Dare una casa a chi ha un lavoro, ma viene considerato un inquilino «a rischio» per diversi motivi. Un tetto per chi è fragile, o per chi fatica a trovare un’abitazione pur avendo un reddito: è questo l’obiettivo di Vi-Abita, associazione nata dall’alleanza di 17 realtà sociali e cooperative del Vicentino.
La formula è semplice: fare da interlocutore e, quando necessario, da garante tra proprietari e inquilini, assumendosi responsabilità e offrendo così una possibilità di accesso alla casa anche a chi normalmente non viene considerato sufficientemente affidabile dal mercato degli affitti.
Vi-Abita, un’alleanza di 17 realtà sociali
Vi-Abita Ets è stata costituita ufficialmente lo scorso 4 agosto. «Vi-Abita intende rivolgersi all’ampia platea di proprietari che sono alla ricerca di interlocutori affidabili ed efficaci prima di mettere a disposizione i propri immobili, che magari necessitano di interventi per essere riattati», spiega Franco Balzi, esponente del sindacato Cisl e presidente della nuova associazione.
Tra gli obiettivi c’è anche quello di «sviluppare un dialogo e una collaborazione con la Diocesi e con le comunità parrocchiali per la valorizzazione degli spazi inutilizzati» e di «interagire con il mondo produttivo, che deve affrontare con pragmatismo le conseguenze occupazionali del processo demografico in atto».
L’associazione riunisce una rete già operativa nella gestione di strutture e alloggi destinati a persone in condizioni di fragilità. Attualmente sono 197 gli alloggi gestiti, per un totale di 1.082 posti. Si tratta di immobili di proprietà delle cooperative o da queste presi in affitto, come nel caso di Le Chiavi di Casa, Villaggio Sos e Tangram, già destinati a persone che necessitano di sostegno: minori, persone con disabilità e richiedenti asilo.
A partire da queste esperienze, Vi-Abita vuole ampliare il proprio raggio d’azione e rivolgersi anche alla cosiddetta «fascia grigia»: persone e famiglie che, pur non rientrando necessariamente nelle situazioni di maggiore fragilità, incontrano crescenti difficoltà nell’accesso al mercato abitativo.
L’emergenza casa e la domanda inevasa
La necessità di trovare nuove risposte emerge anche dai dati. In Veneto, secondo l’Osservatorio Civico sulla Casa (Ocio), nel 2024 risultavano 12.947 persone inserite nelle graduatorie per l’edilizia residenziale pubblica (Erp). Tra il 2023 e il 2024 sono stati assegnati appena 2.106 alloggi Ater, pari al 16% della domanda complessiva.
In questo contesto, il primo compito di Vi-Abita sarà quello di attivare uno sportello di consulenza e orientamento. L’associazione intende inoltre intercettare risorse europee e nazionali e affiancare i proprietari, compresi enti pubblici locali e parrocchie, che dispongono di immobili inutilizzati. Strutture che, attraverso investimenti contenuti, potrebbero essere recuperate e rese disponibili per la locazione.
L’obiettivo: fare da garante tra proprietari e inquilini
L’ambizione della nuova associazione va però oltre la consulenza. Il passo successivo potrebbe essere una forma di «intermediazione forte», nella quale Vi-Abita si assume direttamente la responsabilità del contratto di locazione, con l’obiettivo di operare su un numero significativo di appartamenti.
Un impegno che verrebbe assunto in presenza di adeguate garanzie e sulla base della conoscenza delle situazioni delle persone coinvolte, maturata attraverso il lavoro delle realtà sociali aderenti.
«I 17 enti che compongono l’associazione sono realtà storiche, profondamente legate alle comunità in cui operano», conclude Balzi. «Proprio da questo radicamento, e dalle sinergie già sviluppate, nasce questo progetto che punta a dare una risposta condivisa e collettiva al tema dell’abitare».
Andrea Alba
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