Stando al rapporto di Arpav presentato a fine giugno in Consiglio regionale, in Veneto l’inquinamento luminoso mostra segnali di contenimento, pur restando critico soprattutto per gli impianti privati. Quando si parla di “inquinamento luminoso” non stiamo parlando solo di un “fastidio” per gli appassionati di astronomia, anzi. «Durante le ore di buio illuminate artificialmente i cicli biologici di animali e piante vengono sconvolti, gli ecosistemi ne risultano danneggiati e anche la salute umana ne risente, con l’alterazione del ritmo sonno-veglia». A dirlo è Lorenzo Tagliaro, presidente del Gruppo Astrofili Vicentini che ha sede all’osservatorio di Arcugnano.
Sempre secondo il rap porto di Arpav, negli ultimi anni il numero di punti luce per abitante è rimasto stabile, ma il flusso luminoso emesso verso l’alto si è leggermente ridotto, mentre la brillanza del cielo misurata dalle centraline mostra un lento miglioramento. Un contributo positivo lo sta dando la legge regionale approvata nel 2009, oltre alle nuove tecnologie. Tuttavia Arpav segnala la necessità di intensificare i controlli, specie nel settore privato. «Battersi in questi anni è servito ma bisogna continuare – dice Tagliaro -. La luce rivolta verso l’alto è inutile, oltre che dispendiosa. Il fascino per il cielo non ha mai abbandonato l’umanità, se ne trova traccia nelle più antiche pitture rupestri. È un patrimonio di tutti che va tutelato».
L’osservatorio astronomico di Arcugnano ha aperto le porte a curiosi e appassionati nel 1995, ma il Gruppo Astrofili Vicentini ha una storia che comincia ben prima, nel 1980, anche se non si tratta dell’unico gruppo presente in Provincia. Appassionati di astronomia hanno realizzato in questi anni osservatori a Nove e a Marana, mentre il più “antico” è quello di Schio, sul Monte Novegno. «L’inquinamento luminoso ci penalizza non poco – spiega Lorenzo Tagliaro -. Per questo abbiamo tralasciato attività che richiederebbero un cielo più buio, come l’astro-fotografia, e abbiamo fatto la scelta di occuparci di divulgazione». Divulgativa, con un pizzico di musica sarà infatti anche “Desidera”, la serata organizzata dal Comune di Vicenza che si svolgerà a Monte Berico dalle 21 del 10 agosto, durante la notte di San Lorenzo. Fino alle 2 del giorno successivo chi lo vorrà potrà portare una stuoia in Piazzale della Vittoria, ascoltare i brani che Aisha Ruggieri suonerà con un pianoforte a coda, lasciarsi accompagnare dagli Astrofili Vicentini in un viaggio tra le stelle, ammirare le “stelle cadenti” e imparare a riconoscere le costellazioni del cielo estivo. Ma il Gruppo Astrofili non si occupa solo di introdurre nuovi appassionati e curiosi all’astronomia, svolge vere e proprie attività di ricerca. «L’astronomia è una scienza particolare, è forse l’unico settore di ricerca che si avvale del contributo fondamentale di semplici cittadini, la cosiddetta “citizen science”». Il perché è presto detto. La terra gira, anche il più potente telescopio non può seguire in continuazione un corpo celeste, qualunque esso sia. Inoltre, le osservazioni sono re golate da calendari internazionali molto serrati, per cui un astronomo non può utilizzare il telescopio per conto suo. «Ecco allora che i gruppi astrofili sparsi nel mondo collaborano con centri di ricerca specializzati per dare continuità all’osservazione, a patto di avere strumenti adeguati». Nel caso degli Astrofili Vicentini, il gruppo collabora nientemeno che con la Nasa per il monitoraggio degli asteroidi. «Seguiamo le orbite degli asteroidi NEO – racconta Tagliaro -, che sta per “near-E arth object”». Sono gli asteroidi che “sfiorano” la Terra, ma non c’è niente da temere, anzi. «L’attività degli astrofili permette di studiare con precisione le orbite di questi oggetti – continua Tagliaro -. Non di rado, sui giornali si legge di asteroidi che potrebbero colpire il nostro pianeta. In realtà queste notizie sono frutto di orbite calcolate in modo “grossolano”. Più se ne approfondisce lo studio e più ci si rassicura sul fatto che per la razza umana non è ancora arrivata la fine».
Andrea Frison
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