnameria e un collegio che per i ragazzi che studiano e frequentano una scuola professionale. «Dovremo aiutare a gestire tutto questo – spiega Alberto – e nel fine settimana gestire l’oratorio, dove bambini e ragazzi troveranno un po’ di animazione, di gioco di catechesi e di momenti di assistenza ai più poveri. Rimarremo in Bolivia per due anni, poi si vedrà». Durante la veglia missionaria diocesana del primo ottobre Alberto e Anna saranno ricordati assieme ad altri quindici missionari che verranno salutati prima di ripartire per la missione. Si tratta di un gruppo nutrito di religiose, religiosi, laici e famiglie, tra i quali, come destinazioni, prevale il Sudamerica: ben otto sono le partenze per l’America Latina, mentre cinque missionari hanno come destinazione l’Africa e due l’Asia. 

Per il Sudamerica sono in partenza padre Danilo Lago e padre Matteo Antonello (saveriani), Federico e Giovanna Rigon, Anna e Alberto De Munari, Alberto Carollo e Roberto Viero dell’Omg, don Graziano Celadon e don Vittorio Gonella della Pia Società di San Gaetano. 

Per l’Africa sono in partenza suor Margherita Drago (orsoline), suor Tiziana Maule (dorotee), don Michele Sartore (San Gaetano), padre Valerio Pierangelo (Giuseppini del Murialdo) e padre Dino Ruaro (dehoniani). Infine, per il Medioriente sono in partenza suor Lucia Maule e Giorgio Vencato