Spettacoli

I film in sala: Tullio Giordana riflette su donne e lavoro

Cristiana Capotondi, protagonista di "Nome di donna" di Marco Tullio Giordana
di Massimo Giraldi, Sergio Perugini (*)

Il regista de “La meglio gioventù”, Marco Tullio Giordana, racconta con “Nome di donna” un tema di stringente attualità: la molestia sulle donne sul posto di lavoro. Un tema che ben si lega con la giornata dell’8 marzo, la festa della donna. Giordana coinvolge l’attrice Cristiana Capotondi in una storia difficile, il racconto di una ragazza madre il cui obiettivo principale è lavorare. Cosa succede però quando sul posto di lavoro le cose non vanno nel verso giusto; quando il datore esercita pressioni e minacce? È questo il nodo del film, declinato in prospettiva femminile. Se da un lato è pienamente apprezzabile la proposta, dall’altro spiace constatare l’uso gratuito dell’elemento religioso. Nel film, infatti, il volto negativo, di chi si approfitta, è quello della Chiesa, tramite due sacerdoti con pochi scrupoli. Nell’insieme, il film è complesso e problematico.

Ha inaugurato il 35° Torino Film Festival “Ricomincio da noi” di Richard Loncraine, commedia britannica con protagonisti Imelda Staunton e Timothy Spall. È un film sul rimettersi in gioco, sul ripartire dopo un momento difficile, trovando il passo giusto con il ritmo della vita. È la storia di Sandra che, scoperto il tradimento del marito, trova rifugio a casa della sorella. Lì Sandra inizia a riprendere in mano la propria esistenza, scegliendo la pista da ballo. Una tipica commedia brillante, tra cadute e risalite, con inconfondibile British humor.

Richiama un po’ “Benvenuti… ma non troppo” la nuova commedia franco-belga “Benvenuti a casa mia” di Philippe de Chauveron, che vede protagonista Christian Clavier nel ruolo di un intellettuale molto benestante, che promuove inclusione e integrazione sociale. Quando, però, viene invitato a dare il buon esempio, ospitando una famiglia rom, le sue certezze vacillano. Ovviamente il tutto è declinato in chiave comica, nella linea della nuova commedia francese.

Si presenta come un sontuoso dramma in costume, di derivazione letteraria – dal romanzo di Daphne du Maurier – “Rachel” di Roger Michell (autore del popolare “Notting Hill”). Nel cast tre divi di primo piano, Rachel Weisz, Sam Claflin e Pierfrancesco Favino. Andamento fluido, ma poco incisivo, che rende la narrazione a tratti stanca e priva di mordente. Per gli amanti del genere, senza troppe aspettative.

In chiusura, il ritorno di Bruce Willis con il remake del film “Il giustiziere della notte” firmato da Eli Roth, portato sullo schermo nel 1974 da Michael Winner con protagonista Charles Bronson. Un action a colpi di tensione, ambiente naturale per il divo hollywoodiano Bruce Willis.

(*) Commissione nazionale valutazione film Cei