• Chi siamo
  • Dove acquistare
  • Edizione digitale
  • Contatti
mercoledì 20 Maggio 2026
No Result
View All Result
Edizione Digitale
La Voce dei Berici
Il periodico di informazione della Diocesi di Vicenza
  • Editoriali
  • Chiesa
    • Parrocchie
    • Diocesi
    • Missioni
    • Vaticano
  • Attualità
    • Territorio
    • Italia
    • Mondo
  • Liberamente
    • Cultura
    • Spettacoli
    • Sport
  • Abbonamenti

Nessun prodotto nel carrello.

La Voce dei Berici
  • Editoriali
  • Chiesa
    • Parrocchie
    • Diocesi
    • Missioni
    • Vaticano
  • Attualità
    • Territorio
    • Italia
    • Mondo
  • Liberamente
    • Cultura
    • Spettacoli
    • Sport
  • Abbonamenti
No Result
View All Result
La Voce dei Berici
No Result
View All Result
Home Liberamente Cultura

Intervista con contrappunto (teologico) a Vito Mancuso

29 Aprile 2026
in Cultura, In primo piano
0
Intervista con contrappunto (teologico) a Vito Mancuso

Vito Mancuso sul palco del Teatro Olimpico (© FotoLive).

Il Vicenza Storia Festival ha riempito di nuovo il Teatro Olimpico. Nello scorso fine settimana si è parlato di “invenzioni” che hanno cambiato il corso della storia: i numeri, il libro, il diritto, la bomba atomica… Ma nella serata di apertura è salito sul palco il celebre e dibattuto filosofo e teologo laico Vito Mancuso a parlare di “Dio”. Lo raggiungiamo telefonicamente a qualche giorno dalla serata.

Professore, parlare di “invenzione di Dio” suona provocatorio. Provocazione per provocazione: è l’uomo che ha inventato Dio o è Dio che ha inventato l’uomo?

«Il termine invenzione nei confronti di Dio è usato al modo della lingua latina, nel senso di “scoperta” e non nel senso moderno e “tecnico” di creazione dal nulla di qualcosa che prima non esisteva. Quindi non è l’uomo che crea Dio, anche se l’uomo scopre ed esprime qualcosa di Dio sempre condizionato dalle proprie esperienze, dalla cultura e dal linguaggio della propria epoca, dal proprio stesso limite. Per questo l’uomo storicamente ha attribuito a Dio qualità, parole e attributi diversi e sovente in contrasto tra loro, non solo tra una religione e l’altra, ma anche all’interno della medesima religione o del medesimo testo sacro. Ammettere questo non significa ridurre Dio a una proiezione umana. Come diceva Plutarco sono ugualmente da temete la superstizione e l’ateismo. Nessuno a mio avviso può negare che Dio esista, ma tutti dovremmo vagliare attentamente ciò che le religioni ci dicono di Dio, perché Dio resta sempre infinitamente più grande delle nostre idee su di lui».

E fin qui andiamo d’accordo con San Tommaso d’Aquino. Ma lei ritiene che ci sia un rivelarsi di Dio all’umanità?

«Io sono un kantiano. Per me la rivelazione di Dio avviene tramite la legge morale che è insita nel cuore di ogni uomo e che ci richiama a riconoscere l’esistenza, ma anche l’assolutezza e la tenerezza di Dio. Il cristianesimo ha riassunto questo dicendo che “Dio è amore”. Dio si rivela dove c’è amore vero. Tutte le religioni dovrebbero portare a questa verità fondamentale».

Il suo ultimo libro distingue nettamente Gesù e Cristo. Nella sua visione teologica, Gesù è ancora la rivelazione del volto di Dio e il salvatore del mondo? 

