Vicini a Francesco, nel Giubileo per gli 800 anni della morte del santo. I giovani vicentini raccontano le marce francescane e il Perdon d’Assisi, vissuti nell’agosto 2026 partecipando al Meeting internazionale “Go! Va’, Francesco, e ripara la mia casa”, conclusosi con la Messa celebrata da papa Leone.
«Quello che mi rimane? La semplicità e fraternità che si respira, e soprattutto la chiamata ad “andare”. Non rimaniamo fermi: andiamo nelle periferie, andiamo dove c’è ingiustizia, portiamo il messaggio francescano della “Preghiera semplice”. Ognuno di noi è “chiamato”, dobbiamo capire come».
Erica Peron, 27enne vicentina, ha preso parte al Perdon d’Assisi su impulso del gruppo della pastorale giovanile dei frati minori di San Pancrazio, a Barbarano. In passato ha partecipato a più marce francescane, quest’anno «sono arrivata ad Assisi il giorno prima che iniziasse il “Go!”. Volevo del tempo per stare in silenzio, per meditare. Non sapevo cosa avrei trovato nel meeting, è stata un po’ una sorpresa».
Il calendario di workshop e incontri dei quattro giorni, dal 3 al 6 agosto, ha visto i partecipanti – oltre 3 mila gli iscritti a “Go!”, dai 18 ai 33 anni, da tutta Italia – confrontarsi su temi come le periferie, la pace, l’arte e la vita, l’esempio dato dalla vita stessa del Poverello, ma anche argomenti come la narrazione della verità e “sorella economia”.
«Laboratori semplici, ma carichi di significato. Una catechesi che mi ha permesso di ritornare sulle domande giuste e grandi della vita e anche a dire cose che normalmente si fatica ad esprimere, dando un nome ai propri desideri», osserva Erica.
Ilaria Masolo, 24 anni, si è trasferita da Vicenza a Urbino qualche tempo fa per motivi di studio e ha partecipato a “Go!” anticipandolo con la marcia francescana: «Eravamo un centinaio da tutta Italia, il percorso è partito da Loreto il 27 luglio – racconta – e da lì è stato un susseguirsi di tappe. Nella marcia, abbiamo vissuto momenti di fraternità e spiritualità , ma anche divertimento e festa. Ed è stato bello incontrarsi e reincontrarsi sotto il segno di Francesco, nella fraternità e semplicità dei gesti quotidiani».
I “marciatori” sono arrivati ad Assisi il 2 agosto e il giorno successivo, nella Porziuncola, hanno preso parte al meeting, organizzato anche come esplicito richiamo al celebre “Capitolo delle Stuoie” che nel 1221 vide ad Assisi e a Santa Maria degli Angeli Francesco riunire frati da tutta Europa, ponendo le basi per il futuro dell’ordine.
«Nel suo intervento, papa Leone ha parlato chiaramente della necessità di incamminarsi per strade di cui non abbiamo ancora chiare le mappe – sottolinea Ilaria – un richiamo che ho sentito molto vicino e che rimanda all’ascolto di quello che il Signore ha da dirci rispetto alla nostra vita. A quella che può essere la nostra vocazione. Anche grazie alla testimonianza della vita di Francesco ho avuto delle risposte alle domande con cui ero partita. La sua scelta di abbandonare tutto mi ha fatto comprendere che anch’io ho delle scelte da compiere. Devo proseguire il mio cammino – conclude la 24enne vicentina – seguendo quello che mi viene trasmesso come vocazione: una vocazione non necessariamente in senso stretto, ma nel senso di percorso spirituale».
Andrea Alba
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