Due gigli, uno sbocciato e uno che ancora deve aprirsi. Simboleggiano le vite di don Francesco Andreoli, 37 anni, prete salesiano, e quella di Alberto Fioretto, 16 anni, animatore del Grest dell’oratorio Don Bosco di Schio. Due vite interrotte bruscamente dall’incidente avvenuto giovedì 25 giugno lungo la Pedemontana Vicentina, nel tratto che attraversa la galleria di Malo.
È questo il segno con il quale il Vescovo Giuliano Brugnotto, durante la messa a Monte Berico di veenrdì 26 giugno mattina, ha voluto esprimere il cordoglio della Diocesi di Vicenza e la vicinanza alla comunità salesiana, ai ragazzi e alle ragazze dell’oratorio Don Bosco, ai loro educatori, alla città di Schio e alle famiglie di don Francesco e Alberto.
«I due gigli bianchi che deponiamo ai piedi della Madonna dicono proprio questo: due vite fragili ma preziose; due vite spezzate ma non distrutte perché nelle mani di Dio; due vite affidate alla purezza e alla misericordia di Dio». Ha detto don Giuliano durante l’omelia.
L’omelia in suffragio di don Francesco e Alberto
«Davanti a questo mistero non vogliamo cercare spiegazioni frettolose. San Paolo ci ha ricordato che Dio è “Padre misericordioso e Dio di ogni consolazione“. Non dice che Dio elimina subito ogni lacrima; dice che ci sta accanto nelle nostre tribolazioni, che non ci lascia soli, e che la consolazione ricevuta può diventare sostegno anche per altri.»
Maria conosce il dolore
«Maria conosce il dolore di una madre e il silenzio che avvolge la croce. A Lei affidiamo le famiglie di don Francesco e di Alberto, le comunità salesiane, l’oratorio di Schio, i ragazzi, gli animatori, tutta la città di Schio e quanti portano nel cuore ferite, domande e ricordi. Maria non nega il dolore, ma ci conduce a Gesù, il Crocifisso risorto: colui che ha attraversato la morte e l’ha aperta alla speranza».
Custoditi nel cuore di Dio
«Nel Vangelo delle Beatitudini Gesù chiama beati quelli che piangono, perché saranno consolati. Non è una promessa vuota: è la certezza che l’amore vissuto nel bene non viene perduto. Il servizio, la gioia condivisa, la cura per i più giovani, tutto ciò che don Francesco e Alberto hanno seminato non è cancellato. Resta custodito nel cuore di Dio e continua a portare frutto in noi».
La preghiera
«Chiediamo alla Vergine di accoglierli tra le braccia del suo Figlio e di insegnare anche a noi a trasformare il pianto in preghiera silenziosa, il ricordo per tanto bene compiuto in gratitudine, il dolore che stringe il cuore in una carità più grande capace di lottare senza stancarsi per la vita. Madonna di Monte Berico, Vergine della consolazione, accompagna don Francesco e Alberto alla luce eterna. Dona consolazione alle famiglie e a quanti li amano e rendici tutti testimoni della speranza che non delude. Amen».
La reazione del Vescovo alla notizia dell’incidente
«Mi ha molto scosso la notizia di questo grave incidente che lascia un profondo dolore – ha detto il Vescovo di Vicenza -. L’unico gesto che mi è venuto immediatamente da fare è stato quello di andare a prendere un fiore. Mi è stato consegnato un giglio con due fiori da portare a Monte Berico: uno era ormai maturo e un altro ancora doveva aprirsi. Penso che solo Maria possa comprendere fino in fondo il dolore delle famiglie e dei familiari coinvolti».