«Sì e no. Gesù è Figlio di Dio, ma lo è allo stesso modo di altri uomini e donne che, dal basso, hanno compiuto un cammino di trasformazione del cuore che li ha portati a essere ontologicamente in relazione con Dio e trasparenza della sua luce per l’umanità. Come, in altre tradizioni, Socrate, Buddha, Confucio… È ciò che cristianamente viene definita “santità” e che tutti possiamo vedere brillare negli occhi e nella vita di alcune persone. Possiamo dire che Gesù è salvatore? Sì, nel senso che ci indica una via di salvezza. Ma per me non è il redentore, cioè non ci salva automaticamente attraverso la sua morte sulla croce».

Questa visione non rischia di fare del cristianesimo qualcosa di elitario, una via per pochi illuminati, anziché un dono per tutti?

«Penso di no. Gesù invita a cercare il Regno di Dio e la sua giustizia. Il suo è un messaggio etico possibile a tutti, con una valenza universale. Il cristianesimo è una via per farlo, a fianco di altre, alcune di natura filosofica, altre di tipo religioso. E forse una delle questioni che il cristianesimo storico dovrebbe affrontare è proprio quella di ripensare il suo rapporto con le altre religioni. Anche il modello inclusivo scaturito dal Concilio Vaticano II non è, a mio avviso, sufficiente a giustificare una pretesa superiorità del cristianesimo rispetto alle altre religioni».

Lei è credente?

«Non si può essere teologi se non si crede in Dio e non ci si relaziona a lui attraverso la preghiera. Inoltre penso non abbia senso parlare di Dio se non si crede nella vita eterna, in una vita che vada oltre questa vita. Quindi sì, mi reputo credente. Ma sono un teologo credente a cui il cristianesimo non basta più. Potrei definirmi un teologo post-cristiano. La Teologia è una disciplina bellissima, ma deve parlare alla vita della gente, toccarne le corde del cuore più profonde. Se si appiattisce sulla dottrina diviene arida e non genera più vita».

Alessio Graziani

Contrappunto teologico

La Chiesa non ha l’esclusiva su Dio ma non può rinunciare al Vangelo

“Dio resta infinitamente più grande delle nostre idee su di lui”, afferma Vito Mancuso, che non esita a dichiararsi credente e si relaziona a Dio mediante la preghiera per poter svolgere il suo lavoro di teologo. C’è una consonanza con l’affermazione finale del prologo di Giovanni: “Dio nessuno mai l’ha mai visto” (Gv 1,18), si tratta infatti di un mistero troppo luminoso per essere racchiuso nei nostri discorsi; ma il testo continua: “L’unigenito Dio, che sta in seno al Padre, lo ha narrato” (Gv1,18). Da cristiani, accogliamo il dono arrivato a noi in Gesù di Nazaret: “Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il Figlio unigenito” (Gv3,16) e riconosciamo in Lui una presenza e una comunicazione di Dio all’intera realtà creata del tutto singolare. Siamo sì tutti figli e figlie di Dio, ma proprio tramite l’essere Figlio di Gesù, riconosciuto come il Cristo.

L’antica storia da secoli raccontata

Una preghiera del teologo Schillebeecks inizia così: “Ci ricordiamo dell’antica storia che da secoli continuiamo a raccontare: quella di Gesù di Nazaret, un uomo che apertamente ha osato chiamate te, Signore Iddio, con il nome di Abbà, Padre, e che a noi ha insegnato a fare altrettanto”. E continua facendo memoria delle sue parole e dei suoi gesti, che costituiscono la buona notizia chiamata vangelo. Non si tratta, per i cristiani, di avere l’esclusiva su Dio, ma di non rinunciare a tornare di continuo alla narrazione evangelica per verificare e purificare ogni discorso, idea e immagine, con le quali balbettiamo qualcosa del mistero divino. Certo, in dialogo con ogni altro cammino religioso, con tradizioni religiose suscitate anch’esse dal soffio dello Spirito, cogliendo e accogliendo sintonie arricchenti, tuttavia nella consapevolezza della perla preziosa affidataci dal vangelo di Gesù, dal vangelo che è Gesù. Ciò non significa che ne facciamo un ascolto ingenuo o peggio ancora fondamentalista, dal momento che le Scritture crescono con chi le legge ed essendo parola di Dio in parola d’uomo hanno continua necessità di interpretazione. Ma rimane valida l’indicazione di Francesco d’Assisi: il vangelo “sine glossa (senza note esplicative)”, a custodia della fede dei semplici.

