È tempo di progetti in casa Brescia-Padova: qualche giorno fa la holding autostradale che gestisce anche l’autostrada Valdastico ha ufficializzato, assieme ai Comuni di Vicenza e Bolzano Vicentino, di aver pubblicato «la procedura aperta per affidare l’incarico di redazione del Documento di Fattibilità delle Alternative Progettuali (DocFAP) relativo al prolungamento di via Aldo Moro». Un passaggio atteso da anni che, negli auspici dei due municipi, dovrebbe portare entro fine 2026 alla definizione di una scelta progettuale che comprenda anche il nuovo casello di Vicenza Nord. Per arrivare entro il 2034 all’opera finita e percorribile.
L’infrastruttura è «attesa dalla città e dal suo hinterland da oltre trent’anni»: è il commento congiunto di Giacomo Possamai e di Lorenzo Cracco, sindaci rispettivamente di Vicenza e Bolzano Vicentino: «Ora è necessario correre per arrivare finalmente a una soluzione concreta». In sintesi, con il “DocFAP” la holding autostradale avvia una nuova fase in cui verranno messe a confronto tre ipotesi progettuali. Le prime due sono quelle “storiche”: lo scenario “Anconetta”, con risoluzione dell’interferenza con la Strada Postumia tramite sottopassaggio, e lo scenario “Ospedaletto”, a nord della linea ferroviaria Vicenza–Treviso, anch’esso con sottopassaggio della Postumia.
La terza è l’ipotesi più recente, emersa anche grazie a un’interlocuzione fra le parti facilitata nei mesi scorsi dal delegato del Comune di Vicenza alle Grandi Infrastrutture, il consigliere comunale Angelo Tonello. È lo scenario che prevede lo sviluppo del prolungamento di via Aldo Moro in affiancamento alla ferrovia, con la prosecuzione oltre i confini comunali di Vicenza, l’ingresso a Bolzano Vicentino e l’attestazione sulla SS53, con un rifacimento del casello attuale. Le bozze circolate vedono un casello realizzato ex novo, affiancato da un grande parcheggio scambiatore, con una separazione definita fra la viabilità di scorrimento e la viabilità locale comunale. Premesso che ad oggi non ci sono ipotesi di spesa definite, l’infrastruttura con questa soluzione potrebbe costare, pare, circa 100 milioni di euro.
«Dopo la bocciatura da parte dell’UNESCO della soluzione Anconea con scavalco della Postumia richiesta dalla Giunta Rucco, come amministrazione ci siamo messi in ascolto del territorio – dichiara Tonello –. Proprio dall’ascolto e dai successivi approfondimenti tecnici è nata l’idea della terza soluzione, che ora sarà approfondita per la prima volta per verificarne costi e tempi. Siamo a una svolta in un percorso rimasto fermo per troppo tempo». Sullo sfondo, c’è anche la fine della concessione che per Brescia-Padova terminerà al 31 dicembre: anche ammesso che vi siano delle proroghe di qualche mese, le istituzioni non intendono perdere tempo per far partire l’iter di realizzazione.
«Da tempo era in corso un confronto con Brescia-Padova, dopo febbraio però non avevamo più sentito nulla – sottolinea il sindaco Cracco – così, io stesso ho preso carta e penna e ho scritto alla società. Ho chiesto con forza un riscontro. Se tutto va bene, all’inizio del prossimo anno si inizierà a lavorare sullo studio di fattibilità, che presenteremo ai cittadini. La terza soluzione contiene elementi nuovi e positivi: finalmente anche Vicenza avrà la tangenziale est e un casello di Vicenza Nord adeguato ai volumi di traffico. E finalmente – conclude – avremo un efficace collegamento ciclo-pedonale e per il traffico leggero fra Ospedaletto e Lisiera, separato dalla tangenziale. Quindi, con un occhio di riguardo per i residenti».
Andrea Alba
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