Storia, spiritualità e teatro si intrecciano in uno dei luoghi più significativi della Valle del Brenta. Sabato 8 agosto, alle ore 21, l’Abbazia di Santa Croce di Campese ospiterà “Di Beata Memoria – Ponzio di Cluny. Una storia di fede e umanità”, spettacolo inserito nel cartellone di Operaestate Festival, pensato per restituire al pubblico la vicenda del fondatore del monastero attraverso un linguaggio scenico capace di unire narrazione, musica e immagini.
Lo spettacolo, con testo e regia di Paola Rossi, nasce dalla collaborazione con lo storico Angelo Chemin, che ne ha curato la consulenza scientifica. Sul palco Carlo Presotto interpreta Ponzio di Melgueil, settimo abate di Cluny, accompagnato dal Cœnobium Vocale, diretto da Maria Dal Bianco, mentre videoproiezioni appositamente realizzate dialogano con gli spazi dell’antica abbazia, valorizzandone l’architettura e la forza evocativa.
Il racconto ripercorre la straordinaria parabola di Ponzio di Cluny, figura tanto carismatica quanto controversa. Dopo aver guidato uno dei più potenti monasteri dell’Europa medievale ed essere stato destituito, Ponzio intraprese un pellegrinaggio in Terra Santa. Giunto nel 1124 all’imbocco della Valle del Brenta, fondò il monastero dedicato alla Santa Croce e alla Madre di Dio, destinato a diventare un importante centro religioso, culturale e spirituale lungo una delle principali vie di collegamento tra il Nord Europa e Roma.
L’allestimento è stato realizzato in occasione dei novecento anni dalla fondazione di Campese e propone un viaggio nella storia del monastero e del suo fondatore, alternando il rigore della ricostruzione storica alla forza del racconto teatrale. Le proiezioni video e l’esecuzione dal vivo del coro contribuiscono a ricreare l’atmosfera della spiritualità cluniacense, facendo dell’Abbazia non soltanto il luogo della rappresentazione, ma parte integrante della scena.
La scelta di rappresentare lo spettacolo proprio nel monastero fondato da Ponzio conferisce all’evento un particolare valore simbolico. L’Abbazia di Santa Croce, per secoli principale polo religioso del Canale di Brenta, diventa così il luogo ideale per far rivivere una pagina decisiva della storia del territorio, offrendo agli spettatori un’esperienza che unisce memoria, patrimonio culturale e riflessione spirituale.
Redazione
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