Salvatore e/o redentore?

Mancuso afferma che Gesù può essere riconosciuto come Salvatore, nel senso che ci indica una via di salvezza, non tuttavia Redentore che ci salva automaticamente attraverso la sua morte sulla croce. C’è stata nel tempo un’interpretazione del sacrificio della croce, che effettivamente non è più possibile accettare: come le divinità contrariate per le scelte negative degli umani hanno bisogno di sacrifici che le plachino, così un Dio offeso infinitamente dai nostri peccati avrebbe avuto bisogno dell’offerta del sangue del Figlio per riconciliarsi con l’umanità. Gesù di Nazaret è morto ammazzato, con una ingiusta condanna, che in sé non ha nulla di salvifico. Ma la sera prima, nella tavola della cena d’addio, Gesù rivela che in quella morte orrenda procurata da altri immette la totalità della sua esistenza donata. In Lui e attraverso di Lui, dentro ogni realtà di violenza, di rifiuto, di negatività e di morte irrompe la presenza e l’energia divina, per far germinare un principio di vita simile al chicco di grano che nel suo marcire e morire diviene spiga.  Sta qui il principio della vita eterna, che Mancuso riconosce legata strettamente al parlare di Dio; non solo come vita che va oltre questa vita, ma come eccedenza d’amore in ogni esperienza di morte, a partire dal nostro stesso peccato.

Teologia e vita

Mancuso afferma: “La Teologia è una disciplina bellissima, ma deve parlare alla vita della gente, toccarne le corde del cuore più profonde”. In Italia la riflessione teologica rimane spesso chiusa dentro gli ambienti ecclesiastici, anche per la mancata presenza delle facoltà teologiche nelle università pubbliche statali. A fare Teologia sono soprattutto preti e religiosi, dal momento che laiche e laici in quest’ambito non hanno sbocchi professionali e stipendi che permettano loro di vivere.

Il rischio è di avere una teologia che parla a chi è già dentro, si mantiene nei confini segnati dal magistero ecclesiastico, non riesce ad intercettare il dibattito culturale, gli interrogativi e la ricerca spirituale dei nostri contemporanei. Ad avere seguito sono riflessioni teologiche che sanno e possono muoversi in modo più libero, sui confini si potrebbe dire, oppure chi dà corda a forme devozionali, propone contenuti rassicuranti, rispolvera tradizioni religiose regressive. Qualcosa si è smosso, in particolare per merito della riflessione teologica portata avanti dalle donne, ma molto resta da fare.

Dario Vivian

© RIPRODUZIONE RISERVATA

CondividiInviaTweet
Sostienici Sostienici Sostienici
Prossimo articolo
Matteo Campana è arrivato in Angola come manager e ci è rimasto come missionario

Matteo Campana è arrivato in Angola come manager e ci è rimasto come missionario

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

No Result
View All Result

Voce

  • Abbonamenti
  • Dove acquistare
  • Edizione digitale
  • radio_tower [#1019]Created with Sketch. Radio Oreb
  • Contatti

I più letti di questo mese

  • I giovani «chiamati a vegliare» percorrono le strade di Vicenza

    I giovani «chiamati a vegliare» percorrono le strade di Vicenza

    0 shares
    Condividi 0 Tweet 0
  • L’Ulss 8 ha chiesto alla Regione Veneto di ripianare un buco da 43 milioni di euro

    0 shares
    Condividi 0 Tweet 0
  • Intervista con contrappunto (teologico) a Vito Mancuso

    0 shares
    Condividi 0 Tweet 0

Iscriviti alla Newsletter

Ogni settimana ti segnaleremo notizie, storie e interviste da leggere sul nostro sito.

