Nel giorno in cui anche nella nostra Chiesa vicentina si compie il mistero pasquale con l’effusione dello Spirito Santo nell’anno giubilare avremo la gioia di ricevere due nuovi presbiteri: don Alex e don Paolo. Invocheremo su di loro lo Spirito del Signore risorto perché li trasformi interiormente e li associ al gruppo degli apostoli, inviati a portare il vangelo in tutto il mondo.
Guardando ai due diaconi che diventano presbiteri, risuonano anche per noi le parole di Papa Leone XIV: «Voi siete testimonianza del fatto che Dio non si è stancato di radunare i suoi figli, pur diversi, e di costituirli in una dinamica unità. Non si tratta di un’azione impetuosa, ma di quella brezza leggera che ridiede speranza al profeta Elia nell’ora dello scoraggiamento (cfr 1Re 19,12)» (Omelia, 31 maggio 2025). La risposta alla chiamata del Signore di don Alex e don Paolo, con il discernimento che l’ha accompagnata in questi anni di Seminario, ridonano speranza alla nostra Chiesa diocesana. Sono davvero un segno di speranza.
Per don Paolo sono due le parole che lo accompagnano in questo importante passo della sua vita: “compimento” e “gratitudine”; esse sono ispirate alla pagina evangelica dell’Annunciazione: «Nulla è impossibile a Dio». Don Alex è accompagna to da un passo del vangelo di Giovanni: «Questo è il mio comandamento: che vi amia te gli uni gli altri come io ho amato voi. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici» (15,12-13). Donare la propria vita abitata definitivamente da Gesù buon Pastore.
Sono in festa le parrocchie di Muzzolon e quelle delle unità pastorali San Giuseppe-San Zeno e San Bonifacio con don Alex. Insieme alle parrocchie di San Giorgio in Brenta e quelle dell’unità pastorale di Arzignano e Sinistra Brenta con don Paolo. Sono in festa le loro famiglie ed è una gioia grande per tutta la diocesi di Vicenza con le missioni nelle diocesi di Roraima (in Brasile dove i due diaconi hanno fatto visita), Beira (Mozambico), Porto viejo (Ecuador) e Chiang Mai (Thailandia). Non sarà un vento impetuoso, come qualcuno auspicherebbe con tante ordinazioni, quello della Pentecoste di quest’anno. Eppure siamo certi che riceveremo la “brezza leggera” dello Spirito per accarezzarci, attestarci ancora una volta la presenza viva del Signore risorto che si prende cura del suo popolo e donare nuovo coraggio all’opera missionaria della nostra Chiesa.
Vescovo Giuliano
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