Ceuta è al centro di una grave emergenza umanitaria. Negli ultimi giorni migliaia di persone sono arrivate alle frontiere della enclave spagnola in Marocco, affrontando il mare e un viaggio estremo nella speranza di trovare un futuro diverso. Tra gli arrivi ci sono anche persone che hanno perso la vita durante la traversata e i cui corpi il mare continua a restituire.
Di fronte a una situazione che mette in evidenza ancora una volta la drammaticità delle rotte migratorie, è scattata la mobilitazione delle realtà ecclesiali e sociali impegnate nell’accoglienza. Nel Centro di Accoglienza San Antonio, i Missionari Scalabriniani della Regione Europa e Africa, insieme ad ASCS – Agenzia Scalabriniana per la Cooperazione allo Sviluppo e alla Diocesi di Cadice-Ceuta, stanno lavorando per rispondere ai bisogni più urgenti.
L’obiettivo è offrire cure, ascolto e protezione alle persone che arrivano in condizioni di estrema vulnerabilità, spesso dopo viaggi segnati dalla paura, dalla sofferenza e dall’incertezza.
«Di fronte a una crisi come questa, il dibattito politico può attendere. L’urgenza, oggi, è non lasciare sole le persone», sottolineano gli Scalabriniani, richiamando la loro missione: essere presenti, accogliere e prendersi cura di chi è costretto a lasciare il proprio Paese.

«La dignità dei migranti non sia strumento di confronto»
Proprio dalla Spagna arriva anche un appello a non trasformare la questione migratoria in uno strumento di contrapposizione politica. Fernando Redondo, direttore del Dipartimento per le migrazioni della Conferenza episcopale spagnola, ha ribadito in una intervista che la dignità delle persone migranti non può essere utilizzata come «arma di lancio» nel dibattito pubblico.
Il richiamo è a non dimenticare, dietro numeri e statistiche, le singole persone. Ogni migrante porta con sé un volto, una storia e una dignità che devono essere riconosciuti e tutelati.
È il principio che continua a guidare l’impegno della Chiesa spagnola e delle realtà cattoliche impegnate nell’accoglienza: promuovere una cultura dell’incontro, del rispetto e della solidarietà, mettendo la persona al centro.
Redazione
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