Privacy Policy | Cookies Policy

CONTRIBUTI E SOVVENZIONI DALLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
Come richiesto dall’art. 1, commi 125 – 129, della Legge 4 Agosto 2017, n. 124 ed in ossequio alle modifiche introdotte dall’art. 35 del D.L. 34/2019 (Decreto Crescita), convertito in legge dall’art. 1, comma 1, L. 58/2019, si comunica che la Nuova Voce srl Unipersonale Codice Fiscale: 04123490247 ha ricevuto nel corso dell’anno 2024 i seguenti contributi dalla Pubblica Amministrazione: 
Soggetto erogante: Dipartimento per l’informazione e l’editoria; Somma incassata: 269.290,51 euro; Causale: Contributi diretti alle imprese editrici di quotidiani e periodici di cui al D.Lgs 15 maggio 2017, n. 70.
Come richiesto dall’art. 1, commi 125 – 129, della Legge 4 Agosto 2017, n. 124 ed in ossequio alle modifiche introdotte dall’art. 35 del D.L. 34/2019 (Decreto Crescita), convertito in legge dall’art. 1, comma 1, L. 58/2019, si comunica che la Nuova Voce srl Unipersonale Codice Fiscale: 04123490247 ha ricevuto nel corso dell’anno 2023 i seguenti contributi dalla Pubblica Amministrazione:
Soggetto erogante: Dipartimento per l’informazione e l’editoria; Somma incassata: 281.589,38 euro; Causale: Contributi diretti alle imprese editrici di quotidiani e periodici di cui al D.Lgs 15 maggio 2017, n. 70.
Come richiesto dall’art. 1, commi 125 – 129, della Legge 4 Agosto 2017, n. 124 ed in ossequio alle modifiche introdotte dall’art. 35 del D.L. 34/2019 (Decreto Crescita), convertito in legge dall’art. 1, comma 1, L. 58/2019, si comunica che la Nuova Voce srl Unipersonale Codice Fiscale: 04123490247 ha ricevuto nel corso dell’anno 2022 i seguenti contributi dalla Pubblica Amministrazione:
Soggetto erogante: Dipartimento per l’informazione e l’editoria; Somma incassata: 269.290,52 euro; Causale: Contributi diretti alle imprese editrici di quotidiani e periodici di cui al D.Lgs 15 maggio 2017, n. 70.
Come richiesto dall’art. 1, commi 125 – 129, della Legge 4 Agosto 2017, n. 124 ed in ossequio alle modifiche introdotte dall’art. 35 del D.L. 34/2019 (Decreto Crescita), convertito in legge dall’art. 1, comma 1, L. 58/2019, si comunica che la Nuova Voce srl Unipersonale Codice Fiscale: 04123490247 ha ricevuto nel corso dell’anno 2021 i seguenti contributi dalla Pubblica Amministrazione:
Soggetto erogante: Dipartimento per l’informazione e l’editoria; Somma incassata: 269.290,52 euro; Causale: Contributi diretti alle imprese editrici di quotidiani e periodici di cui al D.Lgs 15 maggio 2017, n. 70.

Nuova Voce Srl – PIVA 04123490247 – Borgo Santa Lucia, 51, 36100 Vicenza | Tel: 0444 301711

Gestisci Consenso
Per fornire le migliori esperienze, utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie ci permetterà di elaborare dati come il comportamento di navigazione o ID unici su questo sito. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.
Funzionale Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
  • Gestisci opzioni
  • Gestisci servizi
  • Gestisci {vendor_count} fornitori
  • Per saperne di più su questi scopi
Visualizza le preferenze
  • {title}
  • {title}
  • {title}
No Result
View All Result
  • Home
  • Editoriali
  • Chiesa
  • Attualità
  • Liberamente
  • Abbonamenti
  • Edizione digitale
  • Chi siamo
  • Dove acquistare
  • Contatti

Nuova Voce Srl P.IVA 04123490247  - Borgo Santa Lucia, 51, 36100 Vicenza. Tel: 0444-301711