Che ci sia o non ci sia la neve, quest’anno a Recoaro Mille non si scia. Gli impianti di risalita della stazione sciistica dell’alta Valle dell’Agno rimarranno infatti chiusi nella stagione invernale 2017-2018. Se negli ultimi anni, complici le scarse nevicate, le giornate di apertura erano andate sempre più diminuendo, quest’inverno per gli sciatori che ancora sceglievano le piste di casa non ci sarà più neppure il dubbio sulla possibilità di scendere lungo la “nera” di Monte Falcone o la più breve pista del Tunche. Per sciare bisognerà andare altrove e, nel frattempo, aspettare eventuali buone nuove sul futuro del comprensorio.
Un futuro che dovrebbe venir disegnato dalla proposta avanzata dalla cordata che fa capo al designer milanese di origine giapponese Takeda Katsuya, l’unico ad aver risposto la scorsa estate all’invito del Comune per la gestione degli impianti di Recoaro Mille – Le Montagnole.
Gli inverni con precipitazioni nevose sempre più scarse, quei mille metri di altezza che non sono né tanti né pochi, le nuove abitudini degli sciatori, la scarsa capacità di rinnovare l’offerta rispetto a quanto fatto in altre località, le più generali difficoltà del settore: nelle discussioni, le giustificazioni sono tante e diverse, ma poi il pensiero va spesso a finire al passato. Agli anni in cui il parcheggio in “busa” si riempiva di auto sin dalle prime ore del mattino e per lo ski-lift si faceva la fila. Agli anni in cui recoaresi e valdagnesi difficilmente guardavano al Trentino, perché le piste da sci le avevano a pochi chilometri da casa.
Ma se lo sguardo al passato si carica di nostalgia, quello verso il futuro ha tanti punti di domanda, ma anche qualche certezza, come le importanti risorse economiche – oltre 3 milioni di euro – assegnati al Comprensorio attraverso i fondi Odi, stanziamenti destinati ai Comuni che confinano con le province autonome di Trento e Bolzano. Questi fondi dovrebbero trasformarsi in progetti per il miglioramento e la valorizzazione dell’offerta del comprensorio Recoaro Mille – La Gazza – Campogrosso, con tanti interventi: dalla sistemazione di percorsi per mountain bike e ciaspole alla predisposizione di un’area camper, dal completamento dell’archeovia di Monte Campetto a un progetto di acropark, un parco avventura nella natura dell’area. E a confermare la volontà di dare nuova vita a Recoaro Mille è anche la decisione del Comune di effettuare la manutenzione degli impianti per garantirne poi la possibilità di uso futuro.
«Un intervento necessario alla messa in sicurezza degli impianti e dettato quindi dalla volontà di tornare ad attivarli – sottolinea il sindaco Giovanni Ceola –. Stiamo lavorando per cercare di concretizzare a breve il project financing del gruppo di imprenditori guidato da Katsuya, in modo di arrivare il prossimo anno al bando per la gestione e la riapertura degli impianti».
Chi la montagna la conosce bene è Franco Perlotto, ex sindaco di Recoaro: «La chiusura è una perdita non solo per Recoaro ma per l’intera valle. Una situazione che, per una stazione sciistica a bassa quota, dipende da diversi fattori, come un innevamento che tarda sempre più ad arrivare, ma anche da un calo di tensione sulla gestione – spiega -. Per il comprensorio bisogna pensare anche allo sviluppo di forme alternative allo sci e più sostenibili: la promozione dell’agricoltura di montagna, per esempio, e una gestione del rifugio di Monte Falcone che non sia più direttamente legata a quella degli impianti, com’è stato finora. Questo consentirebbe una maggiore apertura della struttura, offrendo nuove opportunità per lo sci alpinismo, magari con la creazione di appositi percorsi».

