Cimbetti, è la prima volta che vota il Capo dello Stato (sette anni fa scese a Roma l’allora presidente del Consiglio Regionale Clodovaldo Ruffato) . Come si sente?
«Sento la grandissima responsabilità. A fine novembre, come coordinatore della Conferenza dei Presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni e delle Province autonome ho avuto il piacere di incontrare Sergio Mattarella. È il massimo punto di riferimento istituzionale, è la persona che deve fare da arbitro nei momenti di difficoltà del Paese, è il garante della Repubblica. È un momento istituzionale tra i più delicati e importanti. Le dinamiche che portano all’elezione sono sempre particolari. Rispetto a sette anni fa l’attenzione dei media è incredibile. Le paginate dedicate all’elezione fanno capire quanto la scelta sia importante ».
Rispetto ai parlamentari voi Grandi elettori delle regioni siete più liberi. Siete legati alle logiche di partito, certo, ma non dovete tutelarvi lo stipendio…
«Senza nulla togliere agli amici e colleghi parlamentari credo che noi Grandi elettori regionali siamo più vicini alla gente perché abbiamo avuto un passaggio elettorale più vicino al popolo».
La soluzione migliore per lei quale sarebbe?
«Non ce l’ho, non ho un auspiscio, spero solo che il prossimo Presidente abbia una sensibilità regionalista, attenta alle autonomie locali che sono parte integrante e fondamentale del sistema repubblicano italiano. Nell’ultimo incontro con Mattarella ci siamo confrontati proprio sull’importanza delle regioni, in particolare sulla gestione della pandemia. È stata musica per le mie orecchie. Mi auguro che salga al Colle un Presidente che abbia la possibilità di interloquire con il parlamento il più possibile per fare riforme e applicare la Costituzione soprattuto nei confronti delle regioni e delle autonomie locali»
Un Presidente del passato al quale è più affezionato?
«Sandro Pertini come figura che ha gestito l’Italia in anni difficili, ma anche Francesco Cossiga. Ma ognuno è stato importante. So per certo che il prossimo Presidente non dovrà guardare al passato ma al futuro».
Per assurdo se si dovesse votare per forza una donna che nome scriverebbe?
«Ci sono donne con grandi capacità ed esperienza che potrebbero essere ottime Presidenti. Mi vengono in mente due nomi, senza auspicare, però, che venga eletta l’una o l’altra. La Presidente del Senato Maria Elisabetta Casellati e Letizia Moratti. Sono contro le quote rosa, può salire un uomo come una donna, basta che abbia le capacità giuste. Le donne possono ricoprire ruoli al vertice, Manuela Dal Lago ne è la dimostrazione».
Chiudiamo con una battuta. Gli anni scorsi sono stati votati Francesco Totti e Valeria Marini. Quest’anno che cosa ci aspettiamo?
«Potrebbe essere l’anno degli sportivi. Abbiamo vinto gli Europei di calcio e portato a casa un sacco di medaglie alle Olimpiadi, ma sono tutti troppo giovani. Di certo mi aspetto qualche burlone